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Archivio Giugno 2012

“Dove si va a festeggiare?…”

30 Giugno 2012 Nessun commento

«
Dove si va a festeggia­re? ».
Era il primo lu­glio di due anni fa, Laura Salafia era felice per quel 30 nell’esame di spagnolo appena preso e con gli amici stava deci­dendo in quale bar andare a brin­dare per l’ennesimo successo del­la sua carriera universitaria. In piazza Dante, all’uscita della fa­coltà di Lettere e Filosofia a Cata­nia, risuonano alcuni colpi di pi­stola, un proiettile vagante la col­pisce al collo. Il proiettile lesiona il midollo osseo, la diagnosi non la­scia speranza: tetraparesi, braccia e gambe paralizzate per sempre, la certezza di una vita in carrozzella. Laura è la vittima casuale di un re­golamento di conti tra il pregiudi­cato Maurizio Gravino e Andrea Rizzotti, ex impiegato comunale, lo sparatore, che viene condanna­to a 18 anni. Di quel pomeriggio di festa, trasformatosi in tragedia, la donna ricorda ogni istante, men­tre ne parla nella sua stanza all’o­spedale Cannizzaro di Catania do­ve è ricoverata. «Ma la mia vita non si è fermata quel pomeriggio. Non si può cam­pare con lo sguardo rivolto al pas­sato, la vita va avanti, voglio viver­la in pieno. Ho dovuto rinunciare a tanto, ma tanto mi resta ancora. E non voglio perderlo». Ancora per un po’ di mesi dovrà sottoporsi a trattamenti di riabilitazione all’U­nità spinale del Cannizzaro, un pic­colo gioiello della sanità, l’unico centro del Meridione attrezzato per le più moderne cure ai pazienti con gravi lesioni al midollo, dove è ar­rivata nel dicembre dell’anno scor­so dopo quasi diciotto mesi tra­scorsi al Montecatone rehabilita­tion institute di Imola. Sta impa­rando a fare a meno del respirato­re, a usare una carrozzina super­tecnologica che viene comandata con il mento. Una paziente-mo­dello, dicono i medici, colpiti dal­la sua determinazione e dall’ener­gia umana che sprigiona. Pur sa­pendo che la condizione generale resterà sempre grave, non rinun­cia a perseguire ogni più piccolo miglioramento. E non rinuncia a­gli studi, Laura: una tutor messa a disposizione dall’università l’aiuta a preparare l’esame di storia e cri­tica del cinema, e così accadrà per gli altri dieci che le mancano alla laurea in Lettere Moderne. La sa­lute, gli studi, e il sogno più ambi­to: tornare a casa, in una casa at­trezzata per accogliere anche la sua disabilità, e dove vivere col fidan­zato Antonio che è sempre stato al suo fianco assieme ai genitori e al­la sorella, e col quale vuole coro­nare nel matrimonio un amore che gli eventi non hanno intaccato ma rinvigorito. Da ultimo, proprio in questi giorni, la decisione di accet­tare la proposta arrivata dalla re­dazione del quotidiano La Sicilia,

di curare una rubrica settimanale in cui raccontare la sua esperienza e il suo approccio alle cose d’ogni giorno.

<blockquote>«A qualcuno sembra paradossale,
ma quello che è capitato ha con­tribuito a far crescere la mia voglia di vivere.</
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E mi ha insegnato a valo­rizzare tutto, anche i dettagli a cui ‘prima’ neppure facevo caso. Ri­cordo come fosse ora quel giorno di primavera a Montecatone, quando dopo mesi passati in ca­mera mi hanno portato nel giardi­no in carrozzella: la cosa più com­movente è stata vedere i fiori ap­pena sbocciati, osservarli uno per uno, notare le sfumature dei colo­ri, ammirare le farfalle che gli vola­vano attorno. La natura si era ri­svegliata, come tutti gli anni a pri­mavera, ma sembrava che lo aves­se fatto per me, che ci fosse Qual­cuno che mi donava quei segni, quella bellezza, per dirmi che mi a­mava. Non riesco a spiegarmelo fi­no in fondo, ma credo che questo sguardo positivo sulle cose e que­sta energia che sorregge il mio cammino mi vengano da Dio, la mia volontà da sola non bastereb­be.

Il mio corpo è pieno di limiti, ma nessun limite ferma il deside­rio di gustare ogni momento dell’e­sistenza ». Nella camera di Laura entrano ogni giorno parenti, volontari, amici vecchi e nuovi che le fanno com­pagnia. Pochi giorni fa ha compiu­to trentasei anni e per l’occasione ha ricevuto una visita inattesa: le reliquie dei coniugi Martin – i ge­nitori di Santa Teresa di Lisieux pro­clamati beati nel 2008 – , che ave­vano fatto tappa a Catania duran­te un tour in terra italiana, sono state portate nel salone dell’Unità spinale dell’ospedale da un grup­po di studenti universitari dell’as­sociazione Cappuccini di Catania. Da molte città d’Italia arrivano lettere di persone che dalla sua voglia di ricominciare hanno ri­cavato l’energia per reagire alle disavventure.

«La lettera che più mi ha commos­so è quella di un ergastolano che, dopo avere letto sul giornale della mia vicenda, mi ha scritto: io so co­sa vuol dire uccidere, privare del­l’esistenza una persona, e la forza con cui tu hai lottato per vivere

mi ha fatto capire ancora di più il ma­le che ho commesso

.

E insieme che c’è sempre la possibilità di rico­minciare,

per te come per me che starò tutta la vita in una cella».
Tra lei e il carcerato è cresciuta un’a­micizia a distanza che ha portato l’uomo a un cammino di conver­sione: il male si è inchinato al be­ne, dal dolore sono nati frutti inat­tesi di cambiamento. Il colloquio è finito, Laura ha par­lato quasi ininterrottamente per più di mezz’ora: molto per una nel­le sue condizioni di salute, poco per noi che l’abbiamo incontrata e abbiamo toccato con mano che la voglia di vivere è più forte di qualsiasi condizionamento. E può rinascere anche da un letto d’o­spedale.
(GIORGIO PAOLUCCI inviato di AVVENIRE a Catania)

“….il FAZZOLETTONE recuperato in chiesa…”

27 Giugno 2012 Nessun commento

« I l Papa mi ha detto che abbiamo fatto un grande lavoro e poi il re­sto non me lo ricordo… l’emozio­ne era tanta». Lo racconta Matteo Diacci, 27 anni, studente di ingegneria che ha conse­gnato a Benedetto XVI, a nome dei volonta­ri del gruppo Agesci di Rovereto,

il fazzolet­tone verde striato di giallo e rosso

simbolo dell’appartenenza al loro gruppo che era del loro parroco, don Ivan, morto nel crollo della chiesa di Santa Caterina d’Alessandria. «Lo ab­biamo recuperato in chiesa e lo abbiamo vo­luto donare al Papa

co­me ringraziamento

per la sua vicinanza» spie­ga Matteo.

