Archivio

Archivio Ottobre 2014

non possiamo voltarci dall’altra parte!

29 Ottobre 2014 Nessun commento

Ciao,
ti scrivo con la massima urgenza per invitarti a sottoscrivere questa nuova petizione di CitizenGO

<blockquote>(http://citizengo.org/it/12626-ultimo-appello-asia-bibi),

che chiede all’ambasciatore americano in Pakistan Richard Olson di adoperarsi in ogni modo per la liberazione immediata di Asia Bibi, la donna condannata a morte a causa della sua fede cristiana.

Negli scorsi mesi, CitizenGO ha raccolto più di 100.000 messaggi di affetto e vicinanza per Asia, che sono stati consegnati alla famiglia della donna dal nostro presidente Ignacio Arsuaga lo scorso maggio (i video del viaggio sono disponibili alla pagina della petizione). Abbiamo sostenuto i familiari e gli avvocati di Asia in vista della sentenza d’appello, pronunciata lo scorso 16 ottobre.

Purtroppo, la sentenza d’appello ha confermato la condanna a morte. Voglio riportare qui la traduzione letterale di un messaggio che abbiamo ricevuto dagli avvocati di Asia, che descrive esattamente quanto accaduto durante il dibattimento:

“Non appena il dibattimento processuale ha avuto inizio, alcuni mullà (l’equivalente musulmano dei preti) hanno sfilato uno ad uno davanti alla corte. In 10-15 minuti ne sono stati fatti entrare 20. [...] I giudici hanno cancellato tutte gli altri interventi, lasciando loro solo un piccolo spazio per le arringhe, e hanno ascoltato decine di interventi dei mullà.”

Non è difficile vedere come l’esito del processo sia stato completamente falsato. Una donna cristiana accusata (falsamente) di blasfemia non può essere giudicata in modo imparziale quando il dibattimento viene incentrato solo sulle dichiarazioni di decine di autorità religiose musulmane.

Asia ha accolto la notizia della conferma della condanna a morte con parole di incredibile fede e speranza:

“”Guardo la Croce di Cristo, nella certezza che molti fratelli e sorelle di tutto il mondo si trovano nelle vicinanze e pregano per me.” “<

Prego e spero che un giudice riceva la luce di Dio e abbia il coraggio di vedere la verità.”
Ora Asia e i suoi avvocati hanno tempo 30 giorni per far ricorso alla Corte Suprema. Le speranze che l’ultimo grado di giudizio cambi le sentenze già emesse sono minime, soprattutto tenendo conto del clima di intimidazione e di totale faziosità in cui si è svolto il processo di appello.

L’ultima speranza per salvare Asia Bibi è chiedere una mobilitazione diplomatica agli Stati Uniti, l’unico Paese che può influenzare in modo decisivo il governo e i giudici pakistani.

Ogni volta che un utente firmerà questa nostra petizione (http://citizengo.org/it/12626-ultimo-appello-asia-bibi), il nostro sistema invierà una email all’ambasciatore americano ad Islamabad, Richard Olson, chiedendogli di adoperarsi per salvare la vita di Asia Bibi.

Sono certo che anche tu vorrai dedicare pochi secondi del tuo tempo per questa nobilissima causa, firmando la nostra petizione . questo è l’indirizzo:

http://citizengo.org/it/12626-ultimo-appello-asia-bibi
Dopo aver firmato, è importantissimo che tu diffonda questa iniziativa tra i tuoi contatti e amici. Puoi farlo via Facebook, Twitter o Gmail (con i pulsanti che visualizzerai dopo la firma) o puoi inoltrare direttamente questo mio messaggio tramite il servizio di posta elettronica che utilizzi solitamente.

