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Archivio Giugno 2011

“…lo sento simile a me…”

30 Giugno 2011 Nessun commento

«Sant’Agostino, specie in quest’ultimo periodo per me così difficile dal punto di vista personale, mi è sempre di sostegno».

Alessandro Preziosi ha un tono riflessivo e serio, davanti a un latte macchiato, mentre guarda con tenerezza sua figlia Elena, 5 anni, che proprio di fare colazione non ne ha voglia. Preziosi è sul set romano di – Il volto di un’altra -di Pappi Corsicato, film in cui interpreta un chirurgo plastico in una storia che irride le manie della società dell’apparire. Ma oggi l’attore stacca appositamente per salire in vetta al Sacro Monte di Varese per inaugurare, questa sera alle 21, il Festival Tra sacro e Sacromonte 2011 promosso e ideato dalla Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte.
Preziosi leggerà alcuni passi delle Confessioni di sant’Agostino, scelte da Tommaso Mattei.

Alessandro, sant’Agostino ritorna più volte nella sua vita, compresa una fiction di grande successo l’anno scorso. È un caso?All’inizio pensavo che lo fosse. Nel 2008 lessi le Confessioni con Gérard Depardieu alla Cattolica di Milano, senza comprenderlo a fondo. Poi, sul set della fiction ho avuto modo di farmi regalare da Agostino emozioni autentiche. Agostino rappresenta tutta l’umanità. Per questo ho deciso di produrre questo “reading” con Kohra.teatro. L’insistente attualità delle Confessioni è lampante sotto il profilo spirituale, sociale, politico, dialettico.
E sotto quello personale?
Per me queste letture sono un’occasione sempre importante. Sono convinto che Agostino fosse consapevole degli errori che stava commettendo, delle sue contraddizionni, delle insoddisfazioni e delle sue instabilità. In questo lo sento simile a me e nei momenti complicati mi dà forza, mi riporta il sorriso. È ricca di consolazione la sua apertura sulle fragilità, sulle debolezze, sulle rimostranze, soprattutto a livello familiare, nel rapporto genitori e figli. Cosa mi insegna? Che la responsabilità passa attraverso la misericordia di Dio.
E a parte sant’Agostino, qual è il suo rapporto con la fede?
Io credo in Dio, in chiesa vado quando posso e quando sento bisogno di un momento di calma. È un rapporto complesso, ma sincero.
Per fortuna lei ha avuto modo di dimostrare quello che ha dentro anche davanti al Papa.
L’ho incontrato alla festa per il Papa all’Agorà dei giovani nel 2007 a Loreto: un incontro emozionante, soprattutto come fedele. Poi, lo spettacolo davanti ai 200mila ragazzi è stato il momento più pieno della mia vita,
credo che non si possa mai più ripetere a meno che…. non diventi una rockstar. Il loro entusiasmo genuino mi ha commosso.
Cosa porta di tutto questo nei suoi personaggi?</
Cerco sempre di sottolineare la loro umanità. Anche nelle commedie leggere come Maschi contro femmine di Brizzi, metto sempre in gioco me stesso. La grande umanità passa attraverso la fragile umiltà. Lo so, io posso sembrare “spocchiosetto”, ma in realtà sono sempre incerto. E da gennaio porterò in scena il personaggio teatrale più umano di tutti, Cyrano de Bergerac.
Angela Salvini (AVVENIRE)

“…c’è un posto riservato a noi…”

27 Giugno 2011 Nessun commento

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«Alla Mensa dell’amicizia c’è un posto riservato a noi»
E fu mattina e fu pome­riggio, e fu sera e fu nebbia. Noi (Irene e Sergio) si parte non senza a­ver sbirciato le previsioni del tempo e le temperature che ti accolgono quando arrivi in un Paese dell’Est Europa. Nel nostro caso il sole e una tem­peratura tiepida dovrebbero assicurarci giorni senza cal­zamagli. Arrivi a Sofia («e fu pomeriggio”) e padre Remo ti aspetta con Victor, che lo ha accom­pagnato nel lungo viaggio che ci riporterà a Malchika, dove verrà i­naugurato il Centro comunitario cofinanziato dalla Diocesi di Mi­lano nell’Avvento 2009: si chiama «La mensa dell’amicizia». Sosta per cenare e ora guido un po’ io. E fu sera, e fu nebbia. Centoventi chi­lometri di muro. Come in Valpadana. 40 km/h di media. Occhi spiac­cicati sul cruscotto alla ricerca di una riga di mezzeria che ti aiuti a capire come tenere il volante. Tutta colpa del Danubio, dicono. Ar­rivati. E fu notte. Freddo. Coperta. E fu mattina, primo giorno. Neb­bia e funerale. Qui si usa così: i parenti siedono accanto al feretro a­dagiato su un carro seguito da conoscenti e amici. Noi seguiamo Re­mo, invece, per fare gli ultimi acquisti in vista della festa. Sono set­timane che gli uomini e le donne del villaggio, terminato il lavoro nei campi e le faccende domestiche, lavorano senza sosta per fini­re di sistemare il centro comunitario. Anche Victor fa parte del grup­po. È brillante, Victor. Quando lo vedi gesticolare sembra un italia­no vero. E spesso sul volto gli si disegna un sorriso accogliente.

