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Archivio Settembre 2007

il successo dell’eccesso

29 Settembre 2007 Nessun commento

"La moderazione è una cosa fatale.

 Sembra che tra i giovani nulla abbia più successo dell’eccesso".
Anche se lui per primo non fu un modello di moderazione, ma aveva ragione lo scrittore inglese Oscar Wilde (1854-1900) quando faceva questa considerazione. Basta solo seguire qualche programma televisivo o badare ai canoni della pubblicità: l’intemperanza verbale, l’esasperazione sessuale, l’esuberanza del comportamento, l’enormità degli atti sono una sorta di legge imperante a cui tutti s’adeguano. Purtroppo i giovani sono spesso i più malleabili a queste imposizioni subliminali, alle mode e ai modelli di comportamento. Ed ecco appunto il successo dell’eccesso che non si estingue solo nella sguaiataggine ma va a finire anche nell’orizzonte oscuro del dramma, con la droga, l’alcol, gli incidenti stradali per la folle velocità e così via.
È, allora, necessario darsi una calmata. Certo, la parola «moderazione» è ambigua perché talora è applicata anche alla mera conservazione, all’atteggiamento codino, alla reazione. Il suo valore genuino è, invece, prezioso perché ci parla di misura, di stile, di regola, di autocontrollo.

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“Receive the power”

29 Settembre 2007 Nessun commento

  E’ l’inno scelto per la GMG di Sydney ed è già disponibile gratuitamente sul sito http://www.wyd2008.org/ dal quale si possono scaricare anche il testo e lo spartito.

Il brano, composto da Guy Sebastian e Gary Pinto, è stato selezionato tra i 120 brani giunti lo scorso anno agli uffici australiani della Gmg 2008.

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ti porta in braccio se ti fai portare..

27 Settembre 2007 1 commento

«Una violenza silenziosa ha segnato la mia vita. Ecco chi mi ha salvata» Mi chiamo Ilaria e vengo da Roma. La mia vita è stata segnata da una violenza silenziosa ma profonda, fin da piccola: un padre assente e violento, il conseguente divorzio dei miei genitori, e le difficoltà, anche concrete, che seguirono. Confesso che avrei voluto non essere mai nata. Crescevo tenendo dentro tutto il mio dolore: in famiglia, a scuola, con gli amici. Volevo comunque divertirmi e nascondere i problemi a me e agli altri. Per tenere la mente occupata mi rintanavo nella musica, nello sport, persino nello studio. Prima o poi, però, bisogna fare i conti con tutto. Più il tempo passava più era difficile parlare. Continuai a vivere nel silenzio ed a nascondere tutto, finché, inconsciamente, per manifestare il mio malessere divenni anoressica. A mie spese ho imparato che occorre affrontare il disagio interiore proprio come si cura una malattia. Soffrivo di attacchi di panico molto forti che causavano atrofia ai muscoli e difficoltà respiratorie. Spesso fu necessario il ricovero in ospedale: una volta addirittura in terapia intensiva. Avevo attacchi sempre più frequenti, perché venivano curati i sintomi ma non le cause del mio malessere. Se sono uscita da questa situazione è grazie ad alcune persone che mi hanno aiutato. Prima di tutto mia madre, perché mi ha donato una fede semplice con cui mi ha educato: le preghiere della sera erano il mio unico rifugio. Ma anche perché, paradossalmente, si è fatta da parte al momento giusto, quando ha capito che non poteva aiutarmi direttamente. Poi ringrazio don Roberto, il sacerdote che mi ha preparato alla cresima a 18 anni e che il mese successivo mi ha permesso di vivere la straordinaria esperienza della Gmg del 2000 a Tor Vergata. Durante quella veglia ho sentito l’abbraccio del Signore, e da lì una grande carica, una forza che non veniva da me: ho cominciato la risalita, aiutata anche dalla terapista che mi aveva presentato don Roberto. Da sola, certo, non sarei andata lontano. Ho proseguito il mio percorso psicologico insieme a quello spirituale: ho iniziato un cammino di discernimento, in cui ho sentito che il Signore mi parlava a tu per tu attraverso la sua Parola. Mi sono sposata nel 2004, a 23 anni, e sono mamma di un bellissimo bambino, Alessandro, ora di 21 mesi. Lo affido alla Madonna, una presenza straordinaria che ho riscoperto con la preghiera del Rosario. Naturalmente in famiglia i problemi non mancano mai, e nella mia vita non sono spariti magicamente. Ma fare un percorso psicologico e spirituale aiuta a trovare il modo giusto per affrontare e addirittura amare la propria croce, senza perdere la speranza. Sono qui questa sera per dare voce a chi non ha voce, a chi, come me un tempo, non osa più sperare, e porta dentro, soffocato, un grido di aiuto: il Signore ti porta in braccio se ti fai portare.