I sottoscrittori di CitizenGO, più di 1.6 milioni di cittadini provenienti da tutto il mondo, hanno fatto tantissimo in favore dei cristiani perseguitati:

La petizione di Aleteia ha raccolto circa 300.000 firme per chiedere alla Lega Araba un aiuto concreto ai cristiani dell’Iraq.
La campagna della Fondazione “Novae Terrae”, indirizzata alle istituzioni europee e riguardante politiche di asilo e ricongiungimento familiare per i cristiani perseguitati, ha superato le 200.000 firme, consegnate nelle scorse settimane a varie autorità istituzionali a Strasburgo e Bruxelles.
L’iniziativa di CitizenGO per la liberazione di Meriam ha raccolto più di 310.000 firme, contribuendo in modo decisivo nella soluzione favorevole del caso.
Questi risultati non sarebbero mai stati possibili senza il piccolo gesto di ognuno dei firmatari delle petizioni di CitizenGO. Persone come te, maria giuseppina, che hanno dedicato pochi minuti del loro tempo a firmare le nostre campagne e a condividerle ad altri amici. Grazie davvero di cuore per tutto questo.

Una semplice firma può fare moltissimo per chi chi vive lontano da noi e vede minacciata la propria vita a causa della fede cristiana. Lo abbiamo dimostrato in tante campagne negli scorsi mesi. Ogni firma rappresenta una goccia nel mare, ma il mare è fatto di gocce, e di nient’altro.

Ora abbiamo di fronte a noi una nuova ingiustizia e non possiamo voltarci dall’altra parte. Asia, insieme con la sua famiglia, sta affrontando l’angoscia per una sentenza di morte imminente e apparentemente definitiva. Forse possiamo fare qualcosa per lei, e non ci costa nulla. Non lasciamola sola.
Grazie per il tuo sostegno e la tua partecipazione alle nostre campagne.
A presto,
Matteo Cattaneo e tutto il team di CitizenGO

——

e questo!! dai 4 anni di età!!!

27 Ottobre 2014 Nessun commento

La sezione europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha (avrebbe!!!) da poco rilasciato il documento “Standard per l’educazione sessuale in Europa”, che intende orientare e dirigere l’insegnamento dell’educazione sessuale per i bambini dai 4 anni. Il testo risulta inadatto e pericoloso per varie ragioni: innanzitutto incoraggia l’introduzione di comportamenti sessuali moralmente discutibili a partire dalla primissima infanzia (ad esempio, propone la masturbazione infantile, la scoperta del corpo proprio e altrui tramite il “gioco del dottore” a 4 anni, l’esplorazione di relazioni tra individui dello stesso sesso” prima dei 6 anni).
In secondo luogo, il documento è interamente orientato alla promozione e alla propagnda dell’ideologia gender, secondo una scelta che non ha nulla di scientifico ma che risponde a evidenti esigenze ideologiche.

Inoltre, il testo è orientato a una concezione semplicistica e materialistica della vita sessuale, subordinando l’esperienza affettiva e relazionale alle nozioni meramente biologiche e anatomiche apprese nella prima infanzia e trascurando la problematicità etica tipica della sfera sessuale come di ogni agire umano.

Da ultimo, come mostrato in questo articolo apparso su

ilsussidiario.net

il documento

non è stato redatto dall’ufficio europeo dell’OMS

nè dalla sede centrale di questa organizzazione, ma in realtà è stato composto da un gruppo ristretto di “specialisti” collegati a enti come il BZgA (associazione tedesca che qualche anno fa ha pubblicato un opuscolo a favore della pedofilia) e l’International Planned Parenthood Federation (la principale lobby abortista).

In conclusione, non solo il documento risulta inaccettabile da un punto di vista contenutistico, ma rappresenta addirittura un tentativo di far passare le teorie e le proposte pratiche proprie di alcuni gruppi di interesse come indicazioni neutrali emesse dall’OMS. Si tratta di un vero e proprio falso, di un testo che arreca sulla copertina il logo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ma che è stato scritto da soggetti autonomi e assolutamente faziosi.

Per queste ragioni, chiediamo alla dottoressa Margaret Chan, direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, di ritirare immediatamente il documento in questione.