Stasera arrivano i nostri! Francesca, Andrea e Marina hanno fatto par­te del gruppo Bulgaria del «Cantiere della solidarietà» della Caritas l’anno scorso e vogliono fare festa con la comunità che li ha accolti durante la loro esperienza estiva. Arrivano anche quattro giovani da Fermo. Dal 2004 anche la loro diocesi collabora con padre Remo at­traverso il servizio di giovani che spendono parte delle vacanze per stare accanto alla comunità di Malchika . Si può anche mangiare la pizza, per l’occasione. Ecco anche i gio­vani del villaggio. Con loro si condivide la storia di questi anni di a­micizia e di costruzione di un sogno condiviso. Che è quello di non far morire questo villaggio. Anche se si deve partire per studiare, la­vorare, emigrare, la comunità continua ad alimentarsi con un ser­vizio fraterno che non dimentica gli anziani, i bambini, i disabili, le famiglie che ancora credono che un futuro a Malchika sia possibi­le. Padre Remo è agitatissimo. Tra un abbraccio a un ospite in arri­vo e un saluto ai suoi parrocchiani, non smette di sistemare le ulti­me cose. Stanno arrivando il nunzio, il vescovo, il provinciale dei pa­dri Passionisti, tanti sacerdoti della diocesi, la sua gente. È festa. U­no di questi giovani non sente e non parla. È il nostro Victor. Lui ha inventato un linguaggio dei segni tutto suo con cui riesce perfetta­mente a comunicare con tutti. Perché il villaggio non lo esclude, non lo emargina e così tutti possono sedere alla mensa dell’amicizia.

Irene e Sergio (volontari a Malchika BULGARIA)

PER——-INDIRIZZI——VEDI—–PAGINA “PREPARA LA TUA ESTATE” QUI NEL BLOG STESSO (BARRA IN ALTO)

DICONO MALE DI TE

22 Giugno 2011 Nessun commento

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“Su venti persone che parlano di noi, diciannove ne dicono male e la ventesima, che ne dice bene, lo dice male.
Non direte mai tanto male di me, quanto io ne penserei di voi, se pensassi a voi.
Quella di oggi è una riflessione al vetriolo. A suggerirmela è stata un’antologia di testi dello scrittore satirico francese Antoine Rivarol (1753-1801) che mi è rimasta sul tavolo, dopo averla usata per un «Mattutino» di qualche giorno fa. Che lo sparlare degli altri sia un esercizio che dà soddisfazione è, ahimè, una verità incontrovertibile perché – se siamo sinceri – siamo noi per primi a provarla. Quella della mormorazione è una prassi che può essere inoffensiva (e persino segno di un certo interesse per il prossimo) quando rimane a livello di pettegolezzo. Essa, però, diventa pericolosa e una vera piaga (e naturalmente un peccato) quando si trasforma in calunnia che aggredisce con cattiveria e con odio sottile l’altra persona. Rivarol, nella prima frase sopra citata, ci disillude quando crediamo di essere ammirati: sono di più i maldicenti, e anche quelli che ti lodano forse lo fanno con scarso entusiasmo e non come il tuo orgoglio desidererebbe. Che questa sia una triste e costante consuetudine, come sopra si diceva, lo ribadisce la seconda battuta che abbiamo desunto da Jules Renard, sì, l’autore ottocentesco di quel Pel di carota che ha fatto versare qualche lacrima nell’adolescenza a quelli della mia età. E se rileggete le sue parole, vi accorgete che c’è una punta di malizia e di cattiveria in più. In pratica si mette come vertice del disprezzo non il parlar male, ma l’ignorare l’altro, il non pensare minimamente a lui, non considerandolo neppure meritevole di attenzione. Fermiamoci qui e andiamo a rileggere nel Vangelo il monito di Cristo su chi insulta e disprezza il fratello (Matteo 5,22). (Gianfranco Ravasi AVVENIRE )

“permesso di nascita”

