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Archivio Novembre 2016

Non tanti preti, ma preti preparati

25 Novembre 2016 Nessun commento

“Non tanti preti, ma preti preparati” di Margherita Garrone —25-11-2016—(lanuovabq.it)
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Caro direttore,
“Assolvete medici e donne che abortiscono”.
Ho cercato il lato positivo di questo annuncio mal tradotto da “Repubblica”, benché tra parentesi resta sempre “peccato grave”. Da “abominevole delitto” (linguaggio del Vaticano II) a “peccato grave” (linguaggio misericordioso). Forse c’è di più di un aggiornamento lessicale, forse c’è in mezzo una questione di scomunica latae sententiae, ma “nessuno di noi può porre condizioni alla clemenza divina”.

Ho cercato il lato positivo, e non è questo. Questo invece posso vedere, cogliere come buono: grazie a questa liberalizzazione del perdono, anche Repubblica ed altri hanno dovuto fare questa uguaglianza. Aborto=peccato=perdono. Mentre da molto tempo aborto ha fatto lega con diritto.

Sappiamo che “l’aborto è un grave peccato perché pone fine a una vita innocente” (Misericordia et misera). A me però non basta. L’aborto è un delitto detestabile, perché fa della donna, arca della nuova vita, la tomba per il proprio figlio. Ma questo cambiamento di destinazione della propria natura di donna, non è indolore. L’aborto uccide la madre non meno che la sua creatura. L’aborto uccide il desiderio di vita, di accoglienza, di dono, e fa della donna un mostro che rinnega la sua stessa natura.

Perché, per quanto il pensiero dominante ci voglia far credere che la differenza sessuale è un optional, la donna gestante è madre dalla punta dei capelli alle unghie dei piedi. Tutto il suo corpo, tutto il suo organismo, ha compiuto, anche solo nei primi tre mesi di gravidanza, delle acrobazie strabilianti per adeguarsi alla nuova situazione. È questa una verità che nessuno può negare.

Basta esaminare gli studi sul cross-talk: comunicazione chimica e biologica madre-figlio, la più stretta simbiosi esistente tra due creature!
A volte di aborto si muore anche.
Ma l’aborto uccide “dentro” la madre che lo decide.
Colpisce la donna nell’anima, distrugge la sua vita affettiva, sessuale, distrugge la stima di sé, deforma la sua capacità di rapporti sociali, la lascia in una solitudine disperata dalla quale non riesce ad uscire.
Quante volte ho sentito:

“Sono morta con il mio bambino”.

Quante volte ricevo telefonate nel giorno in cui ricorreva l’aborto… “sono passati anni, ho avuto altri figli”, ma quel 12 giugno il mio cellulare squilla e insieme ripensiamo a quel figlio, lo chiamiamo per nome con rimpianto, con dolore… un dolore che non finirà mai.

Senza sentire l’amore di Dio, la confessione non giova. Senza sentire l’amore dei fratelli, il perdono di sé non c’è. E l’anima è chiusa in un involucro che la costringe giorno e notte. Di giorno impotente a vivere, di notte a liberarsi dagli incubi ricorrenti.

Dico questo perché la mamma cristiana che, come dice S. Giovanni Paolo II, “si è lasciata tentare dall’aborto”, non cerca una giustificazione, né un banalizzazione del suo atto, benché spesso non manchino i condizionamenti. Ciò che può aiutarla a rinascere è scendere con lei nell’abisso della morte e (come Cristo nella discesa agli inferi prende per mano Adamo ed Eva, cioè tutta l’umanità) aprirle un cammino di Risurrezione. Questo è la confessione: rituffarsi nelle acque del battesimo per rinascere a vita nuova con Cristo Signore.

Ora, perché avvenga questa risurrezione, non è tanto necessario che ci siano molti preti a disposizione per l’accusa dei peccati e l’assoluzione “mordi e fuggi”, ma piuttosto preti consci della gravità della situazione di peccato di chi confessa: “Sono stata assolta tre, quattro, dieci volte, ma non mi sento perdonata!”.

“Aiutate dal consiglio e dalla vicinanza di persone amiche e competenti, potrete essere con la vostra sofferta testimonianza tra i più eloquenti difensori del diritto di tutti alla vita. Attraverso il vostro impegno per la vita, coronato eventualmente dalla nascita di nuove creature ed esercitato con l’accoglienza e l’attenzione verso chi è più bisognoso di vicinanza, sarete artefici di un nuovo modo di guardare alla vita dell’uomo”. Voglio sottolineare il n. 99 di Evangelium Vitae come il linguaggio più comprensibile per chi ha praticato l’aborto: circondare la persona dell’amore salvifico del Signore ed essere “competenti”, cioè sapere quali passi deve compiere perché possa credere che Dio perdona.

“Anche se ho ucciso mio figlio? Anche se ho fatto la cosa più ripugnante che si possa fare?” Poiché lei non si perdona non può credere che l’amore di Dio è più grande del suo peccato. L’amore tangibile di chi la guida alla conversione, più che alla confessione, le permetterà in un tempo lungo di riconoscere la verità e contemporaneamente l’Amore di Dio. Il peccato è stato enorme, “abominevole”, verso Dio unico datore della vita, contro il figlio che non è una proprietà, contro se stessa.

L’ultimo, e più difficile, passo è mettersi allo specchio e chiedere perdono a se stessa (cfr. G. Chapman, J. Thomas, “I cinque linguaggi del perdono”, cap. 14).

Non sto qui mettendo in forse l’efficacia del sacramento del perdono, ma se la donna, dopo la confessione, non trova pace, significa che qualcosa non quadra. L’esperienza mi dice che “vai in pace e non peccare più”, trova il terreno fertile solo se è stata seminata la Parola di Dio. Quindi, se la confessione è preceduta da un cammino nella fede.

Chi sono i competenti? Certamente chi conosce gli effetti distruttivi dell’aborto sulla persona, sulla coppia, sugli altri figli. Quanti confessori sono a conoscenza che molti divorzi, separazioni, crisi depressive, suicidi, sono il frutto velenoso dell’aborto?

Insomma, la sindrome post-aborto non è un’invenzione dei pro-life. Credo proprio che la cura di “queste” anime non possa prescindere dalla conoscenza della situazione del peccatore. Inoltre, come scandisce Papa Francesco: “Niente di quanto un peccatore pentito pone dinanzi alla misericordia di Dio può rimanere senza l’abbraccio del suo perdono” (Misericordia et misera, 2).

Ma purtroppo non vedremo da domani i confessionali assediati da gente che vuole confessare l’aborto. Primo, perché presso il popolo cristiano questo sacramento è, come dire, in disuso. Secondo: perché probabilmente i milioni di aborti avvenuti in questi anni di legge 194, non sono assolutamente peccati di cui pentirsi, ma diritti raggiunti di cui gloriarsi!

Voglio ora ricordare che nella Chiesa americana (Wisconsin) molto è stato fatto con il “Progetto Rachele”. È la risposta pastorale che incarna ciò che aveva in mente S. Giovanni Paolo II: appoggia senza ambiguità la posizione profetica della Chiesa, secondo cui l’aborto è sbagliato e non è mai un bene per la persona né per la società. In questo progetto, valido per tutti gli USA, i vescovi hanno concesso ai confessori (che conseguono una qualificata competenza sia spirituale che psicologica) la facoltà di concedere l’assoluzione senza ricorrere all’autorità superiore.

