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Archivio Febbraio 2010

Brano dal mio testamento (Athanasulis)

28 Febbraio 2010 Nessun commento

“Non voglio che tu sia lo zimbello del mondo.
Ti lascio il sole che lasciò mio padre
a me. Le stelle brilleranno uguali, e uguali
t’indurranno le notti a dolce sonno,
il mare t’empirà di sogni. Ti lascio
il mio sorriso amareggiato: fanne scialo,
ma non tradirmi. Il mondo è povero
oggi. S’è tanto insanguinato questo mondo
ed è rimasto povero. Diventa ricco tu
guadagnando l’amore del mondo.
Ti lascio la mia lotta incompiuta
e l’arma con la canna arroventata.
Non l’appendere al muro. Il mondo ne ha bisogno.
Ti lascio il mio cordoglio. Tanta pena
vinta nelle battaglie del mio tempo.
E ricorda. Quest’ordine ti lascio.
Ricordare vuol dire non morire.
Non dire mai che sono stato indegno, che
disperazione m’ha portato avanti e son rimasto
indietro, al di qua della trincea.
Ho gridato, gridato mille e mille volte no,
ma soffiava un gran vento, e pioggia, e grandine:
hanno sepolto la mia voce. Ti lascio
la mia storia vergata con la mano
d’una qualche speranza. A te finirla.
Ti lascio i simulacri degli eroi
con le mani mozzate, ragazzi che non fecero a tempo
ad assumere austera forma d’uomo,
madri vestite di bruno, fanciulle violentate.
Ti lascio la memoria di Belsen e di Auschwitz.
Fa’ presto a farti grande. Nutri bene
il tuo gracile cuore con la carne
della pace del mondo, ragazzo, ragazzo.
Impara che milioni di fratelli innocenti
svanirono d’un tratto nelle nevi gelate
in una tomba comune e spregiata.
Si chiamano nemici: gia! i nemici dell’odio.
Ti lascio l’indirizzo della tomba
perché tu vada a leggere l’epigrafe.
Ti lascio accampamenti
d’una città con tanti prigionieri:
dicono sempre sì, ma dentro loro mugghia
l’imprigionato no dell’uomo libero.
Anch’io sono di quelli che dicono, di fuori,
il sì della necessità, ma nutro, dentro, il no.
Così è stato il mio tempo. Gira l’occhio
dolce al nostro crepuscolo amaro.
Il pane è fatto pietra, l’acqua fango,
la verità un uccello che non canta.
È questo che ti lascio. Io conquistai il coraggio
d’essere fiero. Sfòrzati di vivere.
Salta il fosso da solo e fatti libero.
Attendo nuove. È questo che ti lascio.”
(Kriton Athanasulis)
(Traduzione di Filippo Maria Pontani)

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“non scommettere su una pace…”

28 Febbraio 2010 2 commenti

“Non scommettere su una pace che non venga dall’alto: è inquinata.
Non scommettere su una pace non connotata da scelte storiche concrete: è un bluff.
Non scommettere su una pace che prenda le distanze dalla giustizia: è peggio della guerra.
Non scommettere su una pace che si proclami estranea al problema della salvaguardia del creato: è amputata.
Non scommettere sul una pace che sorrida sulla radicalità della nonviolenza: è infida.
Non scommettere su una pace che non provochi sofferenza: è sterile.
Non scommettere su una pace come “prodotto finito”: scoraggia”
(don Tonino Bello)
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noi convertiti da adulti

27 Febbraio 2010 Nessun commento

631_1024«Noi, convertiti al cristianesimo da adulti»

Sono 130 i catecumeni, tra cui 86 stranieri, che hanno partecipato alla cerimonia celebrata ieri da Tettamanzi

«Da un certificato che mancava

è nata la voglia di fare sul serio»

Tuete ha 21 anni, arriva dal Camerun. Occhi

profondi, giubbotto sportivo e Puma ai piedi, ha

fatto il primo passo per diventare cattolico a tutti

gli effetti.Epensarecheènato tuttoper caso.«Mi

volevo iscrivere all’università Cattolica – spiega -

quindimiserviva il certificato sostitutivo del battesimo

». Ora il battesimo diventerà reale, un gesto

sentito dal cuore. «La prima volta sono entrato

in chiesa per far piacere ai miei amici – spiega

Tuete,studentedelsecondoannodiScienzebancarie

-. Poi ho scoperto che più mi avvicinavo a

Dio, più mi sentivo bene». La fede ha cambiato

anche il modo di interpretare il comportamento

degli altri: «Prima, quando qualcuno mi guardavaunpo’

stortooeradiffidenteperchémivedeva

diverso,cirestavomale,malissimo.Oranonsentopiùl’ostilitàcheavvertivo

prima.Vuoldireche

forse anche io guardavo gli altri con più distanza

». Tuete si è fatto accompagnare dall’amico

Giacomo, che gli farà da padrino al battesimo.