(http://www.citizengo.org/it/443-ritiri-il-documento-standards-sexuality-education-europe)

_________

dopo 274 anni

25 Ottobre 2014 Nessun commento

Sono ancora incorrotte, da quel 14 agosto 1730 quando vennero rubate dalla basilica di San Francesco, per poi essere ritrovate tre giorni dopo, in pessimo stato, nella cassetta delle elemosine di Santa Maria in Provenzano. Le 223 ostie del miracolo eucaristico di Siena – uno dei più noti e venerati al mondo – sono come appena consacrate, «incontaminate», come se il tempo (274 anni) non fosse passato: a rivelarlo è un’analisi scientifica, autorizzata dalla Congregazione per la dottrina della fede, disposta dall’arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino monsignor Antonio Buoncristiani e condotta da una commissione di esperti della quale ha fatto parte anche un ricercatore del Cnr. Le ostie sono state sottoposte con ogni cautela a una serie di test con strumentazione specifica (tra gli altri, è stato usato anche un microscopio digitale) non rilevando alcuna crescita microbica sia dopo 7 giorni dal campionamento sia dopo 14. In altre parole, le particole venerate a Siena sono incorrotte. Un fenomeno scientificamente inspiegabile trattandosi di composti che vanno incontro a una naturale decomposizione per l’attacco di muffe e batteri che, invece, sulle sacre specie senesi sembrano non avere alcun potere. La ricognizione è stata effettuata alla vigilia dell’Anno eucaristico indetto dall’arcivescovo Buoncristiani (1° novembre 2014-4 ottobre 2015), durante il quale Siena si aprirà ai pellegrinaggi. Papa Francesco ha concesso l’indulgenza plenaria a quanti «alle dovute condizioni si recheranno devotamente in adorazione delle SS. Particole – si legge in una nota della Chiesa senese – tanto nella Basilica di San Francesco quanto in tutte le chiese dell’Arcidiocesi nelle quali il Miracolo Eucaristico sarà esposto alla pubblica adorazione».
(AVVENIRE 24 ottobre 2014)

Luca e una manina assente

16 Ottobre 2014 Nessun commento

Dopo tanti anni, ormai trenta, di presenza all’interno della Clinica Mangiagalli, riesco ancora a meravigliarmi per le cose strane e impreviste che la vita riserva.
Giovedì mattina.
Sull’agenda è segnato un appuntamento con una signora che non conosco ma che dice di avere un gran bisogno di parlare con me.
Per natura mia e per metodo di lavoro, accetto sempre di incontrare chi me lo chiede.
Alle 11 arriva dunque Silvia, una deliziosa signora che, sicuramente, non può essere una donna incinta.
Il suo è un racconto pacato:
Sono la nonna di Luca, il bambino più piccolo di mia figlia.
Laura, la mamma, ha accettato di fare esami di diagnostica prenatale in tempi molto anticipati.
La probabilità della sindrome di Down spaventa tutti in modo sproporzionato. Mia figlia e mio genero ne erano terrorizzati.
La mappa cromosomica derivata dalla ricerca, però, aveva dato risultati confortanti: Luca non era un bambino down.
Di tante cose le persone non sanno!
Almeno cinque gravidanze su cento danno esiti infausti che non possono essere indagati con i mezzi a disposizione perché le malattie rare sono moltissime e pressoché sconosciute.
Il piccolo bimbo cresce nel grembo della sua mamma e solo all’ecografia morfologica prevista attorno al quinto mese, si scopre che ha una manina sola.
Nel tempo che resta per arrivare al parto, Laura e il marito interpellano i più grandi esperti del settore; forse si potrà fare qualcosa.
Le risposte sono tutte negative: per Luca non ci saranno possibilità.
La nascita avviene normalmente ma la manina sinistra non c’è. Attaccate al polso, ci sono solo piccole protuberanze.
Luca cresce come un bambino felice molto amato dai genitori, dal fratellino e dai nonni.
Silvia, però, non si dà pace!
“Guardo Luca e continua a tornarmi un certo senso di ribellione verso questa società che si sente padrona di programmare la vita, la morte, la buona salute, l’accettazione, la negazione, …! Quell’esame prenatale così precoce per la cui esecuzione occorre prelevare qualche parte di tessuto da analizzare può aver causato questa malformazione. Sono stata a parlare con il professore che ha seguito a suo tempo le mie gravidanze, un luminare della materia, anche lui ha confermato, senza essere un genetista, che in effetti potrebbe essere successo proprio così.”

Oggi Luca ha tre anni e per lui la vita si è fatta un po’ più difficile.
E’ iniziata la scuola materna e lui è dovuto uscire dal suo nido accogliente e protettivo.
Si sa come sono i bambini; senza volerlo sanno anche fare del male. Luca viene un po’ preso in giro per la manina che non c’è; quando viene deriso risponde con fierezza:
“io ho una manina grande e una manina piccola.”