Il lavoro dell’Agesci è stato tempestivo e pre­zioso.

«Subito dopo il terremoto ci siamo ti­rati su le maniche e abbiamo cominciato a lavorare in paese in collaborazione con un gruppo di associazioni, laiche e cattoliche, riunite in ‘Tutte insieme per Rovereto sulla Secchia’. «Per prima cosa – racconta anco­ra Matteo – poiché la colonna mobile regio­nale tardava abbiamo allestito una tendo­poli di fortuna. Qui abbiamo cominciato a prestare le prime assistenze e a preparare da mangiare». Ma non solo.

Matteo e i suoi amici hanno pensato anche ai bambini e da due settimane funziona un campo giochi pensato per loro. Un’azione che ha fatto breccia nel cuore dei compae­sani. «Tutti hanno riconosciuto l’impegno che ci siamo assunti. Mai stati così uniti», confida il caporeparto dell’Agesci di Rovere­to.

Per descrivere l’incontro con il Papa il futu­ro ingegnere usa un’im­magine molto efficace: «Un padre che va trova­re il bambino malato per fargli sentire la sua vici­nanza e il suo affetto». Anche se Matteo un rammarico ce l’ha. «A Benedetto XVI avrei vo­luto dire molto di più. Per esempio che il pae­se ha bisogno di rispo­ste e di fondamenta salde su cui rinascere. Ma avrei voluto anche chiedergli di aiutarci con la Sovrintendenza e con la burocrazia per liberare presto l’area della chiesa e del campanile e per potere riprogettare e rico­struire al più presto una chiesa-casa­comunità per tutto il paese

come l’avrebbe voluto don Ivan

. La parrocchia, per lui, non era solo la casa dei praticanti ma di tutti».
(Stefano Andrini —AVVENIRE–)

proposte …contro gli sbadigli estivi!…

14 Giugno 2012 Nessun commento

CAMPI LAVORO UMANITARI E VOLONTARIATO
I link delle organizzazioni, sia laiche che religliose, che vi proponiamo in questa pagina sono interessanti per tutti coloro che desiderano approfondire le tematiche del volontariato internazionale e svolgere una prima, anche breve esperienza nei Paesi in Via di Sviluppo, come occasione per entrare veramente in contatto con la cultura e le popolazioni locali del Paese che si andrà a visitare, oppure per chi vuole sperimentare anche in Italia un modello comunitario di vita e lavoro, in contatto con culture diverse. I campi di lavoro volontario hanno 2 tipi di finalità: da una parte vi è il lavoro, spesso manuale, all’interno della comunità; dall’altra la formazione di una cultura imperniata sui valori della solidarietà, della non violenza e della convivenza pacifica. E’ necessario iscriversi con molto anticipo perchè quasi sempre è richiesta la frequenza di incontri formativi.

http://www.africaoggi.it

Associazione cattolica, organizza campi di lavoro volontario estivi nel mese di agosto in Kenia, Tanzania, Capo Verde, presso alcune missioni. Per poter partecipare è necessario iscriversi. La partecipazione al campo non ha costi fissi, ma può essere richiesto al volontario una piccola partecipazione alle spese.
Agape – Centro Ecumenico

http://www.agapecentroecumenico.org

Organizza campi di lavoro in Italia con persone di diversa provenienza internazionale ed incontri a tema rivolti a persone di tutte le fasce di età.
Agimi Centro Albanese d’Otranto

http://www.agimi.org

Associazione senza scopo di lucro, ha come obiettivo incentivare scambi interculturali e promuovere la cooperazione tra l’Italia e l’Albania. Organizza campi sul tema della spiritualità e del dialogo interculturale presso il Centro giovanile internazionale Agimi Eurogiovani a Maglie (LE).
Afsai

http://www.afsai.it

Associazione per la Formazione, gli Scambi e le Attività Interculturali nata nel 1958. I paesi nei quali si svolgono i campi sono: Bolivia, Cina, Ecuador, Ghana, India, Kenya, Marocco, Mozambico, Nepal, Nigeria, Uganda, Viet Nam. Gli ambiti di attività dei campi sono: disabilità, ambiente, insegnamento, bambini, anziani, diritti umani, salute, cultura, sport, media.
Amani

http://www.amaniforafrica.org/amani/iniziative/campi.htm

Organizzazione non governativa riconosciuta dal Ministero degli Affari esteri impegnata particolarmente a favore delle popolazioni africane. Organizzano, ogni mese di agosto, un campo d’incontro rivolto a giovani volontari italiani (dai 18 ai 35 anni), presso le case di accoglienza per bambini di strada a Nairobi in Kenya e a Lusaka in Zambia.
Amici dei popoli

http://www.amicideipopoli.org

E’ un organismo non governativo di ispirazione cristiana che promuove esperienze di volontariato estivo della durata di un mese presso missioni.
Amici di Lazzaro

http://www.amicidilazzaro.it

Gli Amici di Lazzaro sono giovani che si occupano di aiutare i poveri, la gente di strada, gli ultimi, per la Nuova Evangelizzazione e la difesa e dignità di ogni vita. Organizza campi di lavoro e viaggi di turismo responsabile in Romania ed in Italia. Sito multilingue.
ARCI

http://www.arciculturaesviluppo.it/

Organizza campi estivi per maggiorenni in paesi di tutto il mondo in cui ha attivato progetti e iniziative di solidarietà e cooperazione internazionale. Accanto ad esperienze di condivisione del lavoro concreto, anche esperienze di animazione, di conoscenza ed alcuni workshop tematici. Il costo dei campi varia a seconda delle destinazioni: in linea di massima i campi nell’area mediterranea costeranno intorno ai 900 euro mentre per gli altri partirà dai 1600 euro.
Associazione Italia-Nicaragua

http://www.itanica.org/

Sito dell’associazione fondata nel 1979 che organizza viaggi di studio e di conoscenza, progetti di solidarietà e campi di lavoro in Nicaragua nei mesi estivi che offrono la possibilità di vivere la realtà quotidiana nicaraguese delle piccole comunità e delle zone rurali.
Associazione Terra Patria