Le Sisters of life, sempre negli USA, sono una congregazione fondata a New York dal Cardinale John O’Connor, di venerata memoria. Ai tre classici voti religiosi, esse aggiungo il voto di “difendere la vita”, fondamento della loro attività.

“Raccogliere i pezzi avanzati perché nulla vada perduto” (Gv 6,12). Queste parole di Gesù, riprese dal fondatore, rivelano la profonda condivisione della sofferenza causata dall’aborto. Le Sisters of life sono particolarmente preparate per accompagnare le persone con sindrome post-aborto.

nessuno è forte da solo

22 Novembre 2016 Nessun commento

https://donnaemadre.wordpress.com/2016/11/22/nessuno-e-forte-da-solo/”

“Giorni fa riflettevo sul perché del male di vivere, di questa mia stanchezza, fisica ed esistenziale e che, proprio in questi giorni, mi è capitato di riscontrare anche in altri; mi chiedevo come facessero i nostri genitori, nonni, bisnonni etc. ad avere molta più forza di noi, nonostante delle condizioni oggettive decisamente meno favorevoli rispetto alle nostre.

Ho messo a fuoco che la chiave di volta è la famiglia: famiglia significa che nessuno è mai solo, nessuno viene lasciato indietro, abbandonato, che ognuno si sente supportato e il peso di qualsiasi problema non è mai sulle spalle di uno solo: e mi dite poco!

Noi, invece, siamo soli. Liberi, indipendenti, diciamo noi, e invece soprattutto soli. Non costruiamo rapporti, mandiamo all’aria matrimoni per sciocchezze, oppure per cose gravi che nessuno si dà la pena di evitare o di risolvere. Anche per questo le generazioni più giovani sono spesso rappresentate da figli di genitori separati, tutti presi dal “rifarsi una vita” piuttosto che pensare a quelle che hanno messo al mondo.

Siamo soli. Da 40, forse 50 anni a questa parte l’infelicità è palpabile, il peso della vita ci schiaccia, ci hanno illuso che la pillola della felicità fosse il Prozac piuttosto che il vicino di casa, un amico, una sorella, un prete.

Senza contare le famiglie ormai sempre più numerose con figlio unico, che non sanno neanche cosa significhi avere un fratello o una sorella, e già stiamo sperimentando di conseguenza generazioni che, oltre che senza fratelli, sono senza cugini e senza zii.

Siamo soli. Ci hanno trasformato in jene per sopravvivenza, col modello americano degli obiettivi da raggiungere “a qualsiasi costo”, e il “tengo famiglia” ci ha reso la coscienza più elastica, o l’ha direttamente atrofizzata. Gli eroi, gli idealisti, sono quasi ridotti col piattino a trascinare la propria stanchezza di vivere in un mondo che non gli appartiene, e anche se per piattino intendo un piattino metaforico, sempre più spesso diventa anche materiale.

Oggi – anzi da un po’ – esiste “lo psicologo”: con tutto il rispetto per la professione, quanto è triste dover pagare qualcuno per essere ascoltati! Perché, spesso, è a questo che si riduce, e chi non può pagare soffra in silenzio, muoia o azzanni per sopravvivere!

E poi, perdonatemi se ci aggiungo una nota che non c’entra niente, anche questo accidente di referendum che sta creando tra la gente, anche amici stretti e persino parenti, delle fratture insanabili (il che dimostra, tra l’altro, quanto siamo anche idioti) ha contribuito a colmare la misura.

Riprendiamoci gli affetti, recuperiamo l’empatia, facciamo uno sforzo per metterci sempre, sempre nei panni dell’altro, e ricominciamo daccapo, possibilmente dalla famiglia, quella del “tutti per uno, uno per tutti”: il nostro fardello sarà più lieve se qualcuno ci aiuterà a portarlo, e noi a nostra volta ci sentiremo più utili agli altri a condividere il loro.

Non siamo nati per vivere soli: il fatto che nasciamo da due esseri, e che a un altro essere ci dobbiamo unire per procreare, non è forse già un segno?

Rileggo questo post, e mi sembra persino retorico, ma tant’è che la gente continua ad essere sola, accanita, agguerrita, aggressiva, infelice, e il consumismo degli affetti, il “mors tua vita mea“, sembrano essere più imperanti che mai.

Fermiamoci.

Fermiamoci e ricominciamo. (da: donnaemadre.wordpress.com )

a noi l’esterno – solo a Dio l’interno

21 Novembre 2016 Nessun commento

Umberto Veronesi, laico di sinistra, ora dove si trova avrà le idee più chiare

E’ morto Umberto Veronesi, in questi giorni se ne sono celebrati i successi, ricordate le battaglie, evidenziata l’eredità.
Per l’oncologo cerimonia laica a Palazzo Marino tra gli applausi delle centinaia di persone che hanno assistito alla cerimonia, anche dai maxischermi. Attorno al feretro, i figli, i nipoti e la moglie dello scienziato, Sultana Razon, molte persone che sono state curate da lui e che hanno sconfitto il cancro.
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala che ha aperto con il suo discorso la cerimonia laica. Si è commosso raccontando la sua esperienza di paziente del dr. Veronesi, che lo ha curato quando aveva il cancro.
Nel leggere le cronache mi hanno stupito un paio di cose: prima, questo sottolineare il fatto che negli ultimi giorni ha rifiutato le cure in quanto favorevole all’eutanasia. Non è che chi è contrario all’eutanasia, automaticamente vuole che si accaniscano sul suo povero corpo che oramai è arrivato a fine corsa terrena. Una cosa è l’accanimento e l’altra è l’eutanasia auspicata da Veronesi in stile Olandese (anche per i pazienti sotto ai 12 anni).
Seconda, la dichiarazione di Emma Bonino: “Tu hai già vinto” ha detto l’ex ministro, anche lei è stata anche paziente di Veronesi, ed ha aggiunto “la medicina e la scienza in questo Paese stanno cambiando troppo lentamente per i tuoi e per i miei gusti. Però sta cambiando”. E questo anche grazie al metodo introdotto dallo scienziato, di un “equilibrio straordinario che ti sostiene, ti capisce, che non ti fa sentire un malato e quindi un reietto”.
Mi son tornate in mente le parole di una mia amica alle prese con il cancro, in cura allo IEO, l’ospedale fondato da Veronesi, che quello stesso giorno mentre andavamo verso l’ospedale sentendo i commenti sul funerale alla radio mi ha detto: “Grande medico, ma di stupidaggini ne ha sostenute molte anche lui, a partire dalla battaglia per l’eutanasia, la liberalizzazione delle droghe, la fecondazione eterologa e via dicendo”.
Già, ben venga il riscoprire che l’uomo non è solo un organo malato, che la malattia non ti determina, che va curato l’uomo nel suo intero.
Ma questo è riscoprire qualcosa che abbiamo dimenticato, non qualcosa di nuovo.