«Ci siamo conosciuti alle macchinette del caffè

in università. Da lì è nata la nostra amicizia».

«Arrivo da una famiglia di atei

Ho scoperto Dio con il volontariato»

Diana ha 17 anni e frequenta il liceo Agnesi.

Esce dalla basilica di Sant’Ambrogio con la croce

che il cardinale Tettamanzi le ha appena messo al

collo.Feliceecommossa,comeleamicheeiparenti

che la accompagnano. La sua famiglia è atea e

quindi lei non ha mai ricevuto né il battesimo né

un’educazione cattolica. Poi è arrivata l’estate dei

suoi 15 anni e durante le vacanze ha frequentato

l’oratorio estivo. Lì siè avvicinata ai valori cristiani,

alla preghiera.

Lavera svoltaperò èarrivataconl’esperienza del

volontariato. Con la fede messa in pratica, insomma.

«Sono stata a Sarajevo – racconta Diana – con

ungruppodi volontari. Lìhoscoperto quantagioia

proviene dal dare agli altri.Abbiamoportato cibo e

giochi ai bambini,siamo staticon loro e liabbiamo

aiutati in tante cose». Ora Diana ha fatto della fede

uno «stile di vita». Non si perde in tanti fronzoli,

non bada a vestiti e trucchi come tante ragazzine

della sua età.Oalmeno, dà a ogni cosa il giusto peso.

«Hocapitoilvaloredeigestiimportanti,orahanno

un significato diverso, più profondo».

«I miei genitori sono buddisti

ma la fede mi ha portata fino a qui»

Abbassalosguardo,timida.MaJessica,33anni,

nonèaffatto insicura. Anzi,quandoparla della

sua conversione, sul volto traspaiono grinta e

serenità. La ragazza, che lavora come barista in

un locale di Milano, arriva dal sud della Cina. «Il

mio paese si chiama Wenzhou con la vu doppia

all’inizio.Lamia famiglia – racconta – è buddista,

maio non mi sono mai tanto avvicinata alla loro

religione, non praticavo da ragazzina».

Poi, tredici anni fa, Jessica si è trasferita in Italia,

dove ha conosciuto il suo attuale marito. «Anche

lui è un catecumeno – spiega -ma non è venuto

alla cerimonia perché è a letto con la febbre». I

genitoridiluisonoprotestanti.Edalìècominciato

il cammino verso la fede cattolica. «Lui mi ha

aiutato ad avvicinarmi alla preghiera – racconta

Jessica -ma poimiè bastato seguire ilmiocuore.

Avevo bisogno di qualcosa chenon trovavo dentro

dime.Oracel’ho e, grazie alla Chiesa,misento

più ricca». Jessica haduebambini enonappena

compiranno l’età giusta, li battezzerà perché

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Lui no

26 Febbraio 2010 Nessun commento

Noi possiamo dimenticare Dio,
ma Dio non dimentica noi.
Noi lo possiamo bestemmiare:
Egli non farà altro che benedirci.
( Primo Mazzolaricuorerosso

nella solitudine

26 Febbraio 2010 1 commento

“Quand’ero regazzino, mamma mia
me diceva: “Ricordati fijolo,
quando te senti veramente solo
tu prova a recità ‘n’ Ave Maria
l’anima tua da sola spicca er volo
e se solleva, come pe’ maggia”.
Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato;
da un pezzo s’è ad dormita la vecchietta,
ma quer consijo nun l’ho mai scordato.
Come me sento veramente solo
io prego la Madonna benedetta
e l’anima da sola pija er volo!”
Trilussa

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due volte

23 Febbraio 2010 Nessun commento

“Quando conto
le cose preziose che ho
ti conto sempre
due volte…”

(da -amico assoluto – fb)26774_329257431372_159046991372_4090254_434403_s

se tu non lo chiami

23 Febbraio 2010 Nessun commento

“Il vero amico
è colui
che non si offende
se tu non lo chiami
ma chiama lui
perchè si preoccupa”
(da -amico assoluto- fb)telefono

grandi uomini

23 Febbraio 2010 Nessun commento

“Non si diventa
grandi uomini
se non si ha il coraggio
di ignorare
un’infinità di cose inutili.”00008

Pier Giorgio Frassati così immagina la sua morte

22 Febbraio 2010 Nessun commento

“Quando la freccia giungerà a colpire
gli attimi del mondo
e non saranno più calici i monti
né giacigli i mari,
andremo insieme a celebrare notti di plenilunio.
A Te, Signore, il dono delle lacrime
prima che si pieghi la candela
al tempo assorto a consumarla.
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possiamo stare tranquilli sui nostri adolescenti?