http://www.terrapatria.org

E’ un’associazione non confessionale, apolitica e apartitica. Svolge attività di sostegno economico, alimentare, sociale e culturale a popoli bisognosi e gestisce progetti di cooperazione internazionale, di sostegno a popolazioni colpite da carestie, guerre e catastrofi naturali. Organizza campi di lavoro in Niger, Ruanda, Burkina Faso.
Caritas

http://www.caritas.it

E’ organismo pastorale finalizzato a promuovere la testimonianza della carità all’interno della comunità cristiana. Organizza campi di solidarietà-lavoro e di evangelizzazione in Italia e all’estero.
Celim

http://www.celim.org/

Organizza campi di lavoro estivi in Zambia e Mozambico, è un’esperienza di condivisione e scambio con una comunità dove si coniuga vacanza e solidarietà.
CISV

http://cisvto.org/index.php

Associazione laica di volontariato internazionale che si occupa di progetti di sviluppo nel Sud del mondo e in Italia di azioni di sensibilizzazione e di sostegno. Organizzano, in estate, campi di conoscenza e lavoro in America Latina.
Cope

http://www.cope.it/

Il CO.P.E. è un organismo non governativo di volontariato internazionale, sorto nel 1983 e federato alla FOCSIV – Volontari nel Mondo (Federazione Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontario). Organizza dei campi di lavoro in Tanzania, Tunisia e Perù nel periodo estivo (luglio/agosto).
Gruppo Yoda

http://www.gruppoyoda.org/pagine/corsi.htm

L’Associazione organizza campi di volontariato internazionale, corsi di formazione alla cooperazione e al volontariato internazionale, attività di educazione allo sviluppo e all’intercultura, documentazione video e mostre fotografiche.
Comunità Emmaus

http://www.emmaus.it/…

E’ un movimento internazionale di solidarietà. Organizza campi di lavoro in Italia ed anche internazionali, che hanno luogo in Bosnia, Belgio, Finlandia, Francia, Gran Brteagna e Portogallo.
Comunità Monastica di Bose

http://www.monasterodibose.it/…

Bose è una comunità monastica di uomini e donne provenienti da chiese cristiane diverse tra Ivrea e Biella in Piemonte. Organizza campi di lavoro presso la comunità stessa.
Comunità di Sant’Egidio

http://www.santegidio.org

Movimento di laici attivo nella comunicazione del Vangelo e nella carità a Roma, in Italia e in più di 60 paesi dei diversi continenti. Si occupa di adozioni a distanza, solidarietà (giovani, anziani, amici per la strada, persone in carcere, disabili mentali), eco-solidarietà, aiuti umanitari. Sito multilingueFocsiv Volontari nel Mondo

http://www.focsiv.org/informarvi/volesp_breve.php

Organizza campi sia in Italia che all’estero che prevedono impegno nell’animazione sociale, nell’artigianato e nella costruzione. I campi vengono organizzati in collaborazione con altre associazioni.
IBO

http://www.iboitalia.org/

E’ un organismo non governativo (ONG) che opera da più di trent’anni nel settore della cooperazione in Italia, in Europa e nei Paesi in via di sviluppo, per la condivisione e la solidarietà umana. Vengono svolte varie attività, tra le quali campi di lavoro volontario, in Italia, in Europa e nei Paesi del Terzo Mondo.
IPSIA
http:/www.ipsia.acli.it
ONG delle ACLI, organizza in estate campi di volontariato internazionale per l’animazione giovanile in Bosnia, Kosovo, Albania, Brasile, Argentina, Kenya, Mozambico, Palestina/Israele, nelle località in cui si svolgono i progetti di cooperazione dell’associazione.

La nostra famiglia

http://www.lanostrafamiglia.it/animazione_cristiana/volontariato.php

L’Associazione la Nostra Famiglia, ente non profit di ispirazione cristiana, offre ai giovani che abbiano più di 17 anni la possibilità di lavorare nei centri di riabilitazione da essa gestiti. Libera

http://www.libera.it/…

Offre esperienze di lavoro, di volontariato e di formazione civile prendendo parte ai campi di lavoro sui terreni confiscati alle mafie e gestiti dalle cooperative sociali di Libera Terra. In Piemonte, Puglia, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. Youth Action for Peace Italia

http://www.yap.it/

Organizza campi di lavoro internazionali in tutto il mondo. E’ un’associazione nazionale ed internazionale, laica, non governativa e senza fini di lucro. Il suo scopo è la ricerca delle condizioni per una pace sostenibile nel mondo, agendo principalmente attraverso la mobilità giovanile. Lunaria

http://www.lunaria.org/

Propone campi di lavoro internazionali che appartengono al circuito dell’Alliance of European Voluntary Service Organisations. Promuove l’organizzazione di campi nazionali e internazionali sui temi dell’ecologia, della pace, della solidarietà e dell’antirazzismo. Sono anche previsti progetti per teenagers. Indispensabile la conoscenza minima della lingua inglese. Mani Tese

http://www.manitese.it

Sito che propone campi di studio e lavoro rivolti a giovani tra i 18 ed i 30 anni. Si pratica la raccolta di materiale riciclabile per finanziare progetti di sviluppo nei paesi del sud del mondo, si organizzano serate, concerti, animazioni. Movimento Internazionale della Riconciliazione MIR e il Centro Studi Sereno http://www.serenoregis.org/
Le Associazioni perseguono come obiettivo la riconciliazione tra tutti gli uomini, rifiutando
qualsiasi preparazione o partecipazione alla guerra. Organizza campi estivi con l’intento
di sensibilizzare alla tematica della nonviolenza. Ai partecipanti si chiede disponibilità ad
aiutare comunità, famiglie o singoli che vivono prevalentemente in contesti rurali. Progetto Mondo Mlal

http://www.progettomondomlal.org/info/attivita/campi/it

E’ un’organizzazione non governativa di volontariato nazionale ed internazionale che propone campi di esperienza per studenti, associazioni o gruppi. Una o due settimane di full immersion in un Paese del sud del Mondo da dedicare alla conoscenza dei progetti, alla riflessione e alla formazione sui temi legati alla cooperazione internazionale e alla solidarietà tra i popoli. Route Internazionale – Pax Christi

http://www.paxchristi.it/

Il movimento cattolico internazionale per la pace organizza percorsi in diversi Paesi Europei per confrontarsi su temi collegati alla pace, alla giustizia o alla cooperazione internazionale. Propone alcune attività estive che si svolgono a Firenze, Calabria, Umbria, El Salvador, Germania, Madagascar. Servizio Civile Internazionale

