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Archivio Luglio 2011

“caro” ladro del rame

31 Luglio 2011 Nessun commento

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Alla stazione Tiburtina per ciulare 35 euro di rame hanno provocato un danno di 1.800 milioni di euro. Da oggi facciamo così. Davanti a tutti i luoghi dove c’è più di un kg di rame (grondaie dei cimiteri comprese) ci sarà esposto questo cartello: Gentile ladro, sappiamo che la vita è ingiusta, che un giovanotto di 18 anni che tira due calci al pallone guadagna 1.000 volte più di un deputato, che se sei qui di notte con un flessibile per ciulare il rame vuol dire che ti vanno male gli affari; capisco, sei divorziato, devi pagare gli alimenti a moglie e figli, la badante di tua nonna vuole essere retribuita come un’impiegata, nessuno ti fa credito.

Caro ladrone, ti do ragione su tutto, ma per favore non spaccare fuori tutta la centralina che hai davanti per ciulare 35 euro di rame. Vieni nel mio ufficio e te li do io. Chiaramente mi devi dimostrare che eri veramente deciso a spaccar tutto per 30 euro di rame, altrimenti tutti i barboni della città vengono qui e vogliono 35 euro. No, a tutti no! Tu che hai letto questo cartello vieni da me (assessore al Disagio, ma nemmeno tanto). Se sei recidivo, cioè se sei un razziatore di rame abituale, ti riconosco l’indennità di disoccupazione. Anzi, propongo una legge: maggiore è la quantità di rame che una persona ha razziato, maggiore è l’assegno. Ti verrà consegnato dalla provincia anche un diplomino con medaglia di rame (non vendere anche quella) con scritto: grazie per non aver fatto saltare i collegamenti ferroviari. Come per i pirati informatici non è escluso che un domani sia le Ferrovie che Trenitalia che altre grosse società ti assumano fisso per contrastare i ladri di rame. Questo più avanti, adesso c’è il blocco delle assunzioni.

Volevo chiederti, signor ladro di rame, tra voi siete in contatto o ognuno va a ciulare dove vuole? Anche perché potreste trovarvi la stessa notte nella stessa pala eolica per ciulare i 5 kg di rame che ci sono nel rotolone delle eliche. Cosa fate, dividete? Fate il conflitto a fuoco tra le bande? Un’altra domanda: recentemente sul fiume Po hanno ciulato il rame della motonave Calpurnia. Anche qui per 15 euro (il rame che c’era nello sterzo del timone) hanno fatto un danno di 15 milioni di euro. Sai chi è stato? Vorremmo premiarlo fisso. Tutti i giorni per un anno saremo disposti a dargli un cesto di prodotti tipici: salumi, formaggi, vino e legumi. Basta che non ci sbatta fuori uso la Calpurnia. A pensarci bene, signor malvivente del rame, perché non assaltare direttamente le miniere di rame? Ecco un elenco con tanto di produzione all’anno: miniera del Mato Grosso, 1.700 tonnellate; miniera del parco marino presso barriera corallina (già che ci siete ciulate anche il corallo).

Altri luoghi curiosi dove ciulare il rame: depositi di ditta che installa fibre ottiche; centro tricologico italiano (non c’entra, però il rame c’è dappertutto: gli spacchi il contatore dell’acqua e ti prendi 2 grammi di rame). La miniera più vicina a Milano è al parco Lambro, attualmente gestita dai Cugini di Campagna, che hanno una concessione fino al 2310 rilasciata dai Dik Dik e Ron (Lucio Dalla era contro). Mozione passata con l’astensione degli altri.

da IL FOGLIO (27 luglio 2011
di Maurizio Milani

“chi uccide Dio diventerà Dio lui stesso”

