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io stamattina sono andata fino al bagno

Quando sono entrata per la prima volta nella tua stanza, ti eri svegliata da pochi giorni dal coma e stringevi in una mano un pinocchietto d’argento, che non abbandonavi mai.

Se ti si faceva una semplice domanda, rispondevi lentamente, tra uno sbadiglio e l’altro.

Abbiamo cominciato a dipingere:  tu sceglievi le tinte e io stendevo i colori. Quello che mi colpiva era lo spazio che riservavi al bianco. Ti domandavo di che colore volevi un leprotto: "bianco" -mi rispondevi-  -la calzamaglia del principe come la devo fare?- "lasciala bianca."

E i disegni acquistavano così una "pulizia" che era il riflesso del tuo cuore.

 

Al nostro secondo incontro sono arrivata con l’occorrente per fare le bolle di sapone e mai ringrazierò abbastanza quell’angioletto che mi ha suggerito l’idea. Riuscivi a soffiare nella cannuccia con gran soddisfazione e così consumavi un barattolo dietro l’altro di acqua saponata. Questo ti è valso il titolo di "principessa delle bolle di sapone".  Ne ricordo una, molto grande, la quale però è svanita prima ancora  di staccarsi dalla cannuccia. "Oh, Rosandra, la bolla è morta!"  ha osservata la zia.

Tu hai riflettuto un attimo poi hai pronunciato tre parole scandendo bene:

"morte…vita…speranza" .

 

Dopo le bolle quanti  altri progressi! Ti alzavi per brevi passeggiate, parlavi più speditamente, addirittura cantavi! Quando hai voluto farmi sentire la canzoncina che avevi imparato per Natale, mentre cantavi  "il mondo ha bisogno d’amore e saremo noi a donarlo" io pensavo:  –ecco una bambina che fa veramente quello che sta cantando–.

Grazie, Rosandra, per l’amore che sicuramente hai donato al mondo, ignaro. Per l’amore che,chi ti è stato vicino, ha potuto raccogliere, commosso. Per l’amore che hai suscitato in chi ti stava accanto.

……………………………..

Un pomeriggio in cui avevi la febbre mi hai chiesto di sedermi accanto a te e hai voluto che ti spostassero sul bordo del letto per starmi più vicina. Così sono incominciate ore interminabili: alle sette avresti dovuto fare una TAC e le sette non arrivavano mai. Cercavo di distrarti con i giochi ma il tuo pensiero tornava sempre lì e spesso mi domandavi l’ora.  All’improvviso, con molta gravità, direi con solennità, ti sei fatta il segno della croce, con la punta del pollice…..

……………………………..

Un pensiero che ti rattristava era che la scuola stava per cominciare e tu non saresti stata presente all’appello. Rosandra! ti preoccupavi di non poter entrare nella tua aula di quarta elementare e non sapevi che, di colpo, eri stata promossa….all’università!    Le materie nelle quali eccellevi erano la pazienza e la docilità con le quali affrontavi la tua condizione di bimba malata.

Un pomeriggio mi hai annunciato:  "Io, questa mattina, sono andata fino al bagno."  Poi abbiamo colorato, giocato. Ma eri molto silenziosa. Allora ti ho domandato:–Non hai nulla da raccontarmi oggi, Rosandra? – E tu:"Io questa mattina sono andata fino al bagno". L’avvenimento più importante della giornata!..

………………………..

Oggi, uscendo di casa per venire in ospedale, ho visto una foglia  che stava cadendo da un platano. Istintivamente sono corsa per prenderla ma non sono arrivata in tempo. Quando ha toccato terra  mi è venuto da gridare -Rosandra!!"

      In rianimazione ho chiesto di te. Una risposta scarna: "E’ deceduta un quarto d’ora fa".

…………………….

Rosandra, fogliolina strappata dall’albero nel bel mezzo della tua primavera, ti penso in cielo con il tuo bellissimo vestitino bianco panna come in quella foto della prima comunione del tuo fratellino. Così dice il Libro dell’Apocalisse:

"..quelli vestiti di bianco sono quelli che sono passati attraverso la grande tribolazione….stanno davanti a Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo santuario."        Mi chiedevo stasera …quale servizio presterai tu. Penso che sia il fare le bolle di sapone per rallegrare la Santissima Trinità e consolarla di tutto il male che c’è nel mondo.

                     (da : LAURETTA -"Noi giocheremo in eterno" ed. ANCORA)

 

info:  LAURETTA  è una scrittrice che fa volontariato ormai da una ventina d’anni   in un  reparto  di oncologia pediatrica. Tanti di questi bambini malati di tumore guariscono e tornano a casa ma tanti….vanno a continuare i giochi in Paradiso. Lauretta ha raccolto gli appunti su alcuni di questi suoi piccoli amici e ce li fa conoscere, a nostra ammirazione e nostra edificazione.

 

  1. 24 Agosto 2007 a 13:32 | #1

    Ciao! mi sono permesso di girarti un MeMe che mi è stato girato oggi da una blogger. E’ una nuova esperienza che, penso, faccia piacere anche a te provare. Per maggiori informazioni passa da me. Un abbraccio.

  2. 24 Agosto 2007 a 14:30 | #2

    Ho la pelle d’oca e gli occhi lucidi. Un’altra stella in cielo. Grazie a Lauretta davvero di cuore.
    Un abbraccio a tutti i bambini del mondo.

  3. 24 Agosto 2007 a 19:27 | #3

    Sono senza parole..senza fiato..senza forze..

    Leggere il tuo post mi ha fatto sentire così stupida..inutile..davanti a così tanta dignità..davanti ad un dolore così grande..

    grazie..

  4. 29 Agosto 2007 a 13:00 | #4

    solo grazie..
    per questa esperienza d’amore..

  5. 16 Aprile 2008 a 12:21 | #5

    l’accettazione del dolore, della morte, o anche solo dell’insuccesso dovrebbero essere insegnate nelle scuole, forse elimineremmo quello sciocco senso di onnipotenza che rovina il nostro essere uomini e che poi si scioglie di fronte alla vera forza, che non richiede apparenze imponenti o arroganti, ma che ben può riposare anche in una docile bambina.

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