Mi viene in mente la storia di un medico, Giuseppe Moscati, nato Serino di Avellino nel 1880, che visse quasi sempre a Napoli, la «bella Partenope», come amava ripetere da appassionato di lettere classiche, salvò molti malati durante l’eruzione del Vesuvio del 1906; prestò servizio negli ospedali riuniti in occasione dell’epidemia di colera del 1911; fu direttore del reparto militare durante la grande guerra. Negli ultimi dieci anni di vita prevalse l’impegno scientifico: fu assistente ordinario nell’istituto di chimica fisiologica; aiuto ordinario negli Ospedali riuniti; libero docente di chimica fisiologica e di chimica medica. «Il mio posto è accanto all’ammalato!». In questo servizio integrale all’uomo Moscati morì il 12 aprile del 1927. Straordinaria figura di laico cristiano, fu proclamato santo da Giovanni Paolo II nel 1987 al termine del sinodo dei vescovi «sulla Vocazione e Missione dei laici nella Chiesa». La sua storia ben raccontata in un libro edito da Paola Bergamini nel libro “Laico cioè cristiano”.
Ora invece sembra che Laico sia un’alternativa, una condizione di coloro che non credono in Dio e che i cristiani non siano laici.
Un paio di anni fa sul suo ilbro “Il mestiere di uomo” Umberto Veronesi sosteneva «Dopo Auschwitz, il cancro è la prova che Dio non esiste. Gli rispondeva Antonino Zichichi, fisico e presidente Wfs (World federation of scientists).
“La scienza ci dice che non è possibile derivare dal caos la logica che regge il mondo, dall’universo sub-nucleare all’universo fatto con stelle e galassie. Se c’è una logica deve esserci un Autore. L’ateismo, partendo dall’esistenza di tutti i drammi che affliggono l’umanità, sostiene che se Dio esistesse queste tragedie non potrebbero esistere. Cristo è il simbolo della difesa dei valori della vita e della dignità umana. Che sia figlio di Dio è un problema che riguarda la sfera trascendentale della nostra esistenza. Negare l’esistenza di Dio però equivale a dire che non esiste l’autore della logica rigorosa che regge il mondo. Tutto dovrebbe esaurirsi nella sfera dell’immanente la cui più grande conquista è la scienza”.
Insomma, credo che Umberto Veronesi, laico di sinistra, ora dove si trova avrà le idee più chiare e noi qui su questa terra continueremo a dividerci: da una parte chi non crede ed attribuisce le colpe di tutto il male a Dio, e il bene al caso, e l’altra parte che ha il dono della fede ed è certo che l’uomo è fatto per la vita eterna.
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Autore: Buggio, Nerella Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it

cinque b++++

18 Novembre 2016 Nessun commento

Al 4 dicembre non manca molto e i promotori della riforma Boschi sono incessantemente all’opera per cercare di convincerci tutti quanti della positività di una revisione costituzionale che – a detta loro – traghetterebbe provvidenzialmente l’Italia verso la sospirata modernizzazione, lasciando così intendere che invece i Padri Costituenti, i quali purtroppo non potevano vantare tra le proprie fila gente del calibro di Verdini, abbiano redatto un testo che, benché rivisto già più di 40 volte in neanche 70 anni (la Costituzione Usa, per dire, è stata ritoccata meno di 30 volte in 240 anni, alla faccia della Costituzione italiana intoccabile e sempre uguale!), sarebbe ormai irrimediabilmente datato.

Per convincere il Paese della bontà di questa riforma, i loro promotori ricorrono essenzialmente a cinque argomentazioni la cui solidità, però, lascia davvero a desiderare. Il modo migliore per vederlo è sondare una ad una queste argomentazioni che – come vedremo tra poco – è davvero difficile, per quanta simpatia umana si possa provare verso i suoi proponenti, prendere sul serio.

Minori costi

Votate Sì e avrete risparmiato un sacco di soldi. Quanti? 100 milioni, anzi no 500. «1 miliardo l’anno» ha addirittura favoleggiato il Premier il 31 marzo 2014. Peccato che la Ragioneria di Stato, organo dipendente dalla Presidenza del Consiglio, ha invece stimato i fantastici risparmi in circa 50 milioni, meno di un 1 annuo per cittadino. Perché allora si favoleggia di un risparmio decine di volte superiore a quello che sarà? Strano poi che questo Governo abbia tanto a cuore i costi della politica. Strano perché con l’ascesa politica di Renzi, rispetto a quando c’era Letta – come documenta Open Polis – le spese di Palazzo Chigi sono aumentate vertiginosamente (più 100 milioni di euro), non si è messo mano ai vitalizi ai Parlamentari (costano 193 milioni di euro) e ci si è guardati bene dall’accorpare il referendum sulle trivelle ed elezioni amministrative, cosa che ci avrebbe risparmiato tanti soldini davvero (300 milioni di euro). Questo Governo avrebbe avuto insomma molti modi per farci risparmiare parecchi più soldi rispetto a quelli della riforma, i cui futuri risparmi hanno oltretutto un prezzo salatissimo (la perdita del diritto dei cittadini di eleggere i senatori), eppure non lo ha fatto. Come mai?

Leggi più veloci

Votate Sì e avremo – assicurano i promotori della riforma – leggi più veloci. Sì, d’accordo ma ne abbiamo davvero bisogno? La lentezza dei provvedimenti è davvero un problema? Pensando alla Fornero, la famigerata riforma previdenziale del governo Monti, che ottenne il sì definitivo in appena 16 giorni, verrebbe da escluderlo; per cominciare però a farsi un’idea, può essere interessante – pur alla luce delle note difformità tra gli ordinamenti – un confronto tra i principali Paesi europei. Confronto che, sorprendentemente, con le sue 120 leggi all’anno, vede l’Italia primeggiare su Francia (91), Spagna (45) e Regno Unito (42), ed essere superata solo dalla Germania (144) (fonte: Rapporti della Camera dei Deputati, dati dal 1997 al 2013). Nessun ritardo, insomma, nessuna figuraccia europea per quanto riguardo riguarda i tempi dell’iter legislativo. I sostenitori della riforma costituzionale potrebbero però sempre ribattere, correggendo il tiro, che il vero problema, più che i tempi di approvazione delle leggi, è l’estenuante ping-pong che comporta l’assetto bicamerale. Estenuante ping-pong? Preoccupazione quanto meno curiosa se si pensa che, solo in questa legislatura, dal suo inizio al 30 giugno 2016, su 224 leggi approvate a ben 180 di queste, quindi circa all’80%, è toccato un solo passaggio fra Camera e Senato (fonte: Servizio studi della Camera). Dunque, di che stiamo parlando?