27 Luglio 2011 Nessun commento

“In un luminoso mattino il folle piomba in piazza del mercato con la sua lampada gridando: «Dov’è andato Dio? Noi lo abbiamo ucciso, voi e io!… Le nostre mani grondano del suo sangue. Non sentite il lezzo della sua putrefazione? Dio è morto e resterà morto!… Chi uccide Dio diventerà Dio lui stesso!».
Il Diogene che grida nella piazza del mercato alle persone indaffarate nei loro commerci e distratte dalle loro preoccupazioni, e che alla fine infrangerà a terra la sua lampada accesa è l’uomo contemporaneo che cerca Dio, ma non il Dio che è morto, bensì quello nuovo che sta per prendere il suo posto. E la risposta è proprio nella battuta finale: «Chi uccide Dio diventerà Dio lui stesso».
Molti sanno che il testo che sopra ho sintetizzato in alcune frasi frammentarie è tratto dall’aforisma 125, una celebre pagina della Gaia scienza (1882) del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche. Ai suoi occhi il nuovo Dio è il Superuomo, libero dalle catene della morale da schiavi che il cristianesimo ci aveva imposto, artefice autonomo del suo destino.
Questo ateismo aveva una sua grandezza, irriconoscibile nel banale e sarcastico strepitare di alcuni -atei, agnostici, razionalisti- e affini dei nostri giorni, appagati soltanto di sbeffeggiare qualche aspetto degenere della religione o di interpretarne banalmente alcuni asserti.
homer_headÈ, invece, con quell’ateismo alto e drammatico, naturalmente aggiornato ed esteso all’odierno secolarismo che ho voluto dar vita a un «Cortile dei Gentili» per il dialogo tra credenti e non. Purtroppo il Superuomo divinizzato si è spesso rivelato orrido (Hitler rimanderà al filosofo tedesco!) oppure è decaduto nella mediocrità e non di rado si è deificato l’essere umano più vile. Per questo è necessario ritornare, credenti e atei, a interrogarci seriamente su quale Dio, perché con lui e senza di lui nulla resta identico.
gianfranco ravasi AVVENRE 27.07.11

tre fratellini una sola richiesta

25 Luglio 2011 Nessun commento

fratelliniRoberto, Maria e Giorgio sono tre fratellini di 10, 5 e 4 anni. Da due anni vivono insieme in una comunità.
Precedentemente, con la mamma, erano rimasti per circa sei mesi in comunità, e prima ancora a casa con la nonna. Roberto è un ragazzino intelligente e autonomo che si adatta presto alle diverse situazioni, una necessità per lui, vista la trascuratezza e il maltrattamento cui è stato sottoposto nei primi anni di vita. Maria, più chiusa, inizia solo ora, lontana da casa, a fidarsi degli adulti. Più piccola delle sua età, frequenta la scuola materna, dove però tende a isolarsi. Giorgio è il fratellino che più degli altri ha bisogno di un rassicurante contatto fisico. È molto in ritardo nella crescita (chiede sempre il ciuccio) ed è il meno autonomo (porta ancora il pannolone). Per loro il Cam cerca tre diverse famiglie residenti a Milano o nell’hinterland, che siano però in contatto tra loro. Per Roberto si cerca una famiglia con bambini più grandi; i più piccoli, invece, hanno bisogno di essere accolti in famiglie pronte a farsi carico dei loro ritardi evolutivi. Le tre famiglie devono essere disponibili a frequenti contatti, per permettere ai tre bambini di incontrarsi.

Info: Cam, Ufficio affidi, Franca Assente, tel.: 02 48513608, dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 12.30; email: affidi@cam-minori.org
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Un grazie dal Tribunale di Milano
«Tutti i bambini affetti da varie patologie per i quali questo Tribunale ha chiesto la vostra collaborazione pubblicando gli appelli sul vostro giornale nel 2011 sono stati collocati in adozione. Rigraziandovi vi auguro di continuare su questa strada». Con questo positivo riscontro da parte del presidente del Tribunale dei minori di Milano, Mario Zevola, diamo appuntamento ai nostri lettori a settembre. Buona estate.

Daniela Pozzoli (AVVENIRE 15 luglio 2011)

bambine “interrotte”

19 Luglio 2011 1 commento

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India choc: le femmine operate perché si trasformino in maschi

Non solo aborti selettivi e infanticidi. La «nuova frontiera» della preferenza degli indiani per i figli maschi ha spinto fino agli interventi di «genitoplastica» La denuncia della società civile, delle associazioni e della Chiesa
(di STEFANO VECCHIA –avvenire 16.07.11)
Un altro tassello si aggiunge al panorama già drammatico della discriminazione sessuale in India. Da tempo si rincorrevano voci e rapporti su una soluzione di tipo chirurgico per trasformare femmine non volute nel ‘desiderato’ maschio. Ora la prova arriva dalle indagini di alcuni media indiani e dalle prime reazioni della società civile.