22 Febbraio 2010 Nessun commento

Forse sì! Qualcuno dorme sonni tranquilli! Non si domanda, non s’interrogasul come vivono, dove vivono, per chi vivono i nostri adolescenti. Sonogenitori moderni, al passo con i tempi, senza tanti bigottismi o tabù, lilasciano liberi, si fidano di loro, purché loro non rompano e lascino la giustalibertà a chi li ha messi al mondo, a chi li mantiene e ha il diritto arivendicare il «suo» tempo libero da vivere con gli amici.

Sono genitori che dormono sonni tranquilli quando ilragazzo o la ragazza, al sabato sera, invece di andare al pub o in discoteca,sta nella tavernetta o in mansarda, con i compagni di scuola. Papà e mamma sisentono a posto, se ne vanno, lasciando che i figli godano della loro libertà:sono giovani, ne hanno diritto! Non li sfiora minimamente l’idea che bevano ospinellino o sniffino coca, sono tranquilli perché sono in casa, loro o degliamici, non sulla strada. Al massimo possono prendere una sbornia, ma sono trale mura di casa, sono «protetti», in riserva.

Altri genitori, invece, non dormono sonni tranquilliquando vedono i loro figli allontanarsi nell’età, in cui dovrebbero capire dipiù le fatiche dei genitori: «Mia figlia di 14 anni – mi diceva una mammapiangendo – non mi stima più! È diventata grande troppo in fretta». Nonriescono ad accettare il distacco dell’età adolescenziale, età delle primeesperienze, delle prime cotte, delle facili trasgressioni sull’orario, suirientri, sui soldi, età di libertà più comprate che conquistate. Sono genitoriche cadono in depressione, perché non accettano che i figli crescano: livorrebbero sempre piccoli, facilmente domabili.

Non dormono sonni tranquilli neppure quei genitoriche vivono d’ansia o che sono schiavi del pessimismo: i loro figli possonosempre farsi del male, i loro figli non sono compresi, non c’è insegnante chevada bene. Sono genitori che hanno sofferto, fatto fatica e non vorrebbero chei loro pargoli soffrissero altrettanto: allora vanno avanti sul loro cammino,spianando sentieri, togliendo dal percorso buche e sassi… «Voglio che non glimanchi niente!».

Coltivano l’illusione di rendere felici i ragazzi, leragazze con le cose, con i soldi! Li crescono «iperprotetti», perché, qualsiasicosa accada, ci sono sempre mamma e papà a pagare il prezzo ma sono ragazzi chevanno in crisi alle prime difficoltà, che incontrano. Sono ragazzi e ragazzeche stanno volentieri in casa, senza il peso di responsabilità se non quella diandare a scuola, dove i genitori li parcheggiano, sperando che, prima o poi,studino, si impegnino, frequentino l’università…

E intanto si godono e loro settimane bianche oazzurre, gli studi all’estero, con «Erasmus» o senza, perché «Erasmus» richiedefatica. Sono ragazzi terribilmente comodi, senza le velleità pericolose deipacifisti o di chi è fissato per il volontariato.

Ma possono forse dormire sonni tranquilli queigenitori che hanno figli e figlie che sognano di diventare cantanti o «veline»,che non possono vivere senza «l’isola dei famosi», che ha surclassato «L’isoladel tesoro», o senza l’ultimo CD, l’ultima maglietta, l’ultimo cellulare?

Possono dormire sonni tranquilli gli educatori, gliinsegnanti, gli uomini di chiesa e gli amministratori, che temono di alzare ilsipario sul fascino che esercita nel mondo degli adolescenti la droga,l’alcool, il fumo, il consumismo esasperato?

Senza lasciarci prendere da eccessivi pessimismi –sono molte le notizie buone che giungono dal mondo degli adolescenti – nonsarebbe interessante sapere cosa passa nella loro testa, cosa ricercano e cosasi attendono da noi adulti?

Da:Vittorio Chiari, Un giorno di 5 minuti. Un educatore legge il quotidiano.

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