
La piaga biblica delle cavallette salta subuto in mente, e le cavallette non si fermano, dopo l’ Egitto, colpita anche Israele, il Madagascar e la Russia
La storia insegna che non è certo un evento positivo se vogliamo leggerlo da questo punto di vista e, del resto, vi confesso che mi vengono i brividi solo a pensarci. Immaginate migliaia di cavallette che vi vengono incontro come nel peggiore degli incubi e vi sfido a rimanere impassibili. In Israele, in pratica è avvenuto ciò che sembra avvicinarsi troppo alla “piaga” d’Egitto e c’è chi vuole vederci una punizione divina dietro l’accaduto. In pratica il Paese è stato invaso da centinaia di migliaia di cavallette che hanno infestato in particolare il Negev, nella parte sud dell’area israeliana.
In verità, non è la prima volta che si registra una situazione del genere in loco, ma certo fa sempre una certa impressione e poi mai come questa volta ha avuto un tam tam mediatico di una certa rilevanza e la new ha fatto immediatamente il giro del mondo. L’ultima volta le cavallette erano arrivate nel 2005 e da allora silenzio. Adesso è invece necessario adottareimmediatamente qualche misura per contrastare i loro effetti devastanti sui campi ed anche per questo il passaggio è sempre visto come una sciagura.

In effetti, lo stesso ministero dell’agricoltura ha adottato immediatamente tutte le misure necessarie per cercare di contrastare la minaccia che è piuttosto seria. Le locuste infatti, con il loro passaggio distruggono praticamente quasi tutto quello che incontrano, rendendo inutile il lavoro di mesi e le colture inutilizzabili. Più che altro è il loro incredibile numero a causare dei danni. Pensate che uno sciame di questi insetti arriva a contenere fino a 10 milioni di esemplari nello spazio di un chilometro quadro. In più le cavallette sono veramente ingorde e divorano tutto quello che incontrano. Per loro vanno bene foglie, fiori, frutta, semi e corteccia. La preoccupazione, insomma, è notevole ma Israele ha già messo in atto tutti i sistemi che salveranno per quanto possibile il settore agricol0, pure di fronte questa inaspettata minaccia.
Lo sciame era partico dalle regioni nord del Sudan
Da una breve agenzia rilasciata dalla Voce della Russia, si apprende che in Egitto è stato dichiarato lo stato di emergenza a causa di una massiccia invasione di cavallette in diverse aree meridionali del Paese. Nei giorni scorsi, gli sciami di locuste avevano già invaso le regioni agricole del nord del Sudan, attaccando le colture invernali e numerosi frutteti. Secondo il rapporto della FAO, gli sciami di insetti sarebbero almeno sei.
Lo scorso lunedì 17 febbraio gli sciami hanno raggiunto la città di Zafarana, nei pressi del Mar Rosso, circa 200 chilometri da Il Cairo. Martedì, le voraci cavallette già avevano raggiunto la cittadina di Qena, più altri tre villaggi principali. Ora si teme che le locuste possano rapidamente raggiungere le località turistiche sul Mar Rosso di Hurghada e Marsa Alam, per poi muoversi verso le grandi città del Delta del Nilo.
Secondo quanto riportato da Ahramonline, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) raccomanda alle amministrazioni egiziane di rimanere in massima allerta e fare ogni sforzo per contrastare l’infestazione.
Sciami contententi decine di milioni di insetti sono in grado di volare per più di 150 chilometri al giorno e una locusta femmina può deporre anche 300 uova nel corso della sua vita. “La locusta del deserto è un parassita molto difficile da controllare”, ha spiegato Mamoon AlAlwi, segretario della Commissione FAO per il controllo delle locuste del deserto nella regione centrale (che comprende Egitto, Sudan, Arabia Saudita, Eritrea, Etiopia, Oman e Yemen), in un intervista rilasciata a Middle East Online.
“Le risorse limitate per il monitoraggio e il controllo delle locuste, e i disordini politici all’interno dei paesi colpiti, riduce drammaticamente la nostra capacità di intraprendere operazioni di sorveglianza e controllo”.
Secondo AlAlawi, è difficile che la minaccia possa trasformarsi in una crisi umanitaria, anche perchè le coltivazioni invernali volgono al termine. Tuttavia, si teme che il numero delle locuste possa aumentare con il miglioramento delle condizioni climatiche, favorendo la riproduzione degli insetti.
Gli esperti spiegano che la direzione del vento sarà uno di quei fattori decisivi nel determinare il pericolo effettivo per alcune aree specifiche, come il Delta del Nilo. “In quel caso la situazione potrebbe diventare pericolosa”, continua AlAlawi, poichè gli insetti potrebbero riprodursi nelle zone dedicate alle produzioni agricole primaverili.
Intanto il governo egiziano cerca di arginare l’ondata famelica con “tutte le misure necessarie”. Alcune squadre di controllo sono state dispiegate nelle zone colpite e gli elicotteri militari sono impegnati a spruzzare insetticidi sulle zone non residenziali. Tuttavia, il caso politico che sta vivendo l’Egitto complica notevolmente la velocità e l’efficacia delle operazioni d’intervento.