La Commissione nazionale indiana per la protezione dei diritti dei minori ha ordinato al governo dello Stato del Madhya Pradesh di investigare sulla possibilità che 300 bambine tra uno e cinque anni d’età siano state sottoposte alla chirurgia per modificarne il sesso, su commissione dei genitori, disposti a pagare fino all’equivalente di 3.200 dollari per ogni intervento.

A rappresentare ‘l’ultima frontiera’ della preferenza endemica degli indiani per i figli maschi è ora una modifica radicale dell’apparato genitale (genitoplastica) a cui sono eventualmente associati trattamenti ormonali. Pratiche che coinvolgono famiglie benestanti provenienti da ogni parte del paese ma che, almeno per quanto individuato finora, hanno come teatro la grande città di Indore.

Qui, con la compiacenza di strutture ospedaliere e di specialisti senza scrupoli, i genitori possono accedere a pratiche che ritengono meno traumatiche di un aborto o delle soppressione della neonata o, almeno, così le giustificano, che dia loro il maschio desiderato.

Sul fenomeno, anche il prestigioso quotidiano Hindustan Times ha lanciato un’inchiesta che ha dato altri risultati sconcertanti, come pure nuovo materiale utile a un’azione degli investigatori.

Colpiti e indignati gli attivisti della società civile che hanno espresso «avversione» per una pratica «che si fa beffe delle donne dell’India». «Un segno di crescente follia sociale» è stata definita da Ranjana Kumari, responsabile del Centro per le ricerche sociali, tra le istituzioni più attente e attive riguardo alla discriminazione femminile.

Le polemiche e l’indignazione stanno trovando ampio spazio sui social network, uno strumento usato anche dalla scrittrice Taslima Nasreen, cittadina del Bangladesh, ma rifugiata in India per sfuggire alle minacce dei radicali islamici. In un suo post su Twitter, ha definito quanto sta emegendo a Indore «scioccante», aggiungendo che la pratica di trasformare chirurgicamente le piccole femmine in maschi senza il loro consenso segue quella dell’aborto selettivo ed è altrettanto condannabile, ma al momento non è come quella sanzionata dal diritto.

La conferma è venuta proprio da uno dei chirurghi che a Indore praticano la genitoplastica nei casi specificamente ammessi dalla legge, il dottor Brijesh Lahoti: «In India non ci sono problemi per queste operazioni in quanto richiedono solo il consenso dei genitori e una loro dichiarazione», ha detto all’ Hindustan Times . La maggior parte dei medici finora individuati ha confessato di avere praticato soltanto «interventi correttivi» su bambine nate con anomalie ai genitali, ma gli attivisti per i diritti civili, in particolare per la difesa della donna, contrattaccano sostenendo che le cartelle cliniche sono state modificate in modo da non fare emergere la reale portata degli interventi.

Quella che per molti è vista già ora come una crescente minaccia alla sicurezza delle bambine, non più garantite nemmeno dopo la nascita, se sopravvivono allo screening prenatale e all’aborto preventivo, per i genitori coinvolti è soprattutto una questione di scelta loro, senza conseguenze.

Come ha dichiarato una coppia, genitori di una bimba di due anni, il figlio nato femmina «non dovrebbe essere confusa rispetto alla sua appartenenza sessuale perché quando sarà cresciuto potrà vivere una vita normale, senza alcun ricordo dell’intervento». Un’illusione, in cui forse alcuni possono credere per convenienza o per ignoranza. Secondo il presidente dell’Accademia indiana dei pediatri, il dottor V.P. Goswamy, infatti, questi interventi chirurgici lasciano in eredità all’adulto, nei migliori dei casi, impotenza o infertilità. «La genitoplastica è possibile su una bambina o un bambino normali, ma sapendo che successivamente gli organi tenderanno a non svilupparsi per la mancanza di ormoni e questo avrà conseguenze gravi. Quelli di cui siamo ora a conoscenza – ha proseguito Goswamy nella testimonianza al quotidiano The Telegraph di Calcutta – sono casi sconvolenti, che richiedono da parte nostra indagini e interventi appropriati».