Silvia, la nonna, non riesce a darsi pace:
“sono venuta da lei perché vorrei trovare il modo per dire a tutte la mamme che si lasciano convincere sulla bontà della diagnostica prenatale, soprattutto quella molto anticipata, che in questo modo possono danneggiare per sempre il loro bambino.
Mi rendo disponibile insieme a lei per raccontare questa nostra storia alle donne indecise e piene di mille paure.
Un figlio è un figlio, sempre e comunque.”

Ora con Silvia stiamo cercando la “verità” interpellando esperti di genetica.
Certo che se la manina sinistra di Luca si fosse NON formata a causa di questo esame diagnostico, ci sarebbe da riflettere!

(Cultura Cattolica.it socio di SamizdatOnLine9

_____________

accanirsi contro i più deboli.Fortezza?

15 Ottobre 2014 Nessun commento

Nei primi anni Sessanta, la parola bullo era ancora al di là da venire. C’erano i prepotenti e le loro vittime, e i primi provavano una gioiosa eccitazione nell’accanirsi contro i più deboli. Tutta la mia infanzia è stata un’angosciosa fuga dalla violenza dei forti, degli astuti, dei sadici. Il mondo dei forti desidera sempre cancellare il sospetto che esista un modo diverso di porsi in relazione con l’altro, la gerarchia del branco è geneticamente e onnipresentemente viva. Ai giorni nostri il problema – grazie ai milioni di ore di spazzatura visiva calata dalla Tv e da internet nelle teste e nei cuori dei bambini – il problema è diventato di straordinaria gravità. Se una volta il modello di riferimento erano le torture degli Apaches, ora i modelli da emulare vanno dal camorrista, al serial killer, al maniaco sessuale. Sporcare, umiliare, cancellare ogni forma di diversità. Dove diversità, il più delle volte, non sta nell’identità sessuale, ma piuttosto nella dolcezza dell’anima. Avere dentro un’inquietudine, un’apertura verso ciò che è misterioso, grande e bello, o vivere soltanto con il basso orizzonte della propria cintola. L’eterna lotta, ma sempre più impari perché, alla maggior parte degli agnelli, ormai è stato sottratto l’unico vero conforto, quello dell’Agnello.
Susanna Tamaro AVVENIRE 15.X.14

“….per loro era un gioco!!..”

10 Ottobre 2014 Nessun commento

In tre, tutti giovani, lo hanno preso in giro perché era grasso. Poi, uno di loro lo ha bloccato, gli ha abbassato i pantaloni e soffiando con un tubo d’aria compressa gli ha provocato lacerazioni nell’intestino. La vittima è un quattordicenne in gravissime in ospedale a Napoli. Un giovane di 24 anni è stato arrestato, due suoi coetanei denunciati.

Tentato omicidio. È accusato di tentativo di omicidio il giovane di 24 anni, V.I., che ha seviziato con una pistola d’aria compressa in un autolavaggio, nel quartiere di Pianura a Napoli, un ragazzo di 14 anni ora ricoverato in pericolo di vita nell’ospedale San Paolo. Gli altri due giovani che si trovavano con lui, A.D., e V.E., anche loro di 24 anni, dopo aver preso in giro con il loro amico il quattordicenne perché grasso, non avrebbero partecipato alla violenza. Sono stati denunciati a piede libero per concorso in tentativo di omicidio.

Il bollettino medico.Ha trascorso la notte in rianimazione.
L’ultimo bollettino medico di ieri sera descriveva le sue
condizioni come stabili ma gravi, dopo un intervento chirurgico
di oltre 7 ore e l’asportazione del colon lacerato in troppi
punti. C’è attesa ora per il bollettino della mattina. È stato operato, mostra “parametri vitali stabili”, ma è in “prognosi ancora riservata”. “Il minore è attualmente ricoverato in reparto di Terapia intensiva”, si legge nel primo bollettino diffuso dalla struttura ospedaliera. Il decorso post-operatorio è “regolare” e i “parametri vitali stabili”, continua la nota firmata dal direttore sanitario. Il bollettino descrive un “paziente vigile, cosciente, lucido” e con “respiro spontaneo. Attestata la gravità delle lesioni riscontrate, la prognosi è ancora riservata”, conclude l’ospedale che annuncia un prossimo bollettino nelle 24 ore.