20 Giugno 2011 2 commenti

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Gli aborti forzati, le violenze, gli infanticidi, il controllo poliziesco.
Reggie Littlejohn di Women’s Rights Without Frontiers racconta come sono spariti 400 milioni di bambini in 30 anni. Nel silenzio del mondo.
“Verseremmo fiumi di sangue piuttosto che avere un figlio in più”, c’è scritto in rosso sul muro di una casa cinese. Perché nella Repubblica popolare, checché raccontino le sue autorità, per avere un bambino serve un “permesso di nascita” dell’ufficio per la Pianificazione familiare. Se rimani incinta senza permesso la tua gravidanza è illegale. Rischi una multa, il carcere, la tortura, le botte (per te e per la tua famiglia), il travaglio indotto e l’aborto forzato. E’ la politica in vigore dal 1978, secondo la quale ogni coppia, tranne rare eccezioni, può avere un solo figlio. “E’ lo stupro di stato, la politica contro le donne più violenta della storia”, racconta con passione in una conversazione col Foglio Reggie Littlejohn, presidente dell’associazione Women’s Rights Without Frontiers, a Roma nei giorni della beatificazione di Giovanni Paolo II. Lei, avvocato californiano laureata a Yale e moglie di un pastore metodista, è stata al Congresso, alla Casa Bianca, al Parlamento britannico e a quello europeo per raccontare quello che accade davvero, con un faldone di testimonianze e fotografie raccolte da fonti segrete che rischiano la vita per far uscire dalla Cina le prove di una politica che il governo racconta di aver abbandonato. In trent’anni le “nascite evitate” sarebbero quattrocento milioni, pari alla popolazione degli Stati Uniti.
Il governo ha un sistema infallibile di spie ben pagate, nascoste fra amici e vicini di casa. Quasi nessuna donna riesce a farla franca. Mesi fa una ragazza, “incinta illegalmente” di sette mesi, è stata fermata dalla polizia, buttata su un tavolo e fatta abortire. Poi un medico le ha lasciato sul letto il corpo del suo bambino, perché lei non poteva pagare il servizio di smaltimento. Li e suo marito, invece, avevano già pagato l’equivalente di 850 dollari di multa per portare a termine la sua seconda gravidanza, ma all’ottavo mese le autorità della contea di Xianyou hanno cambiato idea. E’ stata convocata in un ospedale con i muri altissimi e le guardie ai cancelli, specializzato nell’“aiutare donne illegalmente incinte”, dove le hanno fatto perdere il bambino. Racconta che in fondo le è andata bene: “Alcune tentavano di scappare durante la notte, prima di terminare il travaglio, ma quelli non lasciano mai andare le donne. Le fermavano per strada e le lasciavano partorire lì, poi prendevano i bambini appena nati e li uccidevano”. La donna nel letto a fianco al suo, dopo aver perso suo figlio, si è buttata dal quarto piano.
Molte volte, oltre ai bambini, sono le madri a morire sotto le mani di macellai. Liu Dan, 21 anni, è morta dopo un aborto forzato a due settimane dal parto e quando suo fratello ha tentato di raccontare la storia, i giornali gli hanno sbattuto il telefono in faccia. “Dobbiamo fermare la guerra della Cina alle donne – dice Littlejohn – perché aborto e sterilizzazione forzati equivalgono a una mutilazione”. E questo lo capisce anche chi non ha intenzione di difendere i non nati. Il segretario di stato americano, Hillary Clinton, nel 2009 disse che queste pratiche sono “un’ingerenza gravissima nei diritti delle donne”. “E’ un crimine contro l’umanità – spiega Littlejohn – e non importa se si è pro o contro l’aborto. Anzi i veri prochoice dovrebbero alzare la voce: qui non c’è nessuna scelta. Abbiamo le prove di quello che succede, eppure la macchina della propaganda governativa spaccia menzogne e nessuno fa nulla per fermarla”. L’attivista cieco Chen Guangcheng, già candidato al Nobel per la Pace e inserito dal Time nel 2006 fra le cento persone più influenti al mondo, ha raccontato che nel 2005 ci sono stati 130 mila fra aborti forzati e sterilizzazioni nella contea di Linyi.
Per questo è stato incarcerato per più di quattro anni e torturato. Oggi è agli arresti domiciliari, controllato (e picchiato) da decine di agenti. Di lui non si saprebbe più nulla se a febbraio un funzionario del governo non avesse girato di nascosto e diffuso un video. In occidente di tutto questo si sa poco e i politici (attenti ai rapporti con la Cina) sono convinti di non poterci fare nulla. “Invece indirettamente anche noi sosteniamo questo stato di cose – dice Littlejohn – attraverso i finanziamenti statali a organizzazioni per la pianificazione familiare come la rete di cliniche Planned Parenthood e l’agenzia dell’Onu Unfpa (il Fondo per la Popolazione, che in Cina ha 33 presidi)”. Tanto che nel 2001 gli Stati Uniti, dopo un’indagine guidata dall’allora segretario di stato, Colin Powell, tagliarono i fondi all’Unfpa con l’accusa di essere complice degli ufficiali governativi cinesi della pianificazione. Nel 2009 Obama ha deciso di ripristinarli per “migliorare la salute di donne e bambini”. “Ma dov’erano queste organizzazioni votate alla salute riproduttiva – si chiede Littlejohn – quando nell’aprile del 2009 la città di Puning lanciò una campagna di venti giorni per sterilizzare con la forza quasi diecimila persone?”. Allora la catena di montaggio fu efficientissima, dalle otto di mattina alle quattro di notte. Perché per aborti e sterilizzazioni ci sono quote da rispettare, rientrano nei parametri di produttività e sono legate a incentivi economici e sanzioni.
Ma oltre alla violenza di stato e alle morti materne c’è di più. Solitamente i bambini sopravvissuti sono uccisi o lasciati morire. I medici hanno istruzioni su come si compie un infanticidio: sul sito dedicato ai ginecologi e alle ostetriche cinesi è consultabile una discussione sui metodi migliori per uccidere un neonato che sopravvive a un travaglio indotto all’ottavo mese (da cui, fra l’altro, si apprende che “i bambini abbandonati nei cassonetti possono anche sopravvivere per un paio di giorni”). Se si deve avere un figlio solo, poi, è meglio che sia maschio, così in Cina mancano all’appello trentasette milioni di femmine. Oltre agli squilibri demografici, questa strage ha provocato un’impennata della tratta sessuale, soprattutto minorenne. Senza mogli o fidanzate, già oggi i cinesi comprano ragazzine nei paesini più poveri o negli stati vicini – Mongolia, Thailandia, Vietnam, Laos. In più, secondo l’Oms, in Cina si suicidano cinquecento donne al giorno, il doppio dei maschi. E’ il tasso più alto del mondo. (Valentina Fizzotti — IL FOGLIO)