 

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messaggio di settembre

26 Settembre 2007 Nessun commento

 "Che cosa avrei potuto fare ancora di altro per te? Dimmelo!"

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Il saggio

26 Settembre 2007 Nessun commento

..devi masticare tu!..

25 Settembre 2007 Nessun commento

Un discepolo  si lamentava con il maestro:

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30 consigli per genitori frettolosi

25 Settembre 2007 Nessun commento

1. I primi anni di vita sono importanti: è in questo periodo che si posano le strutture fondamentali della persona.

2. I bambini sono persone con carattere, temperamento, bisogni, desideri, cambiamenti di umore proprio come voi. Lasciate che anche i vostri figli qualche volta diano in escandescenze.

3. I bambini imitano quello che fate voi. Non faranno mai quello che ordinate. Soprattutto non fate prediche. I bambini imparano solo quello che vivono.

4. I due genitori devono avere la stessa idea di educazione. Questo non significa che devono fare le stesse cose o apparire un muro di cemento armato.

5. Non entrate in conflitto con i vostri figli. Ogni volta che entrerete in conflitto con i vostri figli voi avrete già perso.

6. Siate pazienti. Anche con voi stessi. Nessuno ha mai detto che sia facile essere un genitore.

7. I genitori non sono i soli educatori: c’è anche la società in cui i figli sono immersi.

8. Dite "no". In questo modo i vostri figli sapranno che li proteggete anche dai loro errori. Insegnate ai vostri figli che non possono avere tutto e subito. È prudente, perciò, usare con cautela il sistema di assecondare: i bambini devono imparare a manovrare le frustrazioni, perché la vita dell’adulto ne è piena. È pura assurdità partire dal principio che il bambino sarà in grado di affrontarle quando sarà più grande; che cosa, infatti, c’è di magico nella crescita per fornire una capacità che si dovrebbe rivelare fin dai primi anni di vita?

9. Riservate del tempo per ridere insieme e divertitevi insieme. Vivete i vostri valori nella gioia. Se fate la morale tutto il giorno ai vostri figli verrà voglia di scappare.

10. Scambiatevi dei regali.

11. Imparate a relativizzare i problemi, ma risolveteli.

12. Accogliete in casa gli amici dei vostri figli.

13. L’incoraggiamento è l’aspetto più importante nella pratica di educazione del bambino. E’ tanto importante, che la mancanza di esso si può considerare quale causa fondamentale di certe anomalie del comportamento. Un bambino che si comporta male è un bambino scoraggiato.

14. Consentite ai vostri figli di non avere il vostro parere. E soprattutto ascoltateli veramente. Fa parte del nostro pregiudizio comune sui bambini pretendere di capire quello che vogliono dire senza in realtà ascoltarli. I figli hanno una diversa prospettiva e spesso soluzioni intelligenti da proporre. Il nostro orgoglio ci impedisce di ascoltarli.
Quante volte potremmo approfittare della loro sensibilità se li trattassimo alla pari e li ascoltassimo davvero.

15. Sottolineate i lati positivi dei vostri figli. I bambini non ne sono sempre coscienti. I complimenti piacciono a tutti, anche ai vostri figli.

16. Consentite loro di prendere parte alle decisioni della famiglia. Spiegate bene i motivi delle vostre scelte. Rispondete ai loro «perché».