http://www.sci-italia.it/

Lo S.C.I., associazione laica, organizza campi in tutto il mondo, rivolti alla realizzazione di progetti per la pace, l’ambiente, la solidarietà, la cooperazione internazionale. Il campo di lavoro dura in media due/tre settimane. Il gruppo é quasi sempre internazionale, con volontari che vengono da diversi paesi, e generalmente l’inglese é la lingua comune dei partecipanti. Universitari Costruttori

http://www.universitaricostruttori.it/

Sono un gruppo di volontari impegnati nella costruzione di edifici a favore di comunità di accoglienza, di tossicodipendenti, di disabili. Il gruppo è nato negli anni 60 nell’Università di Padova. Organizzano campi laddove viene richiesto un aiuto di tipo edilizio. Vides

http://www.vides.org/

Associazione internazionale di volontariato che si ispira al progetto educativo salesiano. Propone campi di volontariato in Italia e nel mondo. Vis

http://www.volint.it/

Sito multilingue. Organismo Non Governativo (ONG) che s’ispira ai principi cristiani di Don Bosco. Organizza esperienze di volontariato nei paesi del Sud del mondo. Per accedervi è indispensabile partecipare ai corsi di formazione. I corsi possono prevedere anche lo studio della lingua necessaria per comunicare nel paese di destinazione. Volunteering Ireland

http://www.volunteeringireland.com

Sito multilingue. Propone attività di volontariato di breve e lunga durata in Irlanda in diversi ambiti e favorisce incontro tra domanda e offerta di volontari attraverso un database interno. Volontariato per le Nazioni Unite

http://www.unv.org/

Ricerca figure professionali specializzate nel settore agroalimentare, tecnico e medico per progetti nel Terzo Mondo, per la pace e lo sviluppo. WEP

http://www.wep-italia.org

Organizzazione internazionale con sede a Torino e Milano, che propone esperienze di volontariato sociale. I partecipanti vengono inseriti in progetti umanitari coordinati da organizzazioni autoctone o ONG internazionali. L’agenzia organizza anche esperienze di volontariato ecologico nei parchi nazionali.

“le MIE camicie…”

12 Giugno 2012 Nessun commento

Dopo una vita semplice e…indaffarata di casalinga, una donna mo­rì e si trovò subito a far parte di una lunga e ordina­tissima processione di persone che avanzavano len­tamente verso il Giudice Supremo.
Man mano che si avvicinava alla mèta, udiva sempre più distinta­mente le parole del Signore.
Udì così che il Signore diceva ad uno: «Tu mi hai soccorso quando ero ferito sull’autostrada e mi hai portato all’ospedale, entra nel mio Paradiso». Poi ad un altro: «Tu mi hai fatto un prestito senza interessi in un momento in cui stavo per disperarmi, vieni a ricevere il premio eterno». E ancora: «Tu hai fatto gratuitamente operazioni chirur­giche molto difficili, aiutandomi a ridare la speranza a molti, entra nel mio Regno». E così via.
La povera donna venne presa dallo sgomento per­ché, per quanto si sforzasse, non ricordava di aver fatto in vita sua niente di eccezionale. Cercò di lascia­re la fila per avere il tempo di pensare, ma non le fu assolutamente possibile: un angelo sorridente ma de­ciso non le permise di abbandonare la lunga coda.
Col cuore che le batteva forte, e con tanto timore, ar­rivò davanti al Signore. Subito si sentì avvolta dal suo sorriso.
«Tu hai stirato tante camicie!!…hai stirato tutte le MIE camicie…mi hai portato in tavola piatti buoni e preparati con amore…mi hai tenuto la casa ordinata e bella… Entra nella mia felicità».

(A volte è così difficile immaginare quanto sia straordinario l’ordinario.)

(Bruno Ferrero— “C’è qualcuno lassù”)

…ma l’Unmik ha chiuso gli occhi…

9 Giugno 2012 Nessun commento

“Da una parte i compratori. Persone delle zone ricche del mondo. Malati, spesso cronici, in drammatica attesa di un trapianto. Dall’altra i donatori. Ragazze e ragazzi, cresciuti nella povertà più nera delle periferie moldave, turche, kazake e russe, convinti a vendere un organo per pochi soldi. In mezzo,


appollaiato come un avvoltoio

fra questi due orizzonti di disperazione, vi sarebbe stato un nutrito gruppo di chirurghi senza deontologia professionale, con qualche personalità politica a fornire le opportune coperture burocratiche.

Fino al 2008, secondo la tesi dell’accusa, il Kosovo è stato al centro di una rete internazionale di compravendita di organi umani. Il processo è oggi in corso presso la Corte di Pristina, davanti al tribunale dell’Eulex, la forza civile della Ue che dal 2008 opera per la nascita di uno Stato di diritto in Kosovo. Proprio Pristina è stato l’epicentro del presunto crimine. Nella Clinica Medicus, in teoria solo una struttura cardiologica aperta nel 2000, fino a 4 anni fa si sarebbe avuto un via vai continuo di medici, donatori e pazienti da tutto il mondo. Le “vittime” sono almeno trenta. Nove gli imputati.

Donatori e riceventi erano convocati dagli intermediari dell’organizzazione a Istanbul, punto di collegamento tra Est e Ovest e una delle capitale mondiali, già dalla fine degli anni 90, del commercio d’organi internazionale. Incontri, scambi, spostamenti, tutta l’organizzazione intorno alla Clinica Medicus è stata ricostruita in aula da un testimone canadese di 66 anni, Raul Faine, uno dei compratori di organi che a Pristina ha ricevuto un trapianto. Faine, in attesa di un nuovo rene da 12 anni, in teleconferenza da Toronto ha spiegato ai giudici di essere volato a Istanbul nel giugno del 2008. Qui, ad aspettarlo nei padiglioni dell’aeroporto, c’era Moshe Harel, figura chiave dell’inchiesta Medicus, mediatore israeliano di origine turca, terminale di un vasto network che procacciava donatori e acquirenti.

Harel, già fermato dalle autorità kosovare nel 2008 e poi scappato, è stato arrestato la scorsa settimana in Israele. Il suo ruolo di mediatore emerge nitido nella deposizione del testimone canadese che ha spiegato come Harel, in quel giugno del 2008, aveva dato appuntamento a Istanbul anche a due donne russe. Tutti e quattro si incontrarono nello scalo e poi, con lo stesso volo, partirono per Pristina. Lì raggiunsero in auto la Clinica Medicus, dove avvenne il ricovero. Le due donne finirono in un reparto. Raul Faine divise la stanza con un altro paziente tedesco, anche lui in attesa di trapianto. Poi vi fu l’intervento.