veri amici e falsi amici

17 Giugno 2011 Nessun commento

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Il massimo sforzo dell’amicizia non è quello di mostrare i nostri difetti a un amico, ma quello di fargli vedere i suoi. Chi desidera trovare ogni giorno uno spunto di saggezza per la vita, oltre alla Bibbia, può tenere sul suo comodino le Riflessioni o sentenze e massime morali (di solito abbreviate in Massime), che nel 1664 pubblicò il duca de La Rochefoucauld, uomo d’arme e di corte, ma anche intellettuale moralista, acuto e non di rado ironico. A lui anche noi ricorriamo oggi, come già abbiamo fatto in passato, per questa considerazione sull’amicizia, una realtà rara e preziosa. Infatti, non lasciamoci illudere dall’inflazione del termine “amico” distribuito a piene mani in politica, nelle relazioni sociali e nella stessa esistenza quotidiana. In molti casi vale l’amara esperienza del Salmista tradito da un «compagno, amico e confidente, legati com’eravamo da dolce amicizia». In verità, «più untuosa del burro è la sua bocca, ma nel cuore egli cova la guerra; più dell’olio sono fluide le sue parole ma in realtà sono spade sguainate» (Salmo 55, 14-15.22). La Rochefoucauld segnala, invece, un aspetto delicato e imbarazzante – eppur necessario – dell’amicizia, quello della correzione fraterna alla quale anche Cristo ha riservato una sua considerazione articolata (si legga Matteo 18,15-18). Avere il coraggio non solo di essere sinceri svelando all’amico i nostri difetti, ma anche far emergere i suoi che egli, per la tipica e comune cecità causata dall’orgoglio, ignora: è, questa, un’operazione ardua e fin scabrosa perché si corre il rischio di infrangere il legame stesso dell’amicizia. Certo, per farlo devi avere prima la schiettezza di denunciare a lui i tuoi limiti, ma poi ci si deve inoltrare anche su questo terreno minato, con tutta la cautela, la lealtà, la finezza e il garbo necessari.
I veri amici vedono i tuoi errori e ti avvertono;
i falsi amici li vedono e li fanno notare agli altri
. (Gianfranco Ravasi AVVENIRE 16.06.11)

“MI VIDE, MI AMO’; LO VIDI, LO AMAI”

13 Giugno 2011 Nessun commento

–Ti amo da molto tempo.
Da quando ti ho visto ho cessato di essere me stessa.
img-1358Mi sembra che fin dal primo momento ti avrei seguito, se tu mi avessi chiamata; e anche se tu andassi in capo al mondo, ti seguirei sempre.
Il me vit, il m’aima; je le vis, je l’aimai.
Si cita spesso questa battuta di un non memorabile scrittore francese del Seicento, Pierre du Ryer: «Mi vide, mi amò; lo vidi, lo amai». È il cosiddetto “colpo di fulmine” che travolge due persone che fino a quel momento si ignoravano e che ora divengono «una sola carne», come si dice nella Genesi (2,24). La donazione d’amore, totale, pura, libera, è vissuta anche dalla Katarina protagonista di uno dei capolavori del drammaturgo russo, Aleksandr N. Ostrovskij, L’uragano (1860), la tragedia di un amore votato al sacrificio sullo sfondo della più tenebrosa provincia russa.
Abbiamo appunto evocato oggi le sue parole più intense che mostrano un amore limpido e assoluto, pronto a giungere a quell’apice che Gesù ha tratteggiato in modo folgorante nel Cenacolo, nell’ultima sera della sua vita terrena: «Non c’è amore più grande di chi dà la vita per la persona che ama» (Giovanni 15,13). L’amore perfetto va anche oltre la legge dell’«amare il prossimo come se stessi» (Levitico 19,18), perché ama l’altro ancor più di se stesso, in una pienezza di dedizione.
Proponiamo questo ideale proprio perché brilli ancora mentre siamo immersi nelle nebbie di un comportamento contemporaneo ben diverso.
Ormai l’innamoramento è un incontro superficiale, un contatto di pelle e non certo un dialogo di anime. Tutto si consuma ben presto e si riduce a una fra le tante “esperienze”. Oppure si rivela un mero possesso che scatena non passione, ma solo gelosia e persino violenza, come spesso accade.
È necessario, allora, educare ancora all’amore autentico perché, quando lo si incrocia nell’esistenza lo si scopra in tutto il suo fascino e bellezza, in tutta la sua pienezza vitale.
(Gianfranco Ravasi —AVVENIRE )

“roba mia !!…viéntene con me!!!…

9 Giugno 2011 Nessun commento

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La ricchezza guasta l’intelligenza,
come un pasto troppo forte vela di sonno anche l’occhio più vivace-
Il primo effetto di un eccessivo amore per la ricchezza è la perdita della propria personalità.