«Solo un gioco». Dicono che si è trattato di uno scherzo finito male, un gioco finito tragicamente e negano che ci sia stata alcuna violenza. A parlare, in una video intervista al Mattino, sono genitori del 24enne arrestato. “Hanno fatto – dicono – un’enorme stupidaggine ed è giusto che tutti quelli che vi hanno preso parte paghino, ma che paghino il giusto. Non è un tentato omicidio né altro, sono tutti bravi ragazzi che si prendevano in giro tra loro. Non hanno capito che il compressore, con quella potenza, avrebbe fatto danni. Per loro era un gioco».

Nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Paolo, intanto, la mamma veglia il figlio 25enne, insime al papà e ai parenti più stretti. Definisce gli aggressori del figlio “vigliacchi e senza cuore. Un gioco? Non penso che si giochi così. Potevano usare un secchio d’acqua. Invece, per poco non l’hanno ucciso”. Mio figlio, aggiunge poi, “non ha capito la gravità della situazione, gli ho detto che gli devono togliere l’aria dalla pancia e poi tornerà a casa”.

“Non bullismo ma pura violenza”. “Non accetto che l’episodio accaduto al quattordicenne a Napoli, in un autolavaggio, venga definito ‘bullismo”. Questa è violenza. Violenza pura!”. A dirlo è Vincenzo Spadafora, Garante per l’infanzia e l’adolescenza, parlando dell’aggressione subita da un ragazzo del quartiere Pianura. “Dove siamo arrivati? Quanto accaduto a un minorenne, – continua – ‘colpevolè di essere grasso, è indegno per una società civile. Il degrado socio-culturale degli ultimi anni insieme alla crisi di valori e all’assenza dello Stato stanno producendo una deriva inaccettabile. Sono vicino alla famiglia e auspico quanto prima che il ragazzo esca dalla grave situazione clinica”, conclude Spadafora.
(AVVENIRE 10 OTT.2014)

il silenzio SPAVENTA i violenti

6 Ottobre 2014 Nessun commento

Una ventina di giovani anarchici a volto scoperto, prevalentemente vestiti di nero, si sono presentati, ieri pomeriggio, un quarto d’ora prima dell’inizio della veglia delle Sentinelle in Piedi a Rovereto, nella provincia di Trento.

La portavoce del manipolo si è immediatamente rivolta con fare minaccioso ai referenti delle Sentinelle presenti sul posto, intimando loro di abbandonare la piazza. Alla risposta pacata ma ferma delle Sentinelle, che hanno ricordato loro di essere in possesso dell’autorizzazione di manifestare rilasciata dalla Questura, si è verificata un’escalation di violenza: dalle minacce verbali – l’appellativo “omofobi” si è sprecato – si è infatti repentinamente passati all’aggressione fisica e al lancio di uova fresche e gavettoni d’acqua. Da segnalare per gravità, anche il fatto che uno degli aggressori ha eloquentemente mostrato al portavoce delle Sentinelle, quale tacita minaccia, il calcio di una pistola (vera o finta, non si sa).

Di fronte a tale violenza le Sentinelle non hanno potuto far altro che rifugiarsi all’interno di un locale – fortunatamente aperto – nei pressi della piazza dov’era prevista la veglia, da dove hanno proseguito nel tentativo d’instaurare un dialogo con i loro aggressori e, nel contempo, hanno allertato la polizia.

Dopo circa una decina di minuti il drappello di anarchici – o presunti tali – ha abbandonato la piazza, rubando alle Sentinelle una borsa contenente del materiale utile per la veglia. La polizia, arrivata sul posto ad aggressione conclusa nonostante il preavviso delle Sentinelle in Piedi circa la realizzazione della manifestazione, non ha potuto far altro che raccogliere le testimonianze degli organizzatori e dei passanti, tutti sconcertati per l’aggressività manifestata dai contestatori.