Faine ha spiegato di aver incontrato durante la degenza una delle due donne russe di Istanbul, anche lei convalescente. E di aver avuto la certezza che il rene in lui trapiantato fosse stato prelevato dall’addome della donna. Il procuratore Jonathan Ratel ha spiegato alla Corte che quelle ragazze sono solo due fra le venti “vittime” «reclutate nella clinica Medicus con la falsa promessa di una ricompensa». L’intervento è costato al sessantaseienne Faine 105mila dollari, soldi lasciati nelle mani di Moshe Harel. Ai donatori, secondo le testimonianze raccolte, sarebbero arrivati molti meno dei 15mila euro pattuiti o in alcuni casi nessun compenso.

Nella testimonianza è ritornato il nome anche di un altro personaggio chiave dell’inchiesta, il chirurgo turco Yusuf Ercin Sonmez, una vecchia conoscenza delle polizie internazionali. Sonmez, dottore dal volto spigoloso, era il medico di punta della Clinica Medicus che visitava i pazienti prima e dopo l’intervento. Arrestato a Istanbul su richiesta dell’Interpol, proprio per le accuse formulate dalla Corte di Pristina, è uscito su cauzione dopo 48 ore. Per lui un procuratore turco ha chiesto 171 anni di prigione. In patria, i giornali gli hanno cucito addosso i nomi macabri di “Dottor Frankenstein” e “Dottor Vampiro”.

Il chirurgo è al centro delle cronache da quindici anni. Da quando Istanbul, anche grazie alla sua attività clandestina, è diventata uno degli snodi del traffico d’organi. Punto di incontro tra pazienti europei ed israeliani e i donatori fatti arrivare dagli angoli più poveri della Turchia e delle Repubbliche dell’ex Urss. Il nomi di Sonmez è salito alla ribalta nel `98, quando il ministro dell’Interno romeno presentò una protesta ufficiale al consolato turco di Bucarest, perché alcuni concittadini stavano vendendo i loro reni a Istanbul attraverso una rete coordinata proprio dal “Dottor Frankenstein”.

Di lì il chirurgo è stato travolto da una serie di inchieste giornalistiche, indagini e perquisizioni che lo hanno messo all’angolo. Dalla Turchia, Sonmez ha cominciato a guardare altrove. Oggi il suo nome rimbalza nel tribunale di Pristina. Prima che per lui scattasse il mandato di arresto, il dottore era apparso pubblicamente in Azerbaigian dove, secondo fonti dell’intelligence, sarebbe stato coinvolto in operazioni di trapianto illegali nella clinica universitaria di Baku. Per la stessa attività è stato denunciato, poco prima, anche in Ucraina.

Secondo The Guardian, fonti vicine al governo kosovaro indicano Sonmez come figura chiave lungo tutto un decennio di traffici d’organi in Kosovo. Il suo nome comparirebbe già tra il 1999 e il 2000, quando membri dell’esercito di liberazione del Kosovo avrebbero imprigionato, e quindi ucciso, prigionieri di etnia serba per espiantarne ed esportarne gli organi vitali, in un capannone nel nord dell’Albania, noto come “Casa gialla”. Le operazioni sarebbero state condotte sotto il controllo del Gruppo di Drenica, una falange dell’Uck guidata da Hashim Thaçi, oggi primo ministro kosovaro.

In base a quanto riportato dal Guardian, proprio a quei tempi Sonmez sarebbe venuto in contatto con i membri del gruppo di Drenica che poi, un lustro più tardi, hanno deciso di dare il via nel neonato Kosovo al traffico dei trapianti nella Clinica Medicus. Dopo l’arresto di Moshe Harel in Israele, il chirurgo turco ha comunicato tramite il suo avvocato di essere pronto a testimoniare davanti alla Corte di Pristina. Per il processo sarebbe una svolta.

SVENIMENTO ALLA DOGANA: COSI’ SCOPPIO’ IL CASO
L’inchiesta sulla Clinica Medicus è partita quasi per caso. Una mattina del 2008 un giovane turco di 23 anni, di nome Yilman Altun, quasi svenne davanti alla polizia di frontiera di Pristina mentre era in fila all’aeroporto. Chi gli prestò soccorso s’accorse che il giovane, sotto la maglietta, nascondeva due segni freschi, all’altezza dell’addome. Ripresi i sensi, Yilman Altun disse alla polizia d’essere reduce da un intervento ai reni e raccontò della Clinica Medicus.

Scattano così le perquisizioni, la polizia irrompe nel piccolo ospedale alle porte di Pristina. Trova, sul letto d’ospedale, un israeliano di 74 anni, Bezalel Shafran, che poi ha spiegato ai magistrati di trovarsi lì per un trapianto di rene pagato 90mila euro. I laboratori di analisi sono pieni di cartelle mediche con il nome di Yusuf Ercin Sonmez.

Francesco Mandoi è l’ex magistrato dell’Eulex che per primo ha preso in mano le indagini sul caso della Clinica Medicus nel momento del passaggio di consegne fra l’amministrazione provvisoria dell’Onu, gestita dalla missione Unmik, e l’arrivo dell’Eulex, la missione dell’Ue. «Il caso era già stato aperto dall’Unmik, noi abbiamo continuato le indagini», spiega Mandoi, rimasto a Pristina tra l’aprile del 2008 e il 2010, oggi procuratore aggiunto della Procura distrettuale antimafia.

Già dalle prime battute, ricorda Mandoi, l’inchiesta si è allargata a scenari internazionali: «I malati alla ricerca di un trapianto entravano in contatto con l’organizzazione di trafficanti d’organi attraverso Moshe Harel. Nell’ipotesi accusatoria, questo israeliano di origini turche era il terminale di una complessa rete organizzativa che trovava donatori e riceventi». Il magistrato, durante il suo servizio nell’Eulex, ha anche fornito informazioni al senatore svizzero Dick Marty, autore di un rapporto sul traffico d’organi in Kosovo e sulle relative responsabilità dell’Uck.

Inchieste giornalistiche hanno rivelato che però le indagini su quanto avvenuto a Pristina fino al 2008 sarebbero potute cominciare anche prima,

se l’Unmik non avesse deciso di chiudere gli occhi.

Nel libro Lupi nella nebbia. Kosovo: l’Onu ostaggio di mafie e Stati Uniti, i giornalisti Giuseppe Ciulla e Vittorio Romano hanno dimostrato, con tanto di documenti ufficiali pubblicati, che pesanti sospetti gravavano sulla clinica Medicus già prima del 2008.