L’ex ministro dell’Agricoltura Salah Youssef, il quale ha svolto il suo breve incarico come ministro nei primi mesi del 2011, sulla scia della Primavera Araba, ha dato una lettura particolare di quello che sta succedendo in Egitto: “La piaga delle cavallette sembra essere la volontà di Dio”, ha detto. “Dobbiamo accettare, ce lo meritiamo”, ha concluso, facendo riferimento alla difficile crisi politica che il paese sta attraversando.
L’Egitto è il più grande produttore di grano dell’Africa, con una produzione che si aggira sulle 8,5 milioni di tonnellate all’anno. Il paese vanta una superficie coltivabile estremamente fertile pari a 3,6 milioni di ettari di terreno, il che significa che il paese rischia grosso se le cavallette dovessero moltiplicarsi. Secondo la FAO, una tonnellata di locuste è in grado di divorare la stessa quantità di cibo consumata da 2500 persone in un solo giorno.
Invasione di cavallette in Madagascar
Secondo un’agenzia delle Nazioni Unite, una grave invasione di locuste sta infestando circa la metà del Madagascar, minacciando le colture e provocando una seria carenza alimentare.
L’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO) fa sapere che la distruzione di miliardi di piante divorate dagli insetti potrebbe causare fame per il 60% della popolazione.
La FAO aggiunge che sono necessari circa 14,5 milioni di euro per combattere la peste in un paese dove molte persone sono povere. Si tratta della peggiore invasione di cavallette che ha colpito l’isola dal 1950.
Secondo il resoconto riportato sul sito della BBC, Annie Monard, esperta per il controllo delle locuste della FAO, ha fatto sapere che l’invasione rappresenta una gravissima minaccia per l’isola dell’Oceano Indiano. “L’ultima invasione è avvenuta nel 1950 e durò ben 17 anni. Se non interveniamo, quella attuale potrebbe durare dai 5 ai 10 anni, a seconda delle condizioni”, spiega la Monard.
Quasi il 60% della popolazione dell’isola, 22 milioni di persone, potrebbero essere subire un significativo peggioramento delle condizioni alimentari. “Attualmente, circa la metà del paese è sotto l’attacco degli sciami volanti. Si calcola che ogni sciame è composto da miliardi di voraci insetti”, spiegano alla FAO. Si stima che circa i due terzi delle produzioni agricole del paese potrebbero essere compromesse entro settembre 2013 se non si interviene immediatamente.
Per organizzazione una campagna di disinfestazione sarebbero necessari 14,5 milioni di euro e intervenire entro giugno per scongiurare il peggioramento della situazione. L’invasione minaccia i pascoli per il bestiame e le coltivazioni di riso, l’alimento basilare del Madagascar.
L’85% della popolazione dell’isola vive con meno di un dollaro al giorno e la pestilenza potrebbe seriamente aggravare questo dato determinando un’elevata insicurezza alimentare e una crescita della malnutrizione.
Il centro di controllo per le locuste in Madagascar aveva già irrorato circa 30 mila ettari di terreno lo scorso ottobre, ma il ciclone che ha colpito l’isola nel febbraio del 2013 ha peggiorato la situazione. Secondo la FAO, non solo il ciclone ha danneggiato buona parte delle colture del paese, ma ha creato anche le condizioni ottimali per la moltiplicazione delle locuste.
Invasione di cavallette in Russia
I contadini si vedono costretti a fronteggiare una piaga biblica senza precedenti
Un invasione di miliardi di cavallette sta mettendo ko la Russia e la sua agricoltura. Cinque regioni del grande paese sono sotto attacco da quella che è definita la peste agricola, dal Daghestan alla KalmyKia, da Astrakhan Oremburg e Volvograd. Lo sciame di cavallette, che in quelle zone trovano un clima favorevole, si estende su di un’area immensa, pari a circa 20 volte le dimensioni dell’Italia.
Oltre al gran caldo i contadini russi devono fare i conti con un’altra calamità, ossia l’invasione delle cavallette. Le conseguenze per l’agricoltura russa potrebbero essere gravissime. Buona parte dei raccolti di grano sono stati compromessi dal fenomeno, fra le preoccupazioni degli agricoltori, già messi in ginocchio dalle alte temperature dei giorni scorsi, dove in molte località si sono superati i +40° all’ombra. Ogni giorno venti aerei si alzano in volo per spruzzare sostanze chimiche e pesticidi sulle zone interessate, ma lo sciame di cavallette, parassiti volanti e velocissimi, viene appena scalfita. Purtroppo i danni sono notevoli e in molte aree, specie nel Daghestan, i raccolti sono stati completamente distrutti dall’incursione dei famelici animali.
Il fenomeno dell’invasione delle cavallette in Russia ha avuto il suo inizio nel 2009. E in pochi anni la superficie devastata è aumentata da 1 milione e mezzo di ettari a 4 milioni di ettari. La situazione è grave e in diverse regioni è stato lanciato lo Stato di calamità. Il problema è diventato Nazionale, ma da Mosca non arrivano ancora soluzioni efficienti e definitive. Ogni giorno un singolo esemplare di cavalletta riesce a percorrere anche 200 chilometri, guadagnando terreno e spazio in una zona messa ormai in ginocchio. Le preoccupazioni più grandi si concentrano sulla fine del mese di giugno, periodo in cui le cavallette saranno anche in grado di volare.
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