Meno burocrazia

Votate Sì – dicono ancora i sostenitori della riforma – e avremo un’Italia con meno burocrazia. Oh, ma che bella promessa: come non aspettare con ansia il 4 dicembre per votare Sì? Peccato che la riforma Boschi affronti e riguardi un sacco di argomenti ma non quello della burocrazia, il cui termine tra l’altro non ricorre neppure una volta nel testo. Come fa dunque una riforma che non affronta una questione a risolverla? Boh. Anche perché la sensazione è che questa riforma costituzionale non semplifichi, ma complichi il funzionamento della macchina statale. Come? Semplice: per esempio moltiplicando le procedure di formazione delle leggi. Infatti, se oggi una legge può essere approvata solo in due modi (approvazione identica in Camera e Senato per quelle ordinarie e quattro passaggi identici, invece, per quelle costituzionale), con la Costituzione 2.0 – a parte le leggi costituzionali e quelle elencate nell’interminabile primo comma dal nuovo articolo 70 – le procedure legislative andranno a moltiplicarsi; c’è chi dice diventeranno 8 e chi 10, il tutto con la vituperata navetta del bicameralismo paritario, che non viene affatto abrogato ma solo ridimensionato, che rimane obbligatoria per oltre venti materie. Alla faccia della semplificazione.

Nessuna deriva autoritaria

Votate Sì tranquillamente – ci viene detto – tanto non esiste alcun pericolo autoritario. Sul serio? Strano perché risulta che questa riforma sia promossa da un Governo guidato da un signore mai neppure eletto parlamentare, asceso a Palazzo Chigi dopo un memorabile e sincerissimo «Enrico stai sereno» e che finora ha chiesto al Parlamento, strozzandone sistematicamente il dibattito, qualcosa come 54 volte la fiducia, record insuperato nella storia dell’Italia repubblicana. Il tutto mentre una serie impressionante di giornalisti di stampa e televisione, tutti guarda caso non entusiasti di questo esecutivo (Bianca Berlinguer, Nicola Porro, Massimo Giannini, Maurizio Belpietro, Massimo Giannini, Alessandro Giuli), subiva avvicendamenti, spostamenti quando non addirittura licenziamenti. Basterebbe questo, a ben vedere, a preoccupare. Aggiungeteci che se questa riforma passa, grazie alla legge elettorale italicum, una maggioranza anche risicatissima avrà saldamente in pugno il Parlamento (basterà la fiducia della Camera, la cui maggioranza si “prenderà cura” dell’opposizione votandone pure lo statuto), e capite bene anche voi che qualche rischio autoritario in effetti esiste.

Senza questa riforma, tutto fermo per 30 anni

Meglio cambiare qualcosa che nulla, altrimenti per 20 o 30 anni non cambierà più nulla, dicono – come ultimo ed estremo argomento – i favorevoli alla riforma Boschi-Verdini. Ora, purtroppo non posso vantare le doti da Nostradamus dei frontisti del Sì – che già sanno tutto, evidentemente, delle prossime Legislature -, perciò mi limito a due rapidi pensieri. Primo: chi l’ha detto sia meglio cambiare qualcosa anziché nulla? Il purchessia, trattandosi di Costituzione e non di regolamento di condominio, non pare esattamente una genialata. Secondo pensiero: perché bocciare questa riforma dovrebbe significare fermare tutto per 30 anni? L’ultimo tentativo di riforma bocciato risale ad appena una decina di anni fa (ed era ancora più vasta di questa), inoltre in 69 anni sono stati modificati 43 articoli della Carta. Perché dunque se diciamo NO a quanto partorito da Boschi e Verdini, dovrebbe automaticamente finire tutto in freezer per generazioni? Mistero. Nel dubbio, dato che questa riforma non piace neppure a chi la sostiene – «Scritta male», ha sentenziato Roberto Benigni, mentre Massimo Cacciari ha parlato di «puttanata di riforma» (La7, 9.5.2016) – sapete che c’è? Voto NO. E invito tutti a votare NO. La Costituzione – e gli Italiani – meritano qualcosa di meglio di questo osceno pastrocchio.

—–BLOG Giuliano Guzzo——

“…vogliono che….”

17 Novembre 2016 Nessun commento

(Costanza Miriano)

Oggi mia figlia è malata. Alle 8 ero sotto la redazione, avevo trovato parcheggio con solo una decina di rosario, e infatti mi sembrava che ci fosse qualcosa di strano sotto. Appunto. Chiama mio marito: la figlia numero tre (di quattro) ha la febbre. Si mette in moto la macchina dei soccorsi. La task force, valutate circa quindici variabili, decide che conviene non prendere un giorno di malattia bambino, costa troppo (zero stipendio, zero contributi). Si elaborano piani di riserva, si spostano appuntamenti, si chiama la tata A, la B, si chiede un cambio di orario al direttore (possibile solo perché non avevo troupe o interviste fissate). Si lascia a malincuore il parcheggio e si torna, dopo una confortevole oretta nel traffico, a casa, da dove, tra termometri e tè caldi, si lavora anche fuori dall’orario. Ma se fossi stata una commessa? Una barista? Un’operaia? Un medico di turno all’ospedale?

Non è previsto che a una mamma lavoratrice si ammali un figlio. Se succede, sono fatti suoi. Se succede molto perché i figli sono molti, i fatti sono molto suoi. Perché tutta la logica del mondo del lavoro rispetto a quello femminile è: donne, se volete (dovete) lavorare, prego. Se ci riuscite, queste sono le nostre regole di maschi. Sennò, fatti vostri. Quanto alla maternità, si vuole liberare le donne dal fardello in modo che possano lavorare presto e molto. Insomma, che le mamme siano lavoratrici. Ma che le lavoratrici siano prima di tutto mamme, e che i figli non siano un fardello ma la loro felicità non è previsto.

Invece la donna non è un uomo, e deve poter lavorare (sarebbe bello che lo scegliesse, e non fosse costretta dalla necessità economica) con i suoi tempi e i suoi modi e i suoi ritmi.

La più grande, dolorosa violenza che ho subito nella mia vita, e per ben due volte, l’ho vissuta quando sono dovuta tornare al lavoro – allora precario – quando i miei primi due figli avevano quattro mesi. Avete presente un bambino di quattro mesi? Quanto è piccolo? Qualcuno dei legislatori ha chiara la nozione di medicina di base, che un bambino a quell’età si nutre esclusivamente di latte materno? Che se una mamma vuole proteggerlo dalle malattie e dal distacco si deve mungere come una mucca di notte e lasciare il suo latte in frigo?

Ora, tutto questo è completamente rimosso dal discorso collettivo sulle madri che lavorano. A una donna che desidera stare con i suoi bambini, e sottolineo che lo desidera con tutta se stessa, e che come me non è ricca, è impedito.

In questo contesto culturale arriva la proposta del presidente dell’Inps, Tito Boeri: costringere i padri a stare a casa quindici giorni quando nasce un bimbo. Co-strin-ge-re. Altrimenti c’è una non meglio specificata multa. Insomma una scelta obbligatoria, che peraltro è un ossimoro. In un mondo del lavoro che va verso la deregolamentazione sempre più selvaggia, la flessibilità, il precariato, questo regalo d’altri tempi sa un po’ di polpetta avvelenata. Mi sembra evidente che si tratti di una proposta che ha molto, molto più un carattere culturale e ideologico che pratico. Se c’è un momento in cui la presenza costante, notte e giorno, del padre è irrilevante, è proprio in quei quindici giorni iniziali, quando il bambino neanche vede nettamente, non si interessa al mondo esterno, e vive in simbiosi esclusiva con la mamma. È chiaro che se qualcuno aiuta la mamma è meglio per lei, ma tra tutti i problemi che presenta il lavoro femminile, questo è veramente l’ultimo.