Si è tanto più persona, quanto meno si è attaccati alle cose.

Si usa chiamare «la sindrome dei fratelli Collyer»:
Homer e Langley si rinchiusero nella loro casa sulla Quinta Strada di New York colmandola all’inverosimile di oggetti (quattordici pianoforti, decine e decine di grammofoni, macchine da scrivere, giocattoli, carrozzine per bimbi, casse, barili, fusti, lampade, vestiti, libri, tonnellate di giornali e cibi e altro ancora), sigillarono le porte, introdussero trabocchetti per vietare l’accesso e là morirono sommersi dalla loro ossessione per la “roba”.
Chi non ricorda la terribile finale della novella intitolata appunto «La roba» di Giovanni Verga, quando il protagonista, sentendo prossima la morte, esce in cortile e si mette ad ammazzare a colpi di bastone le sue anatre e tacchini, strillando: «Roba mia, vientene con me!»?
Ai fratelli Collyer lo scrittore americano E. L. Doctorow ha dedicato un romanzo, Homer & Langley (Mondadori 2010); noi, invece, per una riflessione semplice sul tema dell’attaccamento folle alle cose, siamo ricorsi al nostro Vitaliano Brancati (1907-1954) e al suo libro sui Piaceri. La nota più interessante che egli ci propone è questa:
chi ama troppo le realtà materiali perde la propria personalità, è accecato nella mente e ha il cuore indurito.
È suggestivo il monito della Bibbia secondo il quale chi adora l’idolo diventa simile ad esso (Salmo 115,8), si tramuta cioè in oro o pietra egli stesso, e san Paolo dichiarava che l’attaccamento alle ricchezze è appunto idolatria (Colossesi 3,5). Raccogliamo, allora, l’appello di Cristo: «Non accumulate tesori sulla terra dove ladri scassinano e rubano, ma tesori in cielo- Perché dove è il tuo tesoro, là sarà il tuo cuore» (Matteo 6,19-21).
(gianfranco ravasi — AVVENIRE—)
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(da Pensieri Preziosi): “Tutto quello che il tuo egoismo accumula sulla terra lo lascierai in terra
Tutto quello che il tuo amore accumula in cielo lo troverai in cielo
e sarà la tua gioia per sempre”

non la cornacchia ma lo sparviero!!

7 Giugno 2011 2 commenti

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“Un eremita vide una volta, in un bosco, uno sparviero. Lo sparviero portava al suo nido un pezzo di carne: lacerò quella carne in tanti piccoli pezzi, e si mise a imbeccare anche una piccola cornacchia ferita.
L’eremita si meravigliò che uno sparviero imbeccasse così una piccola cornacchia, e penso: “Dio mi ha mandato un segno. Neppure una piccola cornacchia ferita viene abbandonata da Lui. Dio ha insegnato addirittura ad un feroce sparviero a nutrire una creaturina d’altra razza, rimasta orfana al mondo. Si vede proprio che Dio dà il necessario a tutte le creature: e noi, invece, stiamo sempre in pensiero per noi stessi.
Voglio smetterla di preoccuparmi di me stesso! Dio mi ha fatto vedere che cosa devo fare. Non mi procurerò più da mangiare! Dio non abbandona nessuna delle sue creature: non abbandonerà neanche me”.
E così fece: si mise a sedere in quel bosco e non si mosse più di là: pregava, pregava, e nient’altro. Per tre giorni e per tre notti rimase così, senza bere un sorso d’acqua e senza mangiare un boccone. Dopo tre giorni, l’eremita s’era tanto indebolito, che non era più capace d’alzare la mano.
Dalla gran debolezza, s’addormentò. Ed ecco apparirgli in sogno un angelo. L’angelo lo guardò accigliato e gli disse: “Perchè fai così?” “perchè voglio imitare la cornacchia, affidata completamente alla provvidenza!!” rispose lo stolto eremita ” così piacerà al Signore la mia assoluta fiducia in Lui!!!”
“Tu invece non hai capito niente – gli fece l’angelo alzando la voce. . Con quello che t’ha fatto vedere il Signore voleva dirti di imitare lo sparviero, non la cornacchia!!!!”
(Bruno Ferrero

a qualcuno può servire…

5 Giugno 2011 Nessun commento

CAMPI LAVORO UMANITARI E VOLONTARIATO
I link delle organizzazioni, sia laiche che religliose, che vi proponiamo in questa pagina sono interessanti per tutti coloro che desiderano approfondire le tematiche del volontariato internazionale e svolgere una prima, anche breve esperienza nei Paesi in Via di Sviluppo, come occasione per entrare veramente in contatto con la cultura e le popolazioni locali del Paese che si andrà a visitare, oppure per chi vuole sperimentare anche in Italia un modello comunitario di vita e lavoro, in contatto con culture diverse. I campi di lavoro volontario hanno 2 tipi di finalità: da una parte vi è il lavoro, spesso manuale, all’interno della comunità; dall’altra la formazione di una cultura imperniata sui valori della solidarietà, della non violenza e della convivenza pacifica. E’ necessario iscriversi con molto anticipo perchè quasi sempre è richiesta la frequenza di incontri formativi.

