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Archivio Gennaio 2007

beati noi giovani

31 Gennaio 2007 Nessun commento

Se avremo il coraggio dell’autenticità
quando falsità e compromesso
sono più comodi:
la verità ci renderà liberi.

Se costruiremo la giovinezza
nel rispetto della vita e nell’attenzione
dell’uomo in un mondo malato d’egoismo:
daremo testimonianza di amore.

Se, in una società deturpata
dall’odio e dalla violenza,
sapremo accogliere e amare tutti:
saremo costruttori e artigiani della pace:
“I giovani e la pace camminano insieme”.

Se sapremo rimboccarci le maniche
davanti al male, al dolore, alla disperazione:
saremo, come Maria, presenza amica e discreta
che si dona gratuitamente

Se avremo coraggio di dire in famiglia,
nella scuola, tra gli amici
che Cristo è la certezza:
saremo sale della terra.

(Comunità di Taizè)

fidanzamento

31 Gennaio 2007 Nessun commento

Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l’eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiagga ascolta
la storia delle onde.

Kalhil Gibran

Per una cattiva riuscita…

31 Gennaio 2007 Nessun commento

Per una cattiva riuscita del proprio figlio

1. Fin dalla nascita date al bambino tutto quello che vuole: così crescerà convinto che il mondo ha l’obbligo di mantenerlo.
2. Se impara una parolaccia ridetene. Crederà di essere divertente.
3. Non accompagnatelo in Chiesa la domenica; non dategli un’educazione religiosa. Aspettate che abbia 18 anni e decida da sé.
4. Mettete in ordine tutto quello che lui lascia fuori posto. Fate voi quello che dovrebbe fare lui, in modo che si abitui a scaricare sugli altri tutte le proprie responsabilità.
5. Litigate sovente in sua presenza. Così non si stupirà se ad unc erto punto vedrà disgragarsi la famiglia.
6. Dategli tutto il denaro che chiede e se lo spenda pure come vuole. Non lasciate mai che se lo guadagni! Perché mai dovrebbe faticare per guadagnare, come avete fatto voi da giovani? I tempi sono cambiati.
7. Soddisfate ogni suo desiderio per il mangiare, il bere, le comodità. Negargli qualcosa potrebbe scatenare in lui pericolosi complessi.
8. Prendete le sue parti verso i vicini di casa e gli insegnanti. Sono tutti prevenuti verso vostro figlio. Gli fanno continue ingiustizie. Lui è così intelligente e buono e loro non lo capiscono.
9. Quando si mette in un gauio serio, scusatevi con voi stessi dicendo: “Non sono mai riuscito a farlo rigare dritto”.
10. Dopo di ciò, preparatevi ad una vita di amarezze: l’avete voluta e non vi mancherà.

Trecentomila.

26 Gennaio 2007 Nessun commento

Trecentomila in più all?anno nel mondo. Che cosa? Forse i tipi di rose coltivate? I pozzi di petrolio aperti?
Le canzoni messe in gara? Niente di tutto questo o di altro. Purtroppo, e con nostra vergogna, è il numero di persone che si ammala di lebbra ogni anno. Attualmente sono in totale circa 10 milioni.
E pensare che la lebbra è causata da un germe molto simile a quello della tubercolosi e, come questa,
facilmente trattabile ed eliminabile con farmaci molto attivi e relativamente poco costosi.
Come mai allora questa diffusione? Perché mancano due cose essenziali:
——informazione (troppi hanno solo paura ma non conoscono la malattia)
——sensibilizzazione ( arrivare a raccogliere quegli aiuti che sono infallibili per guarire)
Purtroppo questi malati abitano per lo più in terre poverissime. E vengono isolati e abbandonati.
Raoul Follereau, con la moglie, ha percorso migliaia di kilometri per raggiungerli, curarli, guarirli, riabilitarli
e, in molti casi, riportarli tra i loro familiari.
La sua opera adesso è continuata dagli ?Amici di Raoul Follereau? associazione AIFO che, in 45 anni di vita, è riuscita a curare più di un milione di malati e, in moltissimi casi, a guarirli.
Se domenica 28 gennaio incontri un giovane che ti offre un vasetto di miele per ricavarne un po? di aiuto
per i lebbrosi, accetta. E? uno dei 2000 volontari che quel giorno si prestano per:
———————-informare e
————————————————————-sensibilizzare.

..lasciate un segno….!