La violenza dell’aggressione subita dalle Sentinelle in Piedi a Rovereto è ben documentata dalle significative foto che vi mostriamo: il banner esplicativo è stato divelto e stracciato, i volantini e i segnalibri sono stati stracciati e sparsi per terra e sono ben visibili i rimasugli delle uova…

Tuttavia la conseguenza più grave è che due persone sono state portate al Pronto Soccorso: un sacerdote – che indossava il clergyman e quindi era chiaramente riconoscibile quale consacrato – cui sono state lanciate delle uova in testa e che è stato ripetutamente spintonato, e uno degli organizzatori della veglia, che ha ricevuto una testata sul setto nasale. Il primo è stato dimesso dal Pronto Soccorso con una prognosi di due giorni, mentre il secondo ha riportato la rottura del setto nasale.

Nonostante queste premesse, le eroiche Sentinelle in Piedi – che hanno tra i propri fini anche quello di manifestare a tutela della libertà di opinione e di espressione – hanno deciso di portare a termine la veglia prevista.

Quello che è successo a Rovereto rivela la gravità del frangente storico in cui siamo immersi e dell’urgenza sempre più pressante per ogni singola persona di prendere posizione e di difenderla pubblicamente: è il tempo della testimonianza. Una testimonianza – com’è sempre stata quella delle Sentinelle in Piedi – chiara, pacifica e rispettosa di ogni singola persona, ma soprattutto coraggiosa: perché, è inutile negarlo, oggigiorno chi ha il coraggio di difendere la vita, la famiglia fondata sull’unione tra un uomo e una donna e la libertà di pensiero sarà vittima di aggressioni sempre più violente.
(La nuova Bussola Quotidiana 06 ott.14 )

Il tempo

4 Ottobre 2014 Nessun commento

“E un astronomo disse: Maestro parlaci del Tempo.
E lui rispose:
Vorreste misurare il tempo, l’incommensurabile e l’immenso.
Vorreste regolare il vostro comportamento e dirigere il corso del vostro spirito secondo le ore e le stagioni.
Del tempo vorreste fare un fiume per sostate presso la sua riva e
vederlo fluire.

Ma l’eterno che è in voi sa che la vita è senza tempo
E sa che l’oggi non è che il ricordo di ieri, e il domani il sogno di oggi.
E ciò che in voi è canto e contemplazione dimora quieto entro i confini di quel primo attimo in cui le stelle furono disseminate nello spazio.
Chi di voi non sente che la sua forza d’amore è sconfinata?
E chi non sente che questo autentico amore, benché sconfinato, è racchiuso nel centro del proprio essere, e non passa da pensiero d’amore a pensiero d’amore, né da atto d’amore ad atto d’amore?
E non è forse il tempo, così come l’amore, indiviso e immoto?

Ma se col pensiero volete misurare il tempo in stagioni, fate che ogni stagione racchiuda tutte le altre,
E che il presente abbracci il passato con il ricordo, e il futuro con l’attesa. (Khalil Gibran)

————————————————————————————————————

Il Tempo. Che incanto. Quanto lo valorizziamo e quanto lo sprechiamo? Ma soprattutto fino a quando ci sarà concesso?

macchè gaffe!!!

3 Ottobre 2014 Nessun commento

La sera del 12 settembre 2006, io e mia moglie stavamo cenando a Cracovia, con nostri amici polacchi, quando un nervoso vaticanista italiano (perdonate la ridondanza degli aggettivi) mi chiamò, chiedendomi cosa pensassi del “Zees crazee speech of zee pope about zee Muslims” (“il folle discorso del papa sui musulmani”, detto in inglese con un forte accento italiano, ndr). Quello fu il primo sintomo di come l’orda delle “menti indipendenti” della stampa internazionale si sarebbe infuriata sul tema della Lezione di Ratisbona di Benedetto XVI, una “gaffe” su cui i media continuarono a mordere fino alla fine del suo pontificato.

A otto anni di distanza, la Lezione di Ratisbona appare sotto una luce molto diversa. Infatti, coloro che la lessero per davvero nel 2006, compresero che, lungi dall’aver fatto una “gaffe”, Benedetto XVI aveva analizzato, con la precisione dello studioso, due domande chiave, la cui risposta avrebbe influenzato profondamente la guerra civile che sta tuttora infuriando all’interno del mondo islamico; una guerra il cui esito determinerà se, nel XXI Secolo, l’islam sarà sicuro per i suoi fedeli e per il mondo.