Se ci sono fondi (ma già il governo mette le mani avanti), che si diano alle mamme perché possano rimanere quindici giorni in più a casa. O magari quindici mesi, che sarebbe il minimo secondo natura. Che si diano quei giorni liberi ai padri quando un figlio diciassettenne si affaccia al mondo e decide del suo futuro, che un uomo grande lo porti a spaccare la legna o a cacciare nel bosco. Un padre non è indispensabile a togliere il moncone del cordone ombelicale al neonato, lo è quando un figlio diventa uomo, quando una giovane donna in erba si ribella e ha bisogno di un ascolto speciale e di molti no decisi. Un padre insegna a giocare (cosa che a quindici giorni i neonati non fanno), insegna la realtà, insegna a morire, cioè insegna il limite. La mamma insegna la vita.

Che la proposta sia ideologica (ma il presidente dell’Inps ha figli?) me lo confermano le motivazioni: serve, dice, a togliere potere contrattuale agli uomini. A questi uomini messi continuamente e ovunque in discussione. È parte dunque di un disegno che vuole l’uguaglianza nel mondo del lavoro non a partire dalla differenza ma dall’uniformazione. Vogliono che le donne siano maschi, e solo se maschi fanno carriera.

La maternità invece è un master che ti insegna a fare le cose diversamente, in modo accogliente, ottimizzando, tagliando i tempi morti che affliggono molto del lavoro maschile, le chiacchiere, le lotte per il potere. Ripensiamo il mondo del lavoro, rendiamolo flessibile come orari e variabile nel tempo (a sessanta anni sarò liberissima di lavorare quindici ore al giorno). E se vogliamo aiutare una famiglia, facciamo guadagnare di più il padre, in modo che la mamma che lo desidera possa stare di più con i suoi bambini. Se a tre mesi è costretta a lasciarli, come è previsto oggi, pensate che soffra di meno perché nei primi quindici giorni il padre ha lavato le tutine di spugna?
(Costanza Miriano)

fonte: La Verità

Il caso Radio Maria? Un’operazione della lobby gay

9 Novembre 2016 Nessun commento

Diciamo la verità: della condizione e del sentimento delle popolazioni vittime del terremoto in Italia centrale non importa a nessuno. Almeno a nessuno di quelli che si sono gettati nell’arena per massacrare padre Cavalcoli e, a ruota, Radio Maria. Più i giorni passano, infatti, e più appare evidente che siamo davanti a una vera e propria operazione di cecchinaggio che ha in un certo mondo Lgbt la regia, a cui volentieri una parte di ecclesiastici sta facendo da sponda.

Come abbiamo già scritto tutto nasce dal resoconto scandalizzato de L’Espresso in merito a un intervento di padre Giovanni Cavalcoli in una trasmissione di Radio Maria, in cui avrebbe affermato che il terremoto dell’Italia centrale «è colpa delle unioni civili». In realtà il caso nasce un po’ prima, perché padre Cavalcoli – che stava facendo una catechesi sul Battesimo – risponde alla domanda di un ascoltatore, tale Costantino di Cesena, che – lunga e articolata – sembra proprio voler mettere in bocca a padre Cavalcoli la risposta di cui sopra.

Torniamo ad ogni modo all’articolo dell’Espresso che, come detto, attribuisce a padre Cavalcoli un’affermazione che invece non ha fatto. Anzi, in relazione alla domanda, il teologo domenicano si mostra molto prudente. Ma non importa perché il giornalista dell’Espresso ha già una tesi bella che pronta, e non sarà certo la prudenza di padre Cavalcoli a frenarlo. Guarda caso, l’autore dell’articolo è un giovane giornalista, Simone Alliva, militante Lgbt. Non solo, a sentire un suo intervento a un convegno Lgbt, si direbbe che tiene costantemente sotto controllo alcuni conduttori di Radio Maria che parlano di omosessualità e dintorni. Ovviamente l’articolo viene ripreso immediatamente da Repubblica (stesso gruppo editoriale), ma anche da altri giornali. Eppure avrebbe fatto la fine di altri articoli al veleno contro Radio Maria – dopo due giorni non l’avrebbe ricordato nessuno – se non fosse per l’intervento inusuale e a dir poco sproporzionato del numero 2 della segreteria di Stato, monsignor Angelo Becciu.

Proprio il soggetto che interviene fa capire che l’intervento è più politico che dottrinale (la segreteria di Stato corrisponde al ministero degli Esteri), e il motivo è duplice: anzitutto il problema non è la sensibilità per le vittime del terremoto ma il riferimento alle unioni civili e perciò all’omosessualità. Non a caso a ruota di monsignor Becciu sono arrivati con i loro sgradevoli commenti il segretario della Cei, monsignor Nunzio Galantino, e alcuni vescovi particolarmente sensibili al tema omosessualità.

Se padre Cavalcoli avesse detto che la causa del terremoto a Norcia è stata la ribellione di Madre Natura per il mancato rispetto da parte dell’Italia degli accordi per ridurre le emissioni di anidride carbonica, nessuno avrebbe avuto nulla da ridire. Di più, dal Vaticano sarebbero arrivati ampi consensi per il richiamo alla “conversione ecologica”, consensi come al tempo in cui lo stesso Cavalcoli si dichiarò favorevole alla comunione per i divorziati risposati (dall’altare alla polvere in pochi mesi). Del resto anche il direttore di Radio Maria, padre Livio Fanzaga, per tutto il tempo della discussione sulla legge Cirinnà non è stato affatto tenero con quanti l’hanno apertamente sostenuta o comunque favorita. E per questo deve pagare, anche nel senso letterale del termine.

Passa infatti un solo giorno, ed ecco che Repubblica lancia, già pronto, un altro siluro: Radio Maria prende dei soldi dallo Stato – 2milioni e 90mila euro nel triennio 2011-2013 – a mero titolo di sostegno, denuncia. «Quegli anatemi di Radio Maria pagati con i soldi pubblici», titola sobriamente Repubblica. I terremotati non c’entrano niente: ma come, si chiedono a Repubblica, accusano lo Stato «di avere scatenato il castigo di Dio» (il problema è sempre la legge sulle unioni civili) e poi dallo stesso Stato pretendono denaro senza neanche vergognarsi?

E davanti a questo sdegno espresso da un giornale come Repubblica il governo non può certo rimanere insensibile. E infatti passano solo poche ore e il Ministero dello Sviluppo economico invia al giornale romano un comunicato in cui annuncia che a partire dall’esercizio 2016 il contributo a Radio Maria è sospeso. Più veloci della luce, a dimostrazione che il problema della lentezza in Italia non è nella Costituzione. «È un’ottima notizia, esattamente quella che speravamo di apprendere», chiosa Repubblica, soddisfatta per l’ordine eseguito.