26 Gennaio 2007 Nessun commento

Cari figli, mettete la Sacra Scrittura in un luogo visibile
nella vostra famiglia.
E leggetela!
Così conoscerete la preghiera del cuore
ed i vostri pensieri saranno in Dio.
NON DIMENTICATE che siete dei passeggeri,
come un fiore in un campo
che si vede da lontano
ma in un attimo sparisce!
Figli cari: lasciate un segno
di bontà e di amore
ovunque passiate!
e Dio vi benedirà
con l’abbondanza della sua benedizione

Gioca con Dio!

23 Gennaio 2007 Nessun commento

Un giorno, un santo si fermò da noi.
Mia madre lo scorse nel cortile, mentre faceva divertire i bambini.
“Oh”, – mi disse – “è proprio un santo; puoi andargli incontro, bambino
mio”.
Il santo posò la mano sulla mia spalla e mi chiese: “Bimbo mio, che
cosa vuoi fare?”.
“Non lo so. Che cosa vuoi che faccia?”.
“No, dimmi tu cosa vuoi fare”.
“A me piace giocare”.
“Allora vuoi giocare con il Signore?”.
lo non seppi cosa rispondere. Egli continuò: “Vedi, se tu potessi
giocare con il Signore, sarebbe la cosa più grande del mondo. Tutti lo
prendono talmente sul serio che lo rendono mortalmente noioso… Gioca con
Dio, bambino mio: è il più meraviglioso compagno di gioco”.
(Gopal Murkeji)

niente laverà

19 Gennaio 2007 Nessun commento

Allora un contadino disse: Parlaci del Lavoro.
E lui rispose dicendo:
Voi lavorate per assecondare il ritmo della terra e l’anima della
terra.
Poiché oziare è estraniarsi dalle stagioni e uscire dal corso della
vita, che avanza in solenne e fiera sottomissione verso l’infinito.

Quando lavorate siete un flauto attraverso il quale il sussurro del
tempo si trasforma in musica.
Chi di voi vorrebbe essere una canna silenziosa e muta quando tutte le
altre cantano all’unisono?

Sempre vi è stato detto che il lavoro è una maledizione e la fatica una
sventura.
Ma io vi dico che quando lavorate esaudite una parte del sogno più
remoto della terra, che vi fu dato in sorte quando il sogno stesso ebbe
origine.
Vivendo delle vostre fatiche, voi amate in verità la vita.
E amare la vita attraverso la fatica è comprenderne il segreto più
profondo.

Ma se nella vostra pena voi dite che nascere è dolore e il peso della
carne una maledizione scritta sulla fronte, allora vi rispondo: tranne
il sudore della fronte niente laverà ciò che vi è stato scritto.

Vi è stato detto che la vita è tenebre e nella vostra stanchezza voi
fate eco a ciò che è stato detto dagli esausti.
E io vi dico che in verità la vita è tenebre fuorché quando è slancio,
E ogni slancio è cieco fuorché quando è sapere,
E ogni sapere è vano fuorché quando è lavoro,
E ogni lavoro è vuoto fuorché quando è amore;
E quando lavorate con amore voi stabilite un vincolo con voi stessi,
con gli altri e con Dio.

E cos’è lavorare con amore?
E’ tessere un abito con i fili del cuore, come se dovesse indossarlo il
vostro amato.
E’ costruire una casa con dedizione come se dovesse abitarla il vostro
amato.
E’ spargere teneramente i semi e mietere il raccolto con gioia, come se
dovesse goderne il frutto il vostro amato.
E’ diffondere in tutto ciò che fate il soffio del vostro spirito,
E sapere che tutti i venerati morti stanno vigili intorno a voi.

Spesso vi ho udito dire, come se parlaste nel sonno:
“Chi lavora il marmo e scopre la propria anima configurata nella
pietra, è più nobile di chi ara la terra.
E chi afferra l’arcobaleno e lo stende sulla tela in immagine umana, è
più di chi fabbrica sandali per i nostri piedi”.
Ma io vi dico, non nel sonno ma nel vigile e pieno mezzogiorno, il
vento parla dolcemente alla quercia gigante come al più piccolo filo
d’erba;
E che è grande soltanto chi trasforma la voce del vento in un canto
reso più dolce dal proprio amore.

Il lavoro è amore rivelato.
E se non riuscite a lavorare con amore, ma solo con disgusto, è meglio
per voi lasciarlo e, seduti alla porta del tempio, accettare
l’elemosina di chi lavora con gioia.
Poiché se cuocete il pane con indifferenza, voi cuocete un pane amaro,
che non potrà sfamare l’uomo del tutto.
E se spremete l’uva controvoglia, la vostra riluttanza distillerà
veleno nel vino.
E anche se cantate come angeli, ma non amate il canto, renderete l’uomo
sordo alle voci del giorno e della notte.