Investigatori della Fiu (la Financial Investigation Unit, un’unità specializzata interna all’Unmik) si erano accorti che in quell’ospedale venivano fatte richieste eccessive di plasma alla banca del sangue di Pristina. A più riprese la Fiu invitò così le Nazioni Unite a indagare. Ma nulla fu fatto, fino a quando il giovane turco Yilman Altun non perse i sensi all’aeroporto di Pristina.

Il procuratore Carla Del Ponte – che per prima, come magistrato per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia, già nel 2000 aveva cominciato a investigare sul traffico d’organi in Kosovo – non ha mai smesso di denunciare le difficoltà incontrate:

«Solo un’inchiesta sotto il mandato delle Nazioni Unite potrebbe fare luce su questo caso»,

ha detto Del Ponte in un’intervista al settimanale serbo Nedeljnik. «Non c’è volontà politica di chiarire la vicenda anche perché la situazione in Kosovo è ancora molto fragile – ha aggiunto –. La Procura non ha potuto indagare per i numerosi ostacoli. Nato e Unmik ci hanno negato l’accesso a importanti documenti».
(Marco Benedetelli —AVVENIRE—)

DALLE METROPOLI AI PICCOLI CENTRI

8 Giugno 2012 Nessun commento

“Una festa della fede, una sorta di «catechesi popolare» che si lega alla storia di numerose città. Il Santissimo Sacramento esce dalle mura delle chiese per abitare le vie e le piazze attraverso le processioni, che in molti casi sono accompagnate dalle tradizionali «infiorate».

Oggi 7 GIUGNO 2012 la Chiesa celebra il Corpus Domini, una solennità relativamente recente, istituita nel 1264 da papa Urbano IV con la bolla Transiturus de hoc mundo e firmata in seguito al miracolo di Bolsena dell’anno precedente, quando un sacerdote boemo, assalito dai dubbi sulla reale presenza di Cristo nell’Eucaristia, celebrando la Messa vide sgorgare sangue dall’ostia.

Dalle metropoli ai piccoli centri questa solennità, in cui il mistero del pane spezzato viene proposto all’adorazione e alla meditazione, chiama a raccolta migliaia di fedeli. Oggi a Roma, alle 19, Benedetto XVI celebrerà la Messa sul sagrato di San Giovanni in Laterano, per poi presiedere la processione che, percorrendo via Merulana, arriverà fino alla basilica di Santa Maria Maggiore.

A Milano la ricorrenza liturgica quest’anno rappresenterà anche un’occasione di ringraziamento per le ricche giornate del VII Incontro mondiale delle famiglie. Oggi, dopo la Messa delle 20 nella Basilica di San Carlo al Corso presieduta dal cardinale Angelo Scola, partirà la processione che passerà per le vie del centro storico e si concluderà in Duomo.

A Torino, invece, il Corpus Domini coincide con l’anniversario del miracolo eucaristico del 6 giugno del 1453 quando, in seguito a un furto in una chiesa, un’ostia consacrata si sollevò dalla sacca di un mulo e rimase sospesa in cielo. Ieri sera l’arcivescovo Cesare Nosiglia ha celebrato in Cattedrale la Messa a cui poi è seguita la processione.

In Emilia Romagna la celebrazione è condizionata dagli eventi sismici delle ultime settimane. Proprio a causa del terremoto a Bologna l’Eucaristia, presieduta dal cardinale Carlo Caffarra, si svolgerà stasera nei cortili dell’Istituto salesiano. Con molte chiese storiche danneggiate e dunque inagibili, nell’arcidiocesi di Modena-Nonantola la celebrazione il Corpus Domini si terrà stasera nella parrocchia di Gesù Redentore. Seguirà una breve processione eucaristica che sarà dedicata in modo particolare alle vittime del sisma. La Chiesa di Ferrara-Comacchio ha scelto invece di celebrare la solennità nella “piccola” Copparo, perché soprattutto in questi momenti difficili, è importante che la comunità capisca come nel territorio dell’arcidiocesi non esistano né centri né periferie.

A Firenze stasera il cardinale Giuseppe Betori guiderà la processione con l’Eucaristia che partirà dalla cattedrale di Santa Maria del Fiore per concludersi in Santa Maria Novella. Nella Chiesa di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, a causa di alcuni cantieri presenti nel centro storico del capoluogo lucano, la tradizionale processione presieduta dall’arcivescovo Agostino Superbo subirà dei cambiamenti di percorso, ma vedrà come sempre una grande partecipazione di fedeli.

In alcune zone di Lazio, Umbria e Molise il Corpus Domini si intreccia anche con le dimensioni culturali e artistiche. A Campobasso, ad esempio, domenica si terrà la tradizionale sfilata dei «misteri», con il passaggio per le vie della città di tredici carri portati a spalla su cui sono rappresentate «scene sacre». Novità di quest’anno, annunciata dall’arcivescovo di Campobasso-Bojano Giancarlo Maria Bregantini, la «Tenda dell’Eucaristia» con la distribuzione della colazione e del pranzo a tutti i poveri e i disagiati che si recheranno nel capoluogo molisano in occasione della solennità.

Non mancheranno in molti comuni le caratteristiche «infiorate». Allestimenti di tappeti colorati e profumati che vanno a formare dei veri e propri quadri naturali. La tradizione, nel segno della devozione popolare, si rinnova ogni anno in molti comuni laziali, da Bolsena a Gerano. In queste località i maestri infioratori si cimentano in creazioni artistiche utilizzando petali di garofano, la ginestra per “fare” il giallo e la cosiddetta «finocchiella» per il verde. Tra gli appuntamenti storici e più conosciuti c’è senz’altro quello di Spello, in Umbria, dove domenica gli organizzatori si metteranno a lavoro già dalle prime luci dell’alba per realizzare ben 60 opere. Come ogni anno, tra sabato e domenica, si riempirà di colori e profumi anche il borgo di Torricella Sicura, dove si svolgerà un’infiorata ormai entrata nel cuore di tanti fedeli della diocesi di Teramo-Atri.

Un’infiorata meno conosciuta, ma quest’anno particolarmente sentita, è quella di Brugnato, borgo di 1.200 anime in provincia di La Spezia. Qui gli effetti dell’alluvione dell’ottobre scorso sono ancora visibili, le attività commerciali fanno fatica a risollevarsi e la solennità del Corpus Domini è richiamo di speranza.
(Luca Mazza—AVVENIE 8.6.12)

da terremotata a volontaria

6 Giugno 2012 Nessun commento

Da terremotata a volontaria della Protezione civile. La serenità di Sharon Caradonna, 23 anni, è una medicina per chi oggi non ha casa e barcolla tra la paura e la disperazione. Basta percepire quell’entusiasmo per capire:

ricostruire una vita si può.