Giustizia è fatta allora? Non ancora, perché nel frattempo il povero padre Cavalcoli – sospeso da Radio Maria e costretto al silenzio dal provinciale dei domenicani – si becca anche una querela per diffamazione da parte di alcuni rappresentanti del movimento gay: «La legge contro l’omo-transfobia che giace in Senato dal 2013 – dice un comunicato dell’Associazione nazionale contro le discriminazioni da orientamento sessuale (Anddos) – è purtroppo vecchia e superata nella sua impostazione, poichè giustifica l’omofobia delle organizzazioni religiose di carattere integralista: l’episodio di Padre Cavalcoli dimostra, infatti, la necessità di aprire una nuova fase culturale di sensibilizzazione sulle discriminazioni omo-transfobiche, un processo che dovrà culminare in una proposta di legge che equipari finalmente l’omo-transfobia al razzismo».

Qualcuno in Vaticano si è accorto del trappolone e ha pensato di fare retromarcia, quantomeno di frenare questa caccia alle “streghe” Cavalcoli e Radio Maria? Al contrario, ieri ci ha pensato Alberto Melloni a regolare definitivamente i conti in nome del nuovo corso della Chiesa, sempre dalle colonne di Repubblica che oltre che giornale-partito è ormai diventato anche un giornale-chiesa.

Melloni, intellettuale molto ben inserito nelle gerarchie che contano e anche nel governo (a proposito: il suo istituto bolognese prende tanti soldi pubblici da far impallidire Radio Maria) ieri ci è andato giù pesante nel regolamento di conti contro quel «sottosuolo cattolico opaco e apprensivo, fatto di sentimenti reazionari». È un mondo definito «pulviscolo integrista», che agita vecchi fantasmi anti-modernità usando i nuovi media e distribuisce paura e odio a piene mani. Radio Maria, dice Melloni, «inculca in dosi quotidiane sospetti e inimicizie, con il suo leader, padre Livio Fanzaga che ogni giorno spiega leggendo i giornali dove sono i pericoli, chi sono gli avversari e soprattutto “smaschera” i traditori».

Ma non è solo questa radio, c’è un mondo più ampio – dice sempre Melloni – di «siti e antenne, blog e social» che «somministrano paure su misura: le paure su quel che si insegna a scuola per i movimenti pro-vita, quelle dei preti tradizionalisti che danno alla xenofobia leghista profumo d’ incenso, quelle del radicalismo familista che manifestano verso l’amore omosessuale il risentimento degli irrisolti».

Appare chiaro che per Melloni – e i suoi sodali in Vaticano – la soluzione sia spazzare via questa galassia senza pietà, perché rischia di ritardare la pacificazione con il mondo che la Santa Sede sta perseguendo. Vale a dire: la partita non è ancora finita, la triangolazione Repubblica-Governo-Vaticano (almeno alcuni settori) andrà avanti e il messaggio inviato attraverso Melloni è chiaro: non si fanno prigionieri.
(Riccardo Cascioli lanuovabq.it del 9 novembre 2016

“Un uomo è rispettabile solo in quanto porta rispetto”

8 Novembre 2016 Nessun commento

Giovanissimi che prendono a pugni i docenti, che denudano le coetanee e le violentano, che picchiano a sangue un compagno fino a renderlo più morto che vivo, un pari età diversamente abile preso a calci, tutto ciò senza un sussulto di vergogna, emozioni costantemente in apnea asfissiante. Non si tratta più di solo bullismo, oggi dovrebbe esser meglio conosciuto il disagio relazionale, attraverso questa inondazione mediatica travolgente, quanto inarrestabile. Eppure nonostante l’esposizione dirompente, l’impressione che se ne ricava, è che non c’è sufficiente consapevolezza della realtà che ci circonda, come se il moltiplicarsi di accadimenti e letterature più o meno sgangherate, spingano a una minore comprensione della drammaticità che ci investe tutti, al punto da condurci lontano dalla sostanza delle cose, la quale sembra più circondarci e restringerci, piuttosto che responsabilizzarci di fronte a un presente tutto da ricostruire, ma non con la paglia delle promesse facili a bruciare, come ha ben detto qualcuno. Forse è il caso di tentare di parlare comprensibilmente e correttamente su cosa è possibile dire a un adolescente imbizzarrito affinché s’arresti e impari a contare fino a dieci prima di ripartire per una guerra che spesso non fa prigionieri. E’ gia importante riuscire a guardarlo negli occhi il guerriero in erba, trovare il tempo necessario per farlo, la pazienza occorrente per aspettarlo qualche metro prima delle conseguenze che ci saranno e avranno il fragore della montagna, soprattutto per chi si ritiene il più furbo, il più forte, il più scaltro. Credo convintamene che ai più giovani occorra spiegare con le parole della sofferenza ingiustamente imposta, cos’è il rispetto, questa ambita medaglietta da appuntarsi al petto come fosse il passaporto per ogni prossima avventura. Perché quando si parla con un giovanissimo, si nota il recinto, il luccichio del filo spinato delle abbreviazioni, degli acronimi, degli slogans-echi di rimbalzo, lo stesso linguaggio migra a spintoni dalla grammatica resa fantasma, qualcosa manca, è fuori posto, assente, una sorta di mutilazione non immediatamente avvertita. Ecco che allora diventa un’impresa dialogare e capirci, se non fa capolino l’urto e il fastidio di un’emozione. C’è necessità di spiegare ai ragazzi (come agli adulti), che il rispetto di cui vanno tanto fieri, di cui vanno a caccia con tanto di digrignar di denti, è quello tramandato dallo slang che straripa da una certa filmografia, dalla sub-cultura che dal basso bussa alle porte della città, messaggio sub-urbano mafioso che fa tendenza, ma che non preserva dal disfacimento che nel frattempo interverrà. E’ impellente raccontare bene e chiaro che quel rispetto che tanti proseliti fa l’osannare cortometraggi alla gomorra e suburra, non sta a condizione-dimensione per cui abbiamo considerazione di noi stessi prima, e degli altri subito appresso, perché sappiamo di valere qualcosa senza eccellere in presunzione. Quel rispetto tanto ricercato con il taglio seghettato del coltello, è sinonimo di prevaricazione, di prepotenza, di violenza usata senza alcuna conoscenza, quel rispetto è silenzio colpevole, sordità di un momento che diventa malattia del cuore. A quel ragazzino con le mani in tasca e le gambe larghe, con il tirapugni tra le dita, forse non è più rinviabile lo spiegargli che meritare rispetto significa guadagnarselo, perché rispetto e dignità sono facce della stessa medaglia, ma non rimangono avvinte alla nostra vita qualsiasi comportamento manterremo, dobbiamo averne cura e attenzione, altrimenti saremo destinati a perderli entrambi. Noi non siamo eroi di cartone, non siamo il centro del mondo a discapito degli altri, più semplicemente persone normali, dunque non siamo persone che fanno del sopruso la moneta di scambio con i più deboli, o che usano gli altri per raggiungere una meta a tutti i costi. Forse è bene rammentare al peggior sordo che non vuole sentire che:“Un uomo è rispettabile solo in quanto porta rispetto”

Autore: Andraous, Vincenzo Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
giovedì 3 novembre 2016

Giù le mani da RADIOMARIA !