http://www.africaoggi.it

Associazione cattolica, organizza campi di lavoro volontario estivi nel mese di agosto in Kenia, Tanzania, Capo Verde, presso alcune missioni. Per poter partecipare è necessario iscriversi. La partecipazione al campo non ha costi fissi, ma può essere richiesto al volontario una piccola partecipazione alle spese.
Agape – Centro Ecumenico

http://www.agapecentroecumenico.org

Organizza campi di lavoro in Italia con persone di diversa provenienza internazionale ed incontri a tema rivolti a persone di tutte le fasce di età.
Agimi Centro Albanese d’Otranto

http://www.agimi.org

Associazione senza scopo di lucro, ha come obiettivo incentivare scambi interculturali e promuovere la cooperazione tra l’Italia e l’Albania. Organizza campi sul tema della spiritualità e del dialogo interculturale presso il Centro giovanile internazionale Agimi Eurogiovani a Maglie (LE).
Afsai

http://www.afsai.it

Associazione per la Formazione, gli Scambi e le Attività Interculturali nata nel 1958. I paesi nei quali si svolgono i campi sono: Bolivia, Cina, Ecuador, Ghana, India, Kenya, Marocco, Mozambico, Nepal, Nigeria, Uganda, Viet Nam. Gli ambiti di attività dei campi sono: disabilità, ambiente, insegnamento, bambini, anziani, diritti umani, salute, cultura, sport, media.
Amani

http://www.amaniforafrica.org/amani/iniziative/campi.htm

Organizzazione non governativa riconosciuta dal Ministero degli Affari esteri impegnata particolarmente a favore delle popolazioni africane. Organizzano, ogni mese di agosto, un campo d’incontro rivolto a giovani volontari italiani (dai 18 ai 35 anni), presso le case di accoglienza per bambini di strada a Nairobi in Kenya e a Lusaka in Zambia.
Amici dei popoli

http://www.amicideipopoli.org

E’ un organismo non governativo di ispirazione cristiana che promuove esperienze di volontariato estivo della durata di un mese presso missioni.
Amici di Lazzaro

http://www.amicidilazzaro.it

Gli Amici di Lazzaro sono giovani che si occupano di aiutare i poveri, la gente di strada, gli ultimi, per la Nuova Evangelizzazione e la difesa e dignità di ogni vita. Organizza campi di lavoro e viaggi di turismo responsabile in Romania ed in Italia. Sito multilingue.
ARCI

http://www.arciculturaesviluppo.it/

Organizza campi estivi per maggiorenni in paesi di tutto il mondo in cui ha attivato progetti e iniziative di solidarietà e cooperazione internazionale. Accanto ad esperienze di condivisione del lavoro concreto, anche esperienze di animazione, di conoscenza ed alcuni workshop tematici. Il costo dei campi varia a seconda delle destinazioni: in linea di massima i campi nell’area mediterranea costeranno intorno ai 900 euro mentre per gli altri partirà dai 1600 euro.
Associazione Italia-Nicaragua

http://www.itanica.org/

Sito dell’associazione fondata nel 1979 che organizza viaggi di studio e di conoscenza, progetti di solidarietà e campi di lavoro in Nicaragua nei mesi estivi che offrono la possibilità di vivere la realtà quotidiana nicaraguese delle piccole comunità e delle zone rurali.
Associazione Terra Patria

http://www.terrapatria.org

E’ un’associazione non confessionale, apolitica e apartitica. Svolge attività di sostegno economico, alimentare, sociale e culturale a popoli bisognosi e gestisce progetti di cooperazione internazionale, di sostegno a popolazioni colpite da carestie, guerre e catastrofi naturali. Organizza campi di lavoro in Niger, Ruanda, Burkina Faso.
Caritas

http://www.caritas.it

E’ organismo pastorale finalizzato a promuovere la testimonianza della carità all’interno della comunità cristiana. Organizza campi di solidarietà-lavoro e di evangelizzazione in Italia e all’estero.
Celim

http://www.celim.org/

Organizza campi di lavoro estivi in Zambia e Mozambico, è un’esperienza di condivisione e scambio con una comunità dove si coniuga vacanza e solidarietà.
CISV

http://cisvto.org/index.php

Associazione laica di volontariato internazionale che si occupa di progetti di sviluppo nel Sud del mondo e in Italia di azioni di sensibilizzazione e di sostegno. Organizzano, in estate, campi di conoscenza e lavoro in America Latina.
Cope

http://www.cope.it/

Il CO.P.E. è un organismo non governativo di volontariato internazionale, sorto nel 1983 e federato alla FOCSIV – Volontari nel Mondo (Federazione Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontario). Organizza dei campi di lavoro in Tanzania, Tunisia e Perù nel periodo estivo (luglio/agosto).
Gruppo Yoda

http://www.gruppoyoda.org/pagine/corsi.htm

L’Associazione organizza campi di volontariato internazionale, corsi di formazione alla cooperazione e al volontariato internazionale, attività di educazione allo sviluppo e all’intercultura, documentazione video e mostre fotografiche.
Comunità Emmaus