Nello Stato del Madhya Pradesh denunciati 300 casi di interventi chirurgici sull’apparato genitale delle piccole, seguiti da cure ormonali
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lungo ricco weekend

15 Luglio 2011 Nessun commento

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Il Fiuggi Family Festival quest’anno alla sua quarta edizione è il primo evento pensato per le famiglie all’insegna del grande cinema e del divertimento stimolante e intelligente. E’ organizzato con il patrocinio e la collaborazione del Forum delle Associazioni Familiari, che rappresenta oltre 5 milioni di famiglie in Italia.

Quest’anno il festival si svolgerà dal 28 al 31 luglio, in un lungo week end ricco di eventi, incontri, momenti di svago per tutti, a cominciare dal concorso cinematografico di film per la famiglia, il primo nel suo genere, giudicati da una giuria di esperti.

Il tema di quest’anno è “Sistema Famiglia: il Dinamismo delle Relazioni”

Per consultare il programma completo clicca qui (naturalmente accedere a www.fiuggifamilyfestival.org)

…messaggio e massaggio, yoga e yogourt…”

14 Luglio 2011 2 commenti

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ovvero fede “a la carte”

Un nuovo avversario del cristianesimo è cresciuto negli ultimi decenni: la forma di religione propria della società opulenta e consumistica.
È un avversario più potente e pericoloso del comunismo.
Quante pagine di riviste, di saggi e di quotidiani sono state dedicate al fenomeno del consumismo e quante volte una certa politica ha fatto di tutto per “incentivare i consumi”, nella convinzione che fosse un toccasana per l’economia nazionale! Un filosofo originale come Augusto del Noce (1910-1989), in questo passo di un suo intervento al Meeting di Rimini di anni fa, coglieva un aspetto particolare, oserei dire “sacrale”, della frenesia consumistica: essa inquina anche il campo religioso e genera una sorta di fede accomodatizia, potremmo dire à la carte. Come accade quando al ristorante ci viene messa tra le mani la carta del menu e noi scegliamo ciò che ci aggrada, così si combina una fede che seleziona tutto quello che è meno offensivo, meno specifico e impegnativo. Nasce, in tal modo, «la religione propria della società opulenta e consumistica», come dice Del Noce: esemplare in questo senso è «New Age» e movimenti affini che – come ho spesso sottolineato nelle occasioni che ho di parlarne – miscela messaggio e massaggio, yoga e yogurt, la sua eucaristia è la dieta, la confessione la seduta psicanalitica, il suo tempio un santuario del fitness.
Il filosofo ha ragione nel dire che questo atteggiamento è più pericoloso dell’ateismo rigoroso perché quest’ultimo ti costringe a ritrovare le ragioni autentiche della tua fede e a confrontarle, mentre la spiritualità vaga e incolore del benessere dissolve il credere in un pulviscolo dorato che ignora la fermezza della fede e la fortezza del vivere morale.
(Gianfranco Ravasi AVVENIRE 14.07.11)

sul sì uno sciame di farfalle

13 Luglio 2011 Nessun commento

farfalleNon è da tutti saper trasformare una disgrazia in risorsa, riuscire a vedere oltre la crisi senza abbandonare la speranza: ci vogliono coraggio e determinazione, lungimiranza e fantasia. Che nel nostro Paese non difettano: per farsi un’idea della creatività che avanza, basta scorrere le tante storie di giovani imprenditori che la Coldiretti – l’associazione che raggruppa i coltivatori – ha raccontato e portato ad esempio nel corso dell’Assemblea Nazionale della scorsa settimana. Dove si poteva fare conoscenza, tra gli altri, con Donatella Di Cola – abita e lavora in provincia di Frosinone – che dopo aver visto morire di malattia tutte le sue api e aver scoperto le arnie colonizzate dalle farfalle ha smesso di piangere sulle api e le farfalle le ha trasformate nella sua nuova attività. Le fa crescere e le nutre e poi le libera facendole alzare in un coloratissimo volo per accogliere gli sposi che si affacciano sul sagrato dopo aver pronunciato all’altare il loro «sì».