«All’Aquila – ricorda – mi salvai solo perché, dopo il primo terremoto, andai a dormire da mia madre. La casa che avevo lasciato crollò alla seconda scossa, senza me dentro». La vita era salva, ma da riorganizzare. Anche perché, tra i tanti locali che finirono in macerie, ci fu anche il bar in cui Sharon lavorava. Come le centinaia di operai emiliani che, oggi, si ritrovano senza casa e con la fabbrica distrutta, la giovane abruzzese era confusa e disorientata. C’era da piangere, e tanto. Ma anche da rimanere sorpresi di fronte all’arrivo di un esercito pacifico di volontari con la pettorina gialla e la scritta “Protezione civile”. «Arrivavano da ogni città – racconta Sharon –: Milano, Roma, Napoli. Anche dall’Emilia. Per aiutarci. Grazie a loro, sentivamo che tutta Italia ci era vicina». Tre anni dopo, non ci ha pensato due volte e ha preparato lo zaino: «Era arrivata l’ora di ricambiare l’affetto e il sostegno che abbiamo avuto durante i momenti più difficili». A San Carlo, nel Ferrarese, la terra sembra bollire più del caffè che Sharon prepara agli sfollati. La Protezione civile aquilana, assieme a quella di Viterbo, ha fatto del centro sportivo una vera e propria tendopoli: chi prima era costretto al sacco a pelo ora ha un letto, e non è poco. A Cavezzo, il paese in provincia di Modena cancellato dal terremoto di una settimana fa, la colonna mobile dell’Abruzzo – 50 uomini e 25 mezzi – ha subito preparato 300 posti in tenda e installato una cucina all’esterno del campo per fornire 1000 pasti al giorno. Gli emiliani ringraziano, e si chiedono: finiremo dimenticati anche noi? Non c’è risposta, solo un lavoro che non finisce mai: sistemare la rete elettrica per dare illuminazione alle tende, coprire il prato di ghiaina per scongiurare gli allagamenti, chiamare da Altino (Chieti) un ospedale da campo con autolettiga e personale medico. Un container inviato da Giulianova a Carpi si trasforma in farmacia, sostituendo le tante rese inagibili dal sisma. E chi non può unirsi ai volontari della Protezione civile non si risparmia comunque: Confindustria e sindacati si uniscono nella raccolta fondi. Un popolo che potrebbe pensare a se stesso – e ne avrebbe tutto il diritto – ha il cuore in Emilia. Uno sforzo gigantesco; non abbastanza, purtroppo, per garantire un ritorno alla normalità a chi la scorsa settimana ha perso la casa. «Sono due situazioni molto diverse – riprende Sharon –. Il terremoto dell’Aquila ha causato centinaia di morti. In Emilia però continuano a esserci scosse molto forti. E, a San Carlo in particolare, le case continuano a sprofondare». Chi arriva per la prima volta nella piccola frazione di Sant’Agostino può avere perfino la sensazione di trovarsi in una località della riviera, vista tutta la sabbia finita sui marciapiedi: la spiaggia, quella vera, è lontana 70 chilometri. Si divertono i bambini, e solo loro; la perdita del sottosuolo interroga i geologi e spaventa i residenti. Fa paura quasi come l’ennesima scossa, potente e minacciosa (il termine “assestamento” non tranquillizza affatto: ricorda semplicemente che ne possono arrivare altre più forti). Ogni volta è un colpo al cuore, soprattutto per i vecchi del paese. Sharon esce dalla cucina: «Signora, vuole qualcosa?». Un caffè, grazie. Magari con il sapore della speranza.
Lorenzo Galliani
(AVVENIRE—06.06.2012)

“…mi accorgo che..”

5 Giugno 2012 Nessun commento

«In carriera ho cantato 72 ruoli ma la felicità l’ho trovata nella fede»

A settant’anni compiuti po­trei raccontarti dei «72 ruoli che ho cantato in 45 anni di carriera» o di quella volta che «giovanissimo, mi presentai a un concorso di musica leggera: in gara c’era anche Gianni Morandi. Cantai

Musica proibita

con la mia voce da baritono: ricevetti solo un applauso e il presentatore mi congedò con un lapidario “Forse ha sbagliato con­corso” ». Invece Leo Nucci – che mer­coledì tornerà al Teatro alla Scala con

Luisa Miller
di Verdi e tra una repli­ca e l’altra correrà a Busseto dove è presidente della giuria della 50ª edi­zione del Concorso internazionale voci verdiane – ti spiazza raccon­tandoti che «guardando a quello che ho fatto mi accorgo che laddove mi sono sforzato di vivere in pienezza quello che c’è scritto nel Vangelo la vita è stata migliore».

È tempo di bilanci, maestro Nucci?

Tempo di ringraziamenti. Ringrazio il Signore – un esercizio che compio quotidianamente – per quello che mi ha dato, per quello che sono, con­vinto non come in molti pensano che si vive una volta sola – e che quindi tutto è lecito –, ma che si muore una volta sola e che si vive o­gni giorno. E che dunque la vita de­ve essere un continuo cammino ver­so la santità, quella che si pratica nel quotidiano, nel rapporto con gli al­tri, nell’onestà sul lavoro.

Parole che oggi sembrano fuori mo­da, specie in un mondo, quello del­la musica, che a molti sembra go­vernato da competizione e prota­gonismo.

Per questo me ne tengo lontano. Vi­vo serenamente la mia quotidianità. E non dimentico da dove vengo: non mi vergogno di dire che all’inizio per guadagnarmi il pane ho cantato nel­le osterie, nelle sale da ballo e sulle navi. E mi dispiace sentire colleghi che, pur avendo fatto la stessa espe­rienza, negano. Perché nascondere le proprie radici?

Le sue dove affondano?

Nell’esperienza di fede che mi han­no fatto vivere i miei genitori e i miei nonni. Un’esperienza che ha anche attraversato momenti di buio e di dubbio. Ma che mi ha anche soste­nuto nel momento della sofferenza e del dolore. Un dono che condivi­do con mia moglie Adriana con la quale sono sposato da quarant’an­ni. Mi segue ovunque, nelle prove e nelle recite. La fede mi ha insegna­to che la vita ha bisogno di regole: oggi un’etica, un rispetto di se stes­si – e pensare solo al successo non è rispetto di se stessi – è quello che manca alla musica. Anche per que­sto molte carriere di giovani cantanti promettenti finiscono subito.

Sarà questo, allora, il consiglio che darà ai giovani del Concorso voci verdiane?