http://www.emmaus.it/…

E’ un movimento internazionale di solidarietà. Organizza campi di lavoro in Italia ed anche internazionali, che hanno luogo in Bosnia, Belgio, Finlandia, Francia, Gran Brteagna e Portogallo.
Comunità Monastica di Bose

http://www.monasterodibose.it/…

Bose è una comunità monastica di uomini e donne provenienti da chiese cristiane diverse tra Ivrea e Biella in Piemonte. Organizza campi di lavoro presso la comunità stessa.
Comunità di Sant’Egidio

http://www.santegidio.org

Movimento di laici attivo nella comunicazione del Vangelo e nella carità a Roma, in Italia e in più di 60 paesi dei diversi continenti. Si occupa di adozioni a distanza, solidarietà (giovani, anziani, amici per la strada, persone in carcere, disabili mentali), eco-solidarietà, aiuti umanitari. Sito multilingueFocsiv Volontari nel Mondo

http://www.focsiv.org/informarvi/volesp_breve.php

Organizza campi sia in Italia che all’estero che prevedono impegno nell’animazione sociale, nell’artigianato e nella costruzione. I campi vengono organizzati in collaborazione con altre associazioni.
IBO

http://www.iboitalia.org/

E’ un organismo non governativo (ONG) che opera da più di trent’anni nel settore della cooperazione in Italia, in Europa e nei Paesi in via di sviluppo, per la condivisione e la solidarietà umana. Vengono svolte varie attività, tra le quali campi di lavoro volontario, in Italia, in Europa e nei Paesi del Terzo Mondo.
IPSIA
http:/www.ipsia.acli.it
ONG delle ACLI, organizza in estate campi di volontariato internazionale per l’animazione giovanile in Bosnia, Kosovo, Albania, Brasile, Argentina, Kenya, Mozambico, Palestina/Israele, nelle località in cui si svolgono i progetti di cooperazione dell’associazione.

La nostra famiglia

http://www.lanostrafamiglia.it/animazione_cristiana/volontariato.php

L’Associazione la Nostra Famiglia, ente non profit di ispirazione cristiana, offre ai giovani che abbiano più di 17 anni la possibilità di lavorare nei centri di riabilitazione da essa gestiti. Libera

http://www.libera.it/…

Offre esperienze di lavoro, di volontariato e di formazione civile prendendo parte ai campi di lavoro sui terreni confiscati alle mafie e gestiti dalle cooperative sociali di Libera Terra. In Piemonte, Puglia, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. Youth Action for Peace Italia

http://www.yap.it/

Organizza campi di lavoro internazionali in tutto il mondo. E’ un’associazione nazionale ed internazionale, laica, non governativa e senza fini di lucro. Il suo scopo è la ricerca delle condizioni per una pace sostenibile nel mondo, agendo principalmente attraverso la mobilità giovanile. Lunaria

http://www.lunaria.org/

Propone campi di lavoro internazionali che appartengono al circuito dell’Alliance of European Voluntary Service Organisations. Promuove l’organizzazione di campi nazionali e internazionali sui temi dell’ecologia, della pace, della solidarietà e dell’antirazzismo. Sono anche previsti progetti per teenagers. Indispensabile la conoscenza minima della lingua inglese. Mani Tese

http://www.manitese.it

Sito che propone campi di studio e lavoro rivolti a giovani tra i 18 ed i 30 anni. Si pratica la raccolta di materiale riciclabile per finanziare progetti di sviluppo nei paesi del sud del mondo, si organizzano serate, concerti, animazioni. Movimento Internazionale della Riconciliazione MIR e il Centro Studi Sereno http://www.serenoregis.org/
Le Associazioni perseguono come obiettivo la riconciliazione tra tutti gli uomini, rifiutando
qualsiasi preparazione o partecipazione alla guerra. Organizza campi estivi con l’intento
di sensibilizzare alla tematica della nonviolenza. Ai partecipanti si chiede disponibilità ad
aiutare comunità, famiglie o singoli che vivono prevalentemente in contesti rurali. Progetto Mondo Mlal

http://www.progettomondomlal.org/info/attivita/campi/it

E’ un’organizzazione non governativa di volontariato nazionale ed internazionale che propone campi di esperienza per studenti, associazioni o gruppi. Una o due settimane di full immersion in un Paese del sud del Mondo da dedicare alla conoscenza dei progetti, alla riflessione e alla formazione sui temi legati alla cooperazione internazionale e alla solidarietà tra i popoli. Route Internazionale – Pax Christi

http://www.paxchristi.it/

Il movimento cattolico internazionale per la pace organizza percorsi in diversi Paesi Europei per confrontarsi su temi collegati alla pace, alla giustizia o alla cooperazione internazionale. Propone alcune attività estive che si svolgono a Firenze, Calabria, Umbria, El Salvador, Germania, Madagascar. Servizio Civile Internazionale

