Archivio

Archivio Settembre 2008

Dal 5 all’ 11 ottobre

30 Settembre 2008 Nessun commento

«PER guarire SI PAGA, PER uccidere NO»

30 Settembre 2008 Nessun commento

il primo

29 Settembre 2008 Nessun commento

cuore e parole

29 Settembre 2008 Nessun commento

Nella preghiera

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il papà di Giulio

27 Settembre 2008 Nessun commento

Tu sei un messaggio

26 Settembre 2008 Nessun commento

  Nel prato di un giardino pubblico, con il tiepido sole della primavera, in mezzo all’erba tenera, erano spuntate le foglie dentellate e robuste dei Denti di Leone. Uno di questi esibì un magnifico fiore giallo, innocente, dorato e sereno come un tramonto di maggio. Dopo un po’ di tempo il fiore divenne un "soffione": una sfera leggera, ricamata dalle coroncine di piumette attaccate ai semini che se ne stavano stretti stretti al centro del soffione.
E quante congetture facevano i piccoli semi. Quanti sogni cullava la brezza alla sera, quando i primi timidi grilli intonavano la loro serenata.
"Dove andremo a germogliare?".
"Chissà?".
"Solo il vento lo sa".
Un mattino il soffione fu afferrato dalle dita invisibili e forti del vento. I semi partirono attaccati al loro piccolo paracadute e volarono via, ghermiti dalla corrente d’aria.
"Addio… addio", si salutavano i piccoli semi.
Mentre la maggioranza atterrava nella buona terra degli orti e dei prati, uno, il più piccolo di tutti, fece un volo molto breve e finì in una screpolatura del cemento di un marciapiede. C’era un pizzico di polvere depositato dal vento e dalla pioggia, così meschino in confronto alla buona terra grassa del prato.
"Ma è tutta mia!", si disse il semino. Senza pensarci due volte, si rannicchiò ben bene e cominciò subito a lavorare di radici.
Davanti alla screpolatura nel cemento c’era una panchina sbilenca e scarabocchiata. Proprio su quella panchina si sedeva spesso un giovane. Era un giovane dall’aria tormentata e lo sguardo inquieto. Nubi nere gli pesavano sul cuore e le sue mani erano sempre strette a pugno.
Quando vide due foglioline dentate verde tenero che si aprivano la strada nel cemento. Rise amaramente: "Non ce la farai! Sei come me!", e con un piede le calpestò.
Ma il giorno dopo vide che le foglie si erano rialzate ed erano diventate quattro.
Da quel momento non riuscì più a distogliere gli occhi dalla testarda coraggiosa pianticella. Dopo qualche giorno spuntò il fiore, giallo brillante, come un grido di felicità.
Per la prima volta dopo tanto tempo il giovane avvilito sentì che il risentimento e l’amarezza che gli pesavano sul cuore cominciavano a sciogliersi. Rialzò la testa e respirò a pieni polmoni. Diede un gran pugno sullo schienale della panchina e gridò: "Ma certo! Ce la possiamo fare!".
Aveva voglia di piangere e di ridere. Sfiorò con le dita la testolina gialla del fiore.
Le piante sentono l’amore e la bontà degli esseri umani. Per il piccolo e coraggioso Dente di Leone la carezza del giovane fu la cosa più bella della vita.

Non chiedere al Vento perché ti ha portato dove sei. Anche se sei stretto da "freddo cemento" lavora di radici e vivi. Tu sei un messaggio.

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Modestia

26 Settembre 2008 1 commento

Cogli questo piccolo fiore…

25 Settembre 2008 Nessun commento

sogni

24 Settembre 2008 Nessun commento

"Nessuno è disposto a consegnare

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stupidità criminale in ascesa!!

22 Settembre 2008 Nessun commento

  Momenti di terrore, quelli che possono cambiare la vita di una persona specialmente se si tratta di un bambino.
  Legato ad un albero, picchiato e umiliato da un gruppo di sette ragazzini poco più grandi di lui tra i 13 e i 16 anni. Gli ‘amici’ di tutti i giorni, quelli delle partite di calcio al parco oppure alla playstation.
  Ha solo 11 anni la vittima dell’aggressione premeditata avvenuta in un parco a Spino d’Adda, in provincia di Cremona una settimana fa, ma confermata solo ieri. A dare l’allarme è stata una donna che abita nella zona dove è avvenuto il tragico episodio. Ancora da chiarire da parte dei carabinieri di Crema il movente.
  Secondo la ricostruzione dei militari, un componente del branco che conosceva il bambino, si è recato a casa sua e lo ha convinto a seguirlo nel parco di via Mattei. Nel frattempo, gli altri complici si sono nascosti dietro gli alberi e fra i cespugli armati di coltellini, nastro adesivo, macchina fotografica, telefonino e una bottiglia di vetro.
  Quando la vittima è arrivata nel parco, sono iniziate le violenze. Prima la baby gang lo ha circondato e poi lo ha immobilizzato a un albero con del nastro adesivo. Come se non bastasse i teppisti hanno tirato fuori i coltellini e sfregiato alcune parti del corpo. Non paghi, l’umiliazione finale: gli hanno urinato addosso.
  Terminata la tortura, la ‘classica’ minaccia di ritorsioni nel caso in cui avesse raccontato l’accaduto.
  In una città come Spino d’Adda, come impedire questi episodi alla ‘Arancia Meccanica’? Secondo il presidente dell’Associazione nazionale sociologi (Ans), Pietro Zocconali, è fondamentale «Istituire il coprifuoco per minorenni che si macchiano di così aberranti reati, come ha formulato il presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei minori, Antonio Marziale». È quindi tempo di finirla «col buonismo di maniera, che non fa che agevolare il reiterarsi di simili bestialità», ha aggiunto il presidente dell’Ans. Occorre intervenire per impartire il rispetto delle regole, «in sostituzione di un mancato esercizio della patria potestà genitoriale».
  «Quanto accaduto è criminalità allo stato puro, non bullismo o atto di devianza». È il giudizio del sociologo Antonio Marziale. «Non è accettabile che un manipolo di maleducati tenga in scacco una nazione intera. D’accordo con quanti intravedono nella pedagogia un elemento di contrasto, ma con simili soggetti serve soprattutto la mano dura della legge, da estendersi anche alla genitorialità che certo non può e non deve essere ritenuta immune da responsabilità, specialmente quando ci si ritrova davanti a elementi recidivi».
(da AVVENIRE)

                     mio commento: "genitorialità "?!?!   E la TV e la play station dove le mettiamo?

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