Dirò loro di leggere le lettere e il te­stamento di Verdi, perché è da que­gli scritti che si comprende che Ver­di mette nelle sue opere la vita: per questo ancora oggi è modernissimo. Verdi è parola scenica, è teatralità della voce. Ecco perché tra i giovani concorrenti cercherò il cantante che mi faccia venire i brividi, che mi tra­smetta l’intensità che Verdi mette nelle sue opere. Che è poi quello che cerco di fare ogni volta che salgo sul palco: l’emozione del momento supportata, però, da un lungo lavo­ro di studio e di un continuo ap­profondimento.

Scoprirà la nuova Callas e il Pava­rotti di domani o pensa sia impre­sa impossibile?

Le voci ci sarebbero. Il problema è che si bruciano subito perché sba­gliano il repertorio, perché i giovani, certo mal consigliati, pensano che tutto sia uguale: non è pensabile cantare oggi Traviata e domani To­sca.

Perché cantare di tutto? Per fa­re un record? Io dico no.

Questo il segreto per essere ancora in scena a settant’anni?

Il segreto è di prendere questo lavo­ro sul serio, come occorre fare con tutto quello che si fa nella vita. Oc­corre studiare quotidianamente per­ché la musica ha bisogno di solide basi: se non sai grammatica e sin­tassi come fai a scrivere? Lo stesso nel canto.

Anche per questo prepara un’Acca­demia verdiana a Busseto?

Ci sono progetti, incontri a livello politico per quella che dovrebbe es­sere un’università del canto verdia­no che riunisca allievi, ma anche stu­diosi della musica e del pensiero del maestro. Lo vedo come un dovere dell’Italia per tutelare un nostro pa­trimonio: non è un caso che un ter­zo delle opere che si danno nei tea­tri di tutto il mondo è di Verdi. E quando c’è lui in cartellone il tutto esaurito è garantito.
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Il grande baritono sarà presidente della giuria del 50° Concorso internazionale voci verdiane di Busseto: «Oggi ai giovani cantanti servono regole e umiltà»
(Pierachille Delfini –AVVENIRE–03.06.12)

ti aspettiamo!! vieni?

4 Giugno 2012 Nessun commento


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Comunicato stampa n: 5
Data: Lunedì, 4 Giugno, 2012
Presenti gli sportivi Minotti e Santangelo

Entrando nel’ultima settimana del Pellegrinaggio Macerata-Loreto si concretizzano sempre più indicazioni, novità e presenze al gesto di sabato prossimo 9 giugno. Le adesioni continuano ad arrivare nella sede di piazza Strambi a Macerata: superati i 150 pullman da tutta Italia.

Numerose anche le intenzioni di preghiera, come l’ottenere una grazia per guarire da una malattia alla richiesta di un aiuto per un esame da sostenere. C’è anche chi si… affida alla Madonna per un’invocazione particolare alla Nazionale Italiana in volo per l’avventura degli Europei, dopo i tanti veleni del calcio scommesse.

Intanto questa settimana sarà benedetta dal Papa la fiaccola della pace, esattamente mercoledì 6 giugno dopo l’udienza in piazza S. Pietro. Il gruppo della fiaccola composto da circa 20 atleti appartenenti a gruppi sportivi marchigiani e pugliesi che si alterneranno in staffetta nella corsa da Roma a Macerata, verrà integrato lungo il percorso dalle società sportive podistiche presenti nelle città attraversate dalla fiaccola, in modo particolare la Società Amatori di Terni e la Bracaccini di Osimo. Il primo giorno, il 6 giugno, i tedofori percorreranno 104 chilometri, raggiungendo in serata Terni, poi il 7 giugno arriveranno a Perugia nella Cattedrale di S. Lorenzo, mentre l’8 dopo una sosta presso la tomba di S. Francesco in Assisi, varcherà il confine marchigiano per approdare a S. Severino. Infine sabato 9 giugno l’arrivo in serata allo stadio Helvia Recina di Macerata, prima della partenza del Pellegrinaggio per un totale di 311 chilometri! Anche quest’anno collaboreranno nell’organizzazione della Fiaccola il Centro Sportivo Italiano ed il Centro Giovanni Paolo II di Loreto e ci sarà anche il patrocinio dell’Ufficio Nazionale della Pastorale Giovanile e dell’Ufficio Nazionale Sport della Cei.

Tra le testimonianze previste allo stadio e durante la notte, quella di Claudio Bottini, un bancario di Milano con una riflessione sul tema di quest’anno della 34° edizione, ovvero “Cristo è qualcosa che sta accadendo ora”, mentre nel cammino interverranno gli sportivi Lorenzo Minotti, ex nazionale azzurro di calcio, ora dirigente cesenate, Mara Santangelo, ex tennista azzurra, lo scrittore Fabio Salvatore, da oltre 10 anni alle prese con una terribile malattia e che anche quest’anno, dopo l’esperienza dell’anno scorso, ha deciso di incamminarsi per chiedere l’ennesima grazia alla Madonna.

—————————————vedi www.pellegrinaggio.org (per le informazioni!!!!)

“..l’importante è capirla, amarla, viverla…”

3 Giugno 2012 Nessun commento

“Prendi un sorriso e regalalo a chi non l”ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole e lancialo là dove regna la notte.
Scopri una sorgente e immergi in essa chi vive nel fango.
Prendi il coraggio e infondilo nell”animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita e raccontala a chi non sa capirla.”
Forse c”è un pizzico di enfasi, legato alla cultura da cui queste parole provengono, quella indiana. Tuttavia il monito di Gandhi che ho sopra citato lascia nell”anima un fremito di autenticità. Noi non sappiamo di avere in noi stessi delle straordinarie potenzialità che spesso lasciamo rinsecchire non portandole a compimento. Perché non donare qualche volta di più un sorriso a una persona cupa e sola? Perché non spalancare la finestra dell”anima e far irrompere un raggio di luce che squarci il corruccio, il malumore, la grettezza? Perché non donare la freschezza dissetante e purificatrice dell”acqua del perdono, della fiducia, della speranza? Perché non aver vergogna di piangere e insegnare ad altri a non tenersi dentro il grumo di amarezza e di acredine o a spogliarsi della gelida corazza dell”indifferenza e dell”insensibilità? Perché non infondere coraggio a chi si sta lasciando andare lungo la china della disperazione? L”ultimo appello di Gandhi è forse quello riassuntivo: dobbiamo scoprire che la vita è una realtà grande e mirabile, nel bene e nel male: l”importante è capirla, amarla e viverla.

«Chi non stima la vita, non la merita»,

scriveva Leonardo da Vinci
(Gianfranco Ravasi)