http://www.sci-italia.it/

Lo S.C.I., associazione laica, organizza campi in tutto il mondo, rivolti alla realizzazione di progetti per la pace, l’ambiente, la solidarietà, la cooperazione internazionale. Il campo di lavoro dura in media due/tre settimane. Il gruppo é quasi sempre internazionale, con volontari che vengono da diversi paesi, e generalmente l’inglese é la lingua comune dei partecipanti. Universitari Costruttori

http://www.universitaricostruttori.it/

Sono un gruppo di volontari impegnati nella costruzione di edifici a favore di comunità di accoglienza, di tossicodipendenti, di disabili. Il gruppo è nato negli anni 60 nell’Università di Padova. Organizzano campi laddove viene richiesto un aiuto di tipo edilizio. Vides

http://www.vides.org/

Associazione internazionale di volontariato che si ispira al progetto educativo salesiano. Propone campi di volontariato in Italia e nel mondo. Vis

http://www.volint.it/

Sito multilingue. Organismo Non Governativo (ONG) che s’ispira ai principi cristiani di Don Bosco. Organizza esperienze di volontariato nei paesi del Sud del mondo. Per accedervi è indispensabile partecipare ai corsi di formazione. I corsi possono prevedere anche lo studio della lingua necessaria per comunicare nel paese di destinazione. Volunteering Ireland

http://www.volunteeringireland.com

Sito multilingue. Propone attività di volontariato di breve e lunga durata in Irlanda in diversi ambiti e favorisce incontro tra domanda e offerta di volontari attraverso un database interno. Volontariato per le Nazioni Unite

http://www.unv.org/

Ricerca figure professionali specializzate nel settore agroalimentare, tecnico e medico per progetti nel Terzo Mondo, per la pace e lo sviluppo. WEP

http://www.wep-italia.org

Organizzazione internazionale con sede a Torino e Milano, che propone esperienze di volontariato sociale. I partecipanti vengono inseriti in progetti umanitari coordinati da organizzazioni autoctone o ONG internazionali. L’agenzia organizza anche esperienze di volontariato ecologico nei parchi nazionali.

fdv 14-17 luglio

4 Giugno 2011 2 commenti

«Non preoccupatevi dunque
dicendo: “Che cosa mangeremo?
Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”.
Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani.
Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. ». (Mt 6, 31-32)

fdv-it-2011

14 – 17 LUGLIO 2011 sulla collina di Saluzzo (CN)
presso la Casa Madre della Comunità Cenacolo

“La Festa della Vita è celebrare Gesù risorto
e vivo in mezzo a noi, è la sua Risurrezione
che si fa viva negli occhi, nel sorriso,
nei volti luminosi di giovani e famiglie
un tempo morti nelle tenebre
e oggi vivi grazie alla forza della Misericordia
di Dio, che è mille volte più grandiosa
e travolgente del nostro peccato.
Vogliamo in questi giorni testimoniare
con gioia a tutti che il perdono di Dio
ha risollevato le nostre vite,
facendole rinascere nella speranza.
Vieni anche tu… a far festa
al Dio della Vita.
Ti aspettiamo con gioia!”
Madre Elvira
(e i suoi “ragazzi” “risorti”)

Cosa è la Festa della Vita?
E’ un grande momento comunitario di preghiera intensa e di gratitudine al Dio della vita in ricordo della nascita della Comunità. Il 16 luglio 1983, festa della Madonna del Carmine, Madre Elvira ha ricevuto le “chiavi” della Casa Madre di Saluzzo: quel giorno è nata la Comunità Cenacolo!
In occasione del decennale della Comunità, nel luglio 1993, per la prima volta si è svolta la “Festa della Vita”, diventata poi negli anni un raduno di fede per giovani, famiglie e amici della Comunità.
Da allora ogni anno a luglio salgono sulla collina di Saluzzo migliaia di persone provenienti dalle terre dove il soffio della Spirito Santo ha portato la Comunità Cenacolo, per vivere insieme quattro giorni di preghiera, catechesi, testimonianze nella gioia del Risorto che continua “a donare la vista ai ciechi, a liberare i prigionieri, a rialzare chi è caduto”.
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Giovedì 14 15.30 Accoglienza, saluto di Madre Elvira 17.30 Celebrazione Eucaristica

Venerdì 15 09.00 Accoglienza, preghiera del Santo Rosario 09.30 Catechesi Adorazione Eucaristica 12.30 Pranzo 15.00 Coroncina della Divina Misericordia e testimonianze 17.30 Celebrazione Eucaristica 19.00 Cena 21.00 Testimonianze e danze sulla Divina Provvidenza

Sabato 16 09.00 Accoglienza, preghiera del Santo Rosario 09.30 Catechesi Adorazione Eucaristica 12.30 Pranzo 15.00 Coroncina della Divina Misericordia e testimonianze 17.30 Celebrazione Eucaristica 19.00 Cena 21.00 Musical Biblico “Credo”

Domenica 17 09.00 Accoglienza, preghiera del Santo Rosario 09.30 Catechesi Adorazione Eucaristica 12.30 Pranzo 15.00 Coroncina della Divina Misericordia e testimonianze 16.00 Celebrazione Eucaristica. Saluti conclusivi
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N.B. per avere le info precise entra in www.comunitacenacolo.it e clicca il b –festa della vita– dove potrai scaricare locandina in pdf ecc..

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