7 Novembre 2016 Nessun commento

Padre Livio Fanzaga è ancora una volta con Radio Maria sottoposto a pubblica lapidazione per qualcosa che né lui né nessun conduttore dell’emittente ha mai affermato. Eppure tutti scrivono il contrario, prendiamo il Corriere della Sera, pagina 8: “E mentre tutto il Paese esprime solidarietà ai terremotati, dalle frequenze di Radio Maria padre Livio Fanzaga ha detto, in sostanza, che il terremoto è un «castigo divino» di Dio contro l’Italia delle unioni civili, «offese alla famiglia e alla dignità del matrimonio »”. E quello che scrive il Corriere della Sera lo riscrivono a cascata tutti i giornali, Dagospia arriva a scoppio ritardato e pubblica l’articolo-madre, quello dell’Espresso, che ha originato questa bufala. La titolazione di Dagospia non lascia spazio ai dubbi: “Per Radio Maria il sisma è un castigo divino per le unioni civili”, grande foto di padre Livio al microfono, notizia messa in rete alle 16.58 del 4 novembre. Qualcuno avverta Roberto D’Agostino che nel frattempo da ore l’Espresso, il cui articolo ovviamente campeggiava anche sull’home page di Repubblica, era stato costretto a pubblicare questa smentita: “In un primo momento avevamo attribuito la dichiarazione choc sul terremoto al direttore di Radio Maria ma non potendo indentificare con certezza la voce dello speaker abbiamo eliminato il nome. Ce ne scusiamo con gli interessati e con i lettori”. Qual è il titolo dell’articolo dell’Espresso-Repubblica ripubblicato da Dagospia affinché circolasse a manetta negli ambienti che contano? Eccolo qui: Terremoto, Radio Maria “colpa delle unioni civili”. Il bello è che l’Espresso pubblica anche il minutino di audio incriminato e basta ascoltarlo: la frase citata tra virgolette nella titolazione non c’è, non si parla in alcun modo delle unioni civili, neanche nei quaranta secondi di trasmissione di un altro conduttore che vengono manipolati e montati. L’Espresso cita il 30 ottobre come data del misfatto. Il 30 ottobre era domenica e padre Livio non aveva alcuna diretta. Dunque ricapitoliamo. Tutta, ma proprio tutta l’informazione italiana, dal gruppo Espresso-Repubblica al Corriere della Sera fino a Dagospia passando per il Fatto Quotidiano e Raiuno dicono che il 30 ottobre padre Livio Fanzaga a Radio Maria ha affermato che il terremoto è un castigo divino inviato per “colpa delle unioni civili” (virgolettato nella titolazione). Il 30 ottobre padre Livio non aveva alcuna diretta in conduzione, non ha dunque affermato quello che gli viene addebitato, anche l’altro conduttore incriminato non ha mai parlato di unioni civili, la frase semplicemente non è stata mai pronunciata da nessuno. Ovviamente arriva subito la smentita di Radio Maria. Smentisce con un giorno di ritardo anche l’Espresso che ha originato la lapidazione. Ma il 4 novembre alle 16.58 Dagospia ancora ripubblica senza alcuna precisazione la notizia falsa che continua a circolare ovunque, indisturbata, alle 17.15 la trasmissione di Raiuno la Vita in Diretta riprende la stessa notizia falsa e la comunica a milioni di telespettatori. Il tutto, semplicemente, non è mai avvenuto. Il 30 ottobre, quello stesso giorno, uno scrittore che si chiama Massimiliano Parente che ha il libro in uscita tra poche ore con Mondadori firmato insieme a Vittorio Feltri, pubblica una fotografia di un edificio religioso in macerie e scrive che trova “divertente” che crollino le chiese. A un suo fan che gli chiede spiegazioni, risponde serafico: “Il problema è che poi le ricostruiscono”. Viene intervistato da Radio Rock e ribadisce il delirio. Ma lo scrittore appartiene alla nota lobby, quando insulta il sottoscritto utilizzando gli argomenti più imbecili ottiene sempre un titolo con gigantesca foto su Dagospia. Se uno scrittore americano avesse pubblicato una foto delle Torri Gemelle colpite commentando che trovava “divertente” che fossero crollate, semplicemente non avrebbe più potuto camminare per le strade degli Stati Uniti, altro che libro in uscita con Mondadori a braccetto con Feltri, manco gli hamburger da McDonald gli facevano girare. Invece a difesa del delirio di Parente scatta il meccanismo degli amici: non una riga sul Corriere della Sera, non una riga su Repubblica, manco Roberto D’Agostino sempre
prodigo di spazio per il suo amichetto mette una parola sulla “provocazione” del sedicente scrittore. Parte la cintura delle tutele, la cazzata di Parente è perdonata e circondata dal silenzio dei media che contano. Eppure il 30 ottobre è il giorno del sisma, ci sono paginate e paginate sui giornali che lo raccontano, ma neanche mezza riga di accenno al caso, a La Vita in Diretta sono distratti, riesco io a dire qualche parola il giorno dopo a Canale 5 ma la conduttrice subito cambia discorso. Per padre Livio invece la gogna mediatica sulla notizia totalmente inventata scatta e dura per giorni. Mi chiama una radio e io mi infurio (questo il link per chi fosse interessato http://www.ilfattoquotidiano.it/…/ adinolfi-furioso…/3168446/ ripreso dal Fatto Quotidiano) e mi sono anche chiesto proprio sul piano personale: “Mario, ma perché ti incavoli tanto?”. Sì, certo, sono legato a Radio Maria per via de Il Mormorio di un vento leggero, una trasmissione che mi sono divertito a condurre per un dialogo sempre vivo con un pubblico molto attento, ma io non conosco personalmente padre Livio, non l’ho mai incontrato, credo di averlo sentito forse al telefono una volta. Che me ne viene a difenderlo quando tutti, alcuni purtroppo anche nel mondo cattolico, gliene dicono di ogni? Poi ho capito la ragione della mia furia: difendendo padre Livio Fanzaga difendo non solo il mio mestiere di giornalista, svilito da approssimazioni e falsità nel dare notizie in un modo o nell’altro a seconda di simpatie, antipatie e interessi, ma anche se non soprattutto difendo il diritto di esprimersi, credo persino la libertà stessa, di una informazione che voglia dirsi genuinamente cristiana. Questa è una battaglia di libertà che dovrebbe interessare tutti, perché il linciaggio a cui vengono sottoposti una radio fortemente autonoma anche dai ricatti della pubblicità commerciale come è Radio Maria e una figura comunicativamente carismatica come quella di padre Livio Fanzaga, è una forma di linciaggio basato su notizie false o costruite ad arte che potrebbe toccare a tutti, quando la ruota girerà e le mode cambieranno. Questa è la fase storica in cui vengono massacrati conduttori, giornalisti, scrittori cristiani che difendono la famiglia naturale o particolarmente impegnati sul fronte della difesa della vita. Domani gli obiettivi potrebbero essere altri. Non sempre i Massimiliano Parente di turno trovano lobby e amici a costruire la cintura protettiva alle loro minchiate quotidiane. La gogna mediatica può arrivare per tutti. E non è un bello spettacolo. C’è poi il tema del “castigo divino”, che è un tema teologicamente molto appassionante, che chi ha studiato teologicamente le vicende che vanno dal diluvio universale alla distruzione di Sodoma e Gomorra, fino all’annunciata da parte di Gesù devastazione del Tempio di Gerusalemme. Non è questa la sede per discuterne e non sono titolato a parlarne. A scanso di equivoci non direi mai, perché non lo penso, che il terremoto sia un castigo divino per la legge sulle unioni civili. Ma vi dico che il primo pensiero dopo aver vissuto il terrore della scossa delle 7.41 del 30 ottobre è stato quello di chiedere, l’ho anche scritto, una grande e silenziosa e umile Preghiera per l’Italia. Siamo ancora liberi di poterla chiedere? Siamo ancora liberi di poterlo pensare? Siamo ancora liberi di poter pregare? Siamo ancora liberi?
————(Giù le mani da Radio Maria di Mario Adinolfi – La Croce quotidiano, 05 Novembre 2016)

