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Archivio Luglio 2008

sincero?

31 Luglio 2008 Nessun commento

ha dato tutto quello che aveva

30 Luglio 2008 1 commento

  Il gioielliere era seduto alla scrivania e guardava distrattamente la strada attraverso la vetrina del suo elegante negozio. Una bambina si avvicinò al negozio e schiacciò il naso contro la vetrina. I suoi occhi color del cielo si illuminarono quando videro uno degli oggetti esposti. Entrò decisa e puntò il dito verso uno splendido collier di turchesi azzurri. «È per mia sorella. Può farmi un bel pacchetto regalo?». Il padrone del negozio fissò incredulo la piccola cliente e le chiese: «Quanti soldi hai?». Senza esitare, la bambina, alzandosi in punta di piedi, mise sul banco una scatola di latta, la aprì e la svuotò. Ne vennero fuori qualche biglietto di piccolo taglio, una manciata di monete, alcune conchiglie, qualche figurina. «Bastano? – disse con orgoglio – voglio fare un regalo a mia sorella più grande. Da quando non c’è più la nostra mamma, è lei che ci fa da mamma e non ha mai un secondo di tempo per se stessa. Oggi è il suo compleanno e sono certa che con questo regalo la farò molto felice. Questa pietra ha lo stesso colore dei suoi occhi». L’uomo entra nel retro e ne riemerge con una stupenda carta regalo rossa e oro con cui avvolge con cura l’astuccio. «Prendilo – disse alla bambina – portalo con attenzione». La bambina partì orgogliosa tenendo il pacchetto in mano come un trofeo. Un’ora dopo entrò nella gioielleria una bella ragazza con la chioma color miele e due meravigliosi occhi azzurri. Posò con decisione sul banco il pacchetto che con tanta cura il gioielliere aveva confezionato e dichiarò: "Questa collana è stata comprata qui?…" "Sì. signorina…" "E quanto è costata?… "I prezzi praticati nel mio negozio sono confidenziali: riguardano solo il mio cliente e me…" "Ma mia sorella aveva solo pochi spiccioli. Non avrebbe mai potuto pagare un collier come questo!…" Il gioielliere prese l’astuccio, lo chiuse con il suo prezioso contenuto, rifece con cura il pacchetto regalo e lo consegnò alla ragazza. "Sua sorella ha pagato. Ha pagato il prezzo più alto che chiunque possa pagare…ha dato tutto quello che aveva…". (Bruno F.)

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malika

26 Luglio 2008 Nessun commento

baci e cucina

26 Luglio 2008 Nessun commento

sentivo ma nessuno mi capiva

25 Luglio 2008 Nessun commento

Durante i miei due anni in stato vegetativo sentivo di aver fame e sete    (di Salvatore Crissafulli Sussidiario.net – 17 luglio 2008)

La Sentenza di Morte emessa dal Tribunale di Milano nei confronti di Eluana Englaro è veramente agghiacciante, fa venire i brividi, cancellando definitivamente le nostre speranze e condannando duramente tutti i disabili gravissimi: mi chiedo cosa ne sanno i Tribunali e la Scienza Medica dello Stato Vegetativo? Di cosa si sono accertati? Esistono dei parametri e dei criteri validi per confermarne l’irreversibilità? Assolutamente no.

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la corsa ai capricci mentre volano le pasticche