Si è ispirata a una moda che sta spopolando negli Stati Uniti mettendo in piedi la sua attività di «butterfly wedding» (si legge batterflai ueddin), le farfalle per i matrimoni. Gli insetti sono di tipo autoctono – cioè presenti naturalmente in Italia – e dopo aver fatto la loro bella figura alle nozze sopravvivono senza difficoltà. Due risultati in uno: gli sposi hanno un bel ricordo in più, nei nostri cieli le farfalle sono un po’ meno rare!
(POPOTUS di AVVENIRE 12 luglio 2011)
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www.coldiretti.it per conoscenze e progetti interessanti

estate ..tempo di…

6 Luglio 2011 Nessun commento

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Estate: tempo di animazione e di formazione animatori.
Campo Nazionale 2011
qualificare l’animatore TGS a essere guida dei luoghi salesiani
Un’idea nata dalla nuova Strenna del Rettor Maggiore che ci spinge a conoscere meglio
i luoghi di Don Bosco.
Un’opportunità per vivere insieme la dimensione del viaggio.
PERIODO: da mercoledì 24 agosto – ore 15.00 al Colle Don Bosco
a domenica 28 agosto – ore 14.00 a Torino
LUOGO: Colle Don Bosco (AT) – Torino (TO)
COSTO: 90,00 euro a persona, viaggio escluso
DESTINATARI : giovani con 17 anni compiuti

Descrizione del campo: un “viaggio” dal Colle Don Bosco a Torino Valdocco
per vivere un’esperienza di fede e per acquisire conoscenze e competenze
nella realizzazione di visite guidate nei luoghi salesiani
attraverso laboratori e attività di gruppo.

ISCRIZIONI ENTRO LUNEDI 11 LUGLIO 2011Indicazioni pratiche:
_ È necessario portare asciugamani e lenzuola
_ il computer può esserti utile
_ disponibilità di trasporto dalla Stazione di Torino Porta
Nuova o dall’aeroporto di Caselle al Colle don Bosco entro
e non oltre le ore 13:00 del 24/08.
————————————————————————-www.donboscoland.it

..”FRENESIA DI MOVIMENTO…”

2 Luglio 2011 Nessun commento

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“Il continuo agitarsi in una vita tumultuosa non è segno di operosità ma di irrequietezza della mente.
I telegiornali potrebbero ripetere pari pari i servizi giornalistici dell’anno scorso, tanto invariabile è il rito delle vacanze i cui primi flussi sono già iniziati.
Quelle immense distese di auto incolonnate sembrano la riedizione umana del formicaio, come lo sono certe spiagge occupate da corpi in ogni loro metro quadro.
Meditiamo, allora, insieme su questa frenesia di movimento che ormai abbraccia l’arco intero dell’anno e tutti i settori della vita (oggi c’è, purtroppo, anche la “mobilità” del lavoro-). Lo facciamo con la sapienza latina di un autore che spreme il succo di un pensiero filosofico antico, Seneca (I sec. d.C.). Dalle sue Lettere a Lucilio (3,5) abbiamo estratto questa nota sull’«irrequietezza» umana.
Mi incuriosisce il vocabolo latino usato, concursatio,
che evoca un correre frenetico, accelerato e reiterato.

È il restare senza respiro, cioè senza la capacità di pensare, di sostare per contemplare e per capire.
L’agitarsi diventa, così, anche un modo per far tacere la coscienza,
in maniera da impedire di rendere ragione a sé stessi del proprio agire.
La quiete serena per leggere, riflettere, pregare, riposare diventa quasi innaturale.

Nel suo libro Quasi una vita (1930), lo scrittore Corrado Alvaro ci ha lasciato, al riguardo, un bozzetto fulminante: «Gli uomini di fatica, di affari, di pensieri, nello stato di riposo, su una spiaggia, per esempio, sembrano di quelle belve in cattività nei giardini zoologici».
Raccogliamo, allora, l’appello che Cristo un giorno rivolse ai suoi discepoli:
«Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’!» (Marco 6,31).”

Gianfranco Ravasi AVVENIRE