17. Mantenete la parola. Siate coerenti. Attenetevi alle decisioni prese. Non promettete o minacciate a vanvera.

18. Riconoscete i vostri errori e scusatevi. Abbiate il coraggio di essere imperfetti e consentite ai vostri figli di esserlo.

19. Giocate con i vostri figli.

20. Quando dovete fare un "discorso serio" con i vostri figli, aspettate che siano in posizione orizzontale. Non fatelo mai quando sono in posizione verticale.

21. Ricordate che ogni bambino è unico. Non esiste l’educazione al plurale.

22. Alcuni verbi non hanno l’imperativo. Non potete dire: «Studia!», «Metti in ordine!», «Prega!» e sperare che funzioni.

23. Spiegate ai vostri figli che cosa provate. Raccontate come eravate voi alla loro età.

24. Aiutateli a essere forti e a riprendersi quando le cose vanno male.

25. Raccogliete la sfida della TV. La televisione non è tanto pericolosa per quello che fa quanto per quello che non fa fare.

26. Non siate iper/protettivi. Cercate le occasioni giuste per tirarvi indietro e consentire ai vostri figli di mettere alla prova la loro forza e le loro capacità.

27. Un bambino umiliato non impara nulla. Eliminate la critica e minimizzate gli errori. Sottolineando costantemente gli errori, noi scoraggiamo i nostri figli, mentre dobbiamo ricordarci che non possiamo costruire sulla debolezza, ma soltanto sulla forza.

28. Non giudicate gli altri genitori dai loro figli e non mettetevi in competizione per i figli con parenti e amici.

29. Date loro il gusto della lettura.

30. Raccontate loro la storia di Gesù. Tocca a voi!!       (Prof. Bruno Ferrero)

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“…come un asino..”

25 Settembre 2007 Nessun commento

Io vado avanti come un’ asino…
Sì, proprio come quell’animale che un dizionario biblico così descrive:"L’asino della Palestina è molto vigoroso, sopporta il caldo, si nutre di cardi; Ha una forma di zoccoli che rende molto sicuro il suo intercedere, costa poco il mantenerlo. I suoi soli difetti sono la caparbietà e la pigrizia".
Io vado avanti come quell’asino
di Gerusalemme,
che, in quel giorno della festa degli ulivi,
divenne la cavalcatura regale e pacifica del Messia.
Io non sono sapiente,
ma una cosa so: so di portare Cristo
sulle mie spalle
e la cosa mi rende più orgoglioso
di essere borgognone o basco.
Io lo porto, ma è Lui che mi guida:
io credo in Lui, Lui mi guida verso il Suo regno.
Chissà quante volte si sente sballottato il mio Signore,
quando inciampo contro una pietra!
Ma Lui non mi rinfaccia mai niente.
E’ così bello percepire
quanto sia buono e generoso con me:
mi lascia il tempo di salutare
l’incantevole asina di Balaan,
di sognare davanti a un campo di spighe,
di dimenticarmi persino di portarLo.
Io vado avanti in silenzio.
E’ strano quanto ci si capisca
anche senza parlare!
La Sua sola parola, che io ho ben capito,
sembra essere stata detta apposta per me:
"Il mio giogo è facile da sopportare
e il mio passo leggero" (Mt 11,30).
Fede d’animale,
come quando una notte di Natale,
allegramente portavo Sua Madre verso Betlemme.
Io vado avanti nella gioia.
Quando voglio cantare le Sue lodi,
io faccio un baccano del diavolo,
io canto stonato.
Lui allora ride,
ride di cuore
e il suo riso trasforma
le strettoie del mio vecchio cammino
in una pista da ballo e i miei pesanti zoccoli
in sandali alati.
Io vado avanti come un asino
che porta Cristo sulle sue spalle.  (Mons.Etchegaray)

arturo brachetti

24 Settembre 2007 Nessun commento

ARTURO BRACHETTI

Attore, trasformista, classe 1957.

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voglia di starti vicino

24 Settembre 2007 Nessun commento