22 Luglio 2008 4 commenti

 Non so se sono stato tra i pochi ad aver seguito con costante e preoccupato interesse il primo caso di una ragazza che rischiò la vita in discoteca per una sola ‘pasticca’.
  Allora aveva 17 anni. Era una normalissima adolescente milanese. Si chiama Giorgia. L’hanno salvata i medici, rischiando il trapianto di fegato. Ma ancor più l’ha salvata la forza di carattere di suo padre. La voglia di vivere, infine, di Giorgia ha dato il colpo finale per la sua resurrezione.
  Tra l’incredulità, le battute sarcastiche, la malafede di chi la sa sempre lunga, il fatto ha segnato l’inizio di quel gravissimo pericolo, sottovalutato e banalizzato ancora oggi, che si chiama: ‘ecstasy’.
  Insieme con il padre, Giorgia sta pellegrinando per molte scuole italiane raccontando la sua esperienza. Sono stato anch’io testimone dei messaggi preventivi che questa giovane, ora venticinquenne, lancia ad allievi increduli e a docenti poco interessati.
  Un secondo dramma è accaduto qualche mese fa.
  Sono stato ai funerali di Kristel, ragazza bergamasca diciannovenne atleta di sci, morta per mezza pasticca presa in una discoteca. Anche qui si trattava di una ragazza normale, brava, impegnata solidarmente (lei e alcune sue compagne stavano raccogliendo fondi per completare l’asilo di una suora missionaria africana). Dopo i funerali la compagna di Kristel, cioè la ragazza dell’altra mezza pasticca, urlando disperata, mi domandava perché lei fosse viva e Kristel morta. Con il padre stiamo pensando di fare più o meno quello che Giorgia già fa con l’aggiunta di una fondazione che non solo ricordi ma proponga esperienze di alto livello formativo. E ora mi trovo – ci troviamo tutti – di fronte a un’altra assurda morte, con le solite liturgie. Festa sulla spiaggia, grande voglia di divertirsi, ‘colletta’ con le amiche per qualche pasticca, e nell’ombra lo spacciatore che compare e scompare sempre.
  Nicole, la ragazza, era normalissima, brava, in vacanza con la famiglia.
  I quotidiani e gli altri mass media attorno a queste disgrazie portano illustri chiosatori che ci propinano statistiche, definizioni, analisi chimiche, costi ed età dei poverelli ‘deceduti’. Ho visto stavolta che c’è un ricco nord-est più tossicodipendente del ricco nord-ovest. Notizia strana e umoristica! Fino a ieri, a Milano c’era il triplo di cocaina che in tutto il resto dell’Italia. Oggi non più… Venezia batte Milano. Qualcuno si sta dimenticando che si muore più tra i poveri che tra i ricchi, più in periferia che al centro, più nei paesi che nelle città. Non fermiamoci solo al problema della droga e al problema della ricchezza. È tutta l’«educazione» che va processata. Quando i padri sono più capricciosi dei figli e immolano l’intera famiglia e gli affetti, lavorando giorno e notte per cambiare la macchina, o magari per le ferie nei paradisi estivi, o ancora per comperare la seconda casa in spiaggia o in montagna faccio fatica a credere alle analisi dei super-specialisti. Secondo loro, i ragazzi normali – oggi diversamente da ieri – sono diventati terreno fertile di uso e di abuso. Ma questa è la società che ha garantiti a tutti, normali e no, adulti e giovani, i capricci. Li ha legittimati e ne ha fatto l’obiettivo principale delle fatiche quotidiane.
  Se non partiamo da questa lettura a 360° del ‘diritto ai capricci’ che questa società, di fatto, ha eletto come unico impegno degno di riconoscimento civile, le chiacchiere che facciamo sui giornali e che compaiono con penosa puntualità ogni volta che succede un suicidio, un omicidio, una crisi anoressica o una violenza tra bulli, non approderanno ad alcun risultato dignitoso. Anzi hanno l’aria della smorfia sarcastica di chi sorride dietro le quinte, procedendo con la massima astuzia ad esaltare i capricci, il di più, le cose non necessarie e trasformando i vizi in virtù e le virtù in beceri moralismi.
                                                                antonio mazzi

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la bugia

22 Luglio 2008 1 commento

misure diverse

21 Luglio 2008 Nessun commento

fame e sete

20 Luglio 2008 Nessun commento

senso della vita

19 Luglio 2008 Nessun commento