La prima domanda chiave riguarda la libertà di religione. I musulmani possono trovare, all’interno del loro bagaglio culturale e spirituale, argomenti islamici a favore della tolleranza religiosa (compresa la tolleranza nei confronti di chi si converte ad altre religioni)? Questo auspicabile sviluppo, che il papa suggerì, potrebbe richiedere molto tempo (anche secoli) per elaborare una più completa teoria islamica della libertà religiosa.

La seconda domanda chiave riguardava la struttura delle società islamiche: i musulmani possono trovare, anche qui all’interno del loro bagaglio culturale e spirituale, argomenti islamici per stabilire una distinzione fra l’autorità religiosa e politica in uno stato giusto? Questo sviluppo, altrettanto auspicabile, potrebbe rendere le società musulmane più umane al loro interno e meno pericolose per i loro vicini, specialmente se è legato a una istanza islamica per la tolleranza religiosa.

Papa Benedetto XVI proseguì suggerendo che il dialogo interreligioso fra cattolici e musulmani dovesse concentrarsi su quelle due domande, fra loro strettamente legate. La Chiesa cattolica, come apertamente ammise il papa, attraversò le sue lotte interne mentre sviluppava una sua causa per la libertà di religione in un contesto politico di governo costituzionale, giocando un ruolo chiave nella società civile, ma non governandola direttamente. Il cattolicesimo ha infine sviluppato questi principi: non arrendendosi alla filosofia politica secolare, ma usando ciò che aveva appreso dalla modernità politica per tornare alla sua stessa tradizione, riscoprire gli elementi del suo pensiero su fede, ragione e società che erano stati perduti nel corso del tempo e sviluppare il suo insegnamento per la società giusta. 

Un simile processo di riscoperta/sviluppo è possibile anche nell’islam? Questa è la Grande Domanda posta da Benedetto XVI nella Lezione di Ratisbona. Il fatto che questa domanda sia stata prima fraintesa, poi ignorata, è una tragedia di proporzioni storiche. I risultati di quel fraintendimento e di quella ignoranza – e molti altri fraintendimenti e ignoranze – sono ora drammaticamente palesi in tutto il Medio Oriente: nella decimazione delle antiche comunità cristiane, negli atti di barbarie che hanno shockato un Occidente apparentemente apatico, come la crocefissione e la decapitazione di cristiani; negli Stati in subbuglio; nella speranza delusa che il Medio Oriente del XXI Secolo potesse guarire dalle sue varie malattie politiche e culturali per trovare la via di un futuro più umano.

Sono sicuro che Benedetto XVI non sia affatto lieto nel vedere la sua Lezione di Ratisbona confermata dalla storia. Ma i suoi contestatori del 2006 possono comunque esaminare le loro coscienze e rivedere l’obbrobrio che gli hanno scagliato contro otto anni fa. Ammettendo di aver sbagliato nel 2006, potrebbero compiere un primo passo utile per uscire dalla loro ignoranza sul conflitto intra-islamico che minaccia gravemente la pace nel mondo del XXI Secolo. 

Quanto al discorso sul futuro dell’islam, che Benedetto XVI propose allora, ebbene, oggi, sembra alquanto improbabile. Ma se mai dovesse realizzarsi, i leader cristiani dovrebbero spianarne la strada, parlando, senza indugio, delle patologie dell’islamismo e dello jihadismo; smettendo di porgere scuse anti-storiche sul colonialismo del XX Secolo (imitando debolmente il peggio delle chiacchiere accademiche sul mondo arabo-islamico); e dichiarando pubblicamente che il prudente uso della forza militare è moralmente giustificato, una volta che ci si imbatte in fanatici sanguinari, come quelli che, da questa estate in poi, si stanno rendendo responsabili della nascita di un regno del terrore in Siria e Iraq.

*George Weigel, intellettuale e attivista cattolico statunitense, è l’autore della biografia di San Giovanni Paolo II Witness to Hope. L’articolo originale, Regensburg Vindicated è stato pubblicato sul Denver Catholic Register, il 16 settembre 2014

(traduzione di Stefano Magni) (la nuova bussola quotidiana  3 ottobre 2014)