“…bollettino del giorno dopo…”

3 Novembre 2016 Nessun commento

AUTORE: CHRISROSED’ARCO (vedi: www.noalsatanismo.wordpress.com/author/chrisrosedarco )
Halloween criminale, bollettino del giorno dopo: il sabba di vandali e mostri veri

Anche nel 2016 la notte del 31 ottobre, imposta dal business commerciale come “festa di halloween, notte delle streghe”, l’americanata macabra e sanguinaria, che vuole oscurare la vera Festa dei Santi, ha portato ancora tragedie e danni nel mondo ed in tutta Italia, come se non bastassero le calamità e i balordi che rovinano il nostro bel Paese. In USA halloween è un affare da 600 milioni di dollari, un grande business di sette occultiste.

Ma c’è di più e pochi hanno il coraggio di rivelare la verità: LA ‘FESTA di HALLOWEEN’ DETIENE IL RECORD PIU’ ALTO DI CRIMINALITA’, PIU’ DEL 50 % DI OGNI ALTRO GIORNO DELL’ANNO- UN ALLARME SOCIALE, sminuito dai media, che devono pubblicizzare ‘Halloween’, la fiera dell’horror e dell’occultismo, per difendere l’enorme business che c’è dietro, in America, business deleterio a cui anche l’Italia si è sottomessa, infatti sono poche le voci che hanno il coraggio di ‘scoprire la maschera’ della falsa festa per bambini: uno di questi è IL CRIMINOLOGO JAMES ALAN FOX, Professore di Criminologia, Diritto Penale e Ordine Pubblico presso la Northeastern University, che ha scritto e pubblicato 18 libri sui temi della criminalità specialmente giovanile. Fonte: http://www.boston.com/community/blogs/crime_punishment/2011/10/the_halloween_crime_spike.html
Sulla base dello studio di equipe di criminologi, con l’aiuto delle indagini della Polizia in ogni città americana, James Alan Fox ha dimostrato che “LA MINACCIA DI CRIMINALITA’, NELLA NOTTE DI HALLOWEEN E GIA’ NEL POMERIGGIO, QUANDO I BAMBINI VANNO DI CASA IN CASA PER IL RITUALE DEL ‘DOLCETTO SCHERZETTO’, E’ UNA MINACCIA MOLTO REALE, NON SOLO ‘LEGGENDA METROPOLITANA’ “, scrive il criminologo James Alan Fox e continua
“La notte di Halloween, con la sua finzione di streghe e fantasmi, porta assalitori e aggressioni molto reali, è la peggiore serata dell’anno per l’aumento di atti di violenza e di criminalità. Il conteggio riguardante la criminalità violenta, nella serata del 31 ottobre è di circa il 50 per cento superiore rispetto a qualsiasi altra data durante l’anno, e due volte la media giornaliera.”

Riportiamo alcuni fatti tragici, esemplari della “notte delle streghe” appena trascorsa, un vero bollettino di guerra…che speriamo faccia riflettere le autorità competenti sulla pericolosità di questa “festa” che inneggia alla violenza ed all’occulto.

Usa: spari a festa di Halloween, 2 morti e 5 feriti gravi

NEWBURGH, 1 NOV 2016- La Polizia di Newburgh, cittadina a 100 chilometri da New York, sta cercando un giovane di 17 anni, Niha Johnson, accusato di omicidio dopo una sparatoria avvenuta in un appartamento, nel corso di una “festa in costume di halloween” durante la notte del 31 ottobre, conclusa con la morte di due donne e il ferimento di altre cinque persone.
Altri due giovani, Rainier Hamilton, 21 anni, e il 20enne Tyson Oliveira sono stati arrestati con l’accusa di manomissione di prove. Il primo anche di possesso illegale di arma.

Fonte http://www.farodiroma.it/2016/11/01/halloween-negli-states-la-notte-degli-zombie-si-tinge-di-rosso-sangue/

Tragedia di Halloween USA: morti due bimbi e la loro mamma, molti minorenni feriti

Un carro che stava effettuando una parata porta a porta per la “notte delle streghe” del 31 ottobre è rimasto coinvolto in un incidente con un’auto a Chunky, un paese nel Mississipi – Morti sul colpo due bambini e la loro madre, altri sette minori sono rimasti feriti. Fonte

Lloran a madre e hijas muertas en Halloween en Mississippi

Halloween finisce in tragedia con due morti a Denver

Denver (USA) 1 nov 2016– Una celebrazione della notte delle streghe si è conclusa in una sanguinosa tragedia, dove due uomini sono stati uccisi e un altro è stato portato in ospedale dove si trova in condizioni critiche. L’incidente è avvenuto nella notte del 31 ottobre nella via 4300 Columbine dove a quanto pare si svolgeva una festa di Halloween. Le autorità stanno indagando sul motivo per cui sarebbe scattata la sparatoria che ha tolto la vita di due dei presenti.

Al momento non ci sono informazioni sui sospetti. I vicini della zona hanno affermato di aver sentito spari e poi hanno visto un uomo fuggire lungo la strada.

Fonte http://noticias.entravision.com/2016/10/31/una-fiesta-de-halloween-termina-en-tragedia-con-dos-muertos/

“Incubo halloween” in Texas: uomo mascherato da Freddy Krueger spara a 5 persone

Halloween in Texas, un falso Freddy Krueger terrorizza San Antonio. La polizia si è messa sulle tracce di due persone coinvolte nella sparatoria avvenuta all’alba di domenica nel nord-ovest della città, ad una festa di Halloween in cui sono rimaste ferite cinque persone.
L’autore della sparatoria era vestito come il personaggio della serie di film horror “A Nightmare on Elm Street” ed era accompagnato da almeno un’altra persona. Cinque persone, quattro uomini e una donna, in seguito alla sparatoria sono stati portati in ospedale e sono ancora in prognosi riservata.
Fonte http://www.farodiroma.it/2016/11/01/halloween-in-texas-un-falso-freddy-krueger-spara-a-cinque-persone/

Uccisi padre e figlio mentre giravano per le case per il rito “dolcetto scherzetto” