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…messaggio e massaggio, yoga e yogourt…”

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ovvero fede “a la carte”

Un nuovo avversario del cristianesimo è cresciuto negli ultimi decenni: la forma di religione propria della società opulenta e consumistica.
È un avversario più potente e pericoloso del comunismo.
Quante pagine di riviste, di saggi e di quotidiani sono state dedicate al fenomeno del consumismo e quante volte una certa politica ha fatto di tutto per “incentivare i consumi”, nella convinzione che fosse un toccasana per l’economia nazionale! Un filosofo originale come Augusto del Noce (1910-1989), in questo passo di un suo intervento al Meeting di Rimini di anni fa, coglieva un aspetto particolare, oserei dire “sacrale”, della frenesia consumistica: essa inquina anche il campo religioso e genera una sorta di fede accomodatizia, potremmo dire à la carte. Come accade quando al ristorante ci viene messa tra le mani la carta del menu e noi scegliamo ciò che ci aggrada, così si combina una fede che seleziona tutto quello che è meno offensivo, meno specifico e impegnativo. Nasce, in tal modo, «la religione propria della società opulenta e consumistica», come dice Del Noce: esemplare in questo senso è «New Age» e movimenti affini che – come ho spesso sottolineato nelle occasioni che ho di parlarne – miscela messaggio e massaggio, yoga e yogurt, la sua eucaristia è la dieta, la confessione la seduta psicanalitica, il suo tempio un santuario del fitness.
Il filosofo ha ragione nel dire che questo atteggiamento è più pericoloso dell’ateismo rigoroso perché quest’ultimo ti costringe a ritrovare le ragioni autentiche della tua fede e a confrontarle, mentre la spiritualità vaga e incolore del benessere dissolve il credere in un pulviscolo dorato che ignora la fermezza della fede e la fortezza del vivere morale.
(Gianfranco Ravasi AVVENIRE 14.07.11)

  1. 14 Luglio 2011 a 15:34 | #1

    In linea generale sono d’accordo con te specialmente perchè, nella maggior parte dei casi, certe pratiche come lo yoga e la meditazione vengono intraprese per moda ma permettimi di dire che non è sempre così; in un epoca in cui è tanto difficile far soffermare le persone sulla loro dimensione spirituale, a volte queste pratiche possono rivelarsi un inizio, il primo passo per farle muovere verso una dimensione religiosa che, altrimenti non avrebbero mai trovato. Rallentare, imparare a pensare in modo meno materialistico, praticare dei digiuni spesso per la prima volta nella vita, ascoltare se stessi può essere un buon modo anche per iniziare un graduale ed interessante viaggio verso Dio. Come sempre tutto dipende dall’anima della persona e dal volere di Dio.
    A presto.

  2. 21 Luglio 2011 a 9:31 | #2

    ciao mr.Loto
    trovo giuste le tue considerazioni. infatti è stato possibile anche, dall’errore accolto come inizio,
    passare alla verità dapprima ignorata o respinta. questo ad esempio per certi testimoni di geova.
    grazie della partecipazione. buona continuazione del tuo prezioso lavoro e buona estate!

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