—————————–(Kahlil Gibran)

cinque difetti che mi piacciono

16 Gennaio 2007 Nessun commento

1 – Gesù non ha buona memoria.Sulla Croce durante la sua agonia il ladrone gli chiede di ricordarsi di lui quando sarebbe entrato nel suo regno. Se fossi stato io gli avrei risposto, ?non ti dimenticherò, ma i tuoi crimini devono essere espiati, con almeno 20 anni di purgatorio?, invece Gesù gli rispose ?Oggi sarai con me in Paradiso?.Aveva dimenticato i peccati di quell?uomo. Lo stesso avviene con Maddalena e con il figlio prodigo. Gesù non ha memoria, perdona ognipersona, il suo amore è misericordioso».
2) – Gesù non conosce la matematica, lo dimostra la parabola del Buon Pastore. Aveva cento pecore, una di loro si smarrì e senza indugi andò a cercarla lasciando le altre 99 nell?ovile. Per Gesù uno equivale a 99 e forse anche di più.
3) – Gesù non è buon economo Una donna ha dieci dracme, ne perde una, quindi accende la lucerna per cercarla, quando la trova chiama le sue vicine e dice loro ?Rallegratevi con me perché ho ritrovato la dracma che avevo perduto?. E? davvero illogico disturbare le amiche solo per una dracma; e poi far festa con le amiche per il ritrovamento le sarà costato molto più di una dracma . In questo modo Gesù spiega che c?è molta gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte.
4) – Gesù è un avventuriero.Chiunque voglia raccogliere il consenso della gente si presenta con molte promesse di successo, di potere, di benessere ecc.. mentre Gesù promette a chi lo segue processi e persecuzioni, eppure da 2000 anni constatiamo che non si è esaurita la schiera di avventurieri che hanno seguito Gesù.
5) – Gesù non conosce né finanza né economia.Nella parabola degli operai della vigna, il padrone paga lo stesso stipendio a chi lavora al mattino e a chi inizia a lavorare il pomeriggio. Ha fatto male i conti? Ha commesso un errore? No, lo fa di proposito, perché Gesù non ci ama rispetto ai nostri meriti o per i nostri meriti, il suo amore è gratuito e supera infinitamente i nostri meriti. Gesù ha i “difetti” perché ama.

L’amore autentico non ragiona, non calcola, non misura, non innalza barriere, non pone condizioni, non costruisce frontiere e non ricorda offese.

(N’GUYEN VAN THUAN -20 anni in prigione per la fede)

il dromedario e il cammello

12 Gennaio 2007 Nessun commento

Una volta un dromedario,
incontrando un cammello,
gli disse: – Ti compiango,
carissimo fratello;
saresti un dromedario
magnifico anche tu
se solo non avessi quella brutta gobba in più.

Il cammello gli rispose:
- Mi hai rubato la parola.
E’ una sfortuna per te
avere una gobba sola.
Ti manca poco ad essere
un cammello perfetto:
con te la natura
ha sbagliato per difetto.

La bizzarra querela
durò tutto una mattina.
In un canto ad ascoltare
stava un vecchio beduino
e tra sé, intanto, pensava:
“Poveretti tutti e due,
ognun trova belle
soltanto le gobbe sue.
Così spesso ragiona
al mondo tanta gente
che trova sbagliato
ciò che è solo differente!” (Gianni Rodari)

la virgola

12 Gennaio 2007 1 commento

C’era una volta una virgola seccata dalla poca considerazione in cui tutti la tenevano. Perfino i bambini delle elementari si facevano beffe di lei.
Che cos’è una virgola, dopo tutto? Nei giornali nessuno la usa più. La buttano, a casaccio.
Un giorno la virgola si ribellò.
Il Presidente scrisse un breve appunto dopo un lungo colloquio con il Presidente avversario: “Pace, impossibile lanciare i missili” e lo passò frettolosamente al Generale.
In quel momento la piccola, trascurata virgola mise in atto il suo piano e si spostò. Si spostò solo di una parola, appena un saltino.
Quello che lesse il Generale fu: “Pace impossibile, lanciare i missili”.
E scoppiò la Guerra Mondiale.

Fai attenzione alle piccole cose. Sono il seme di quelle grandi

(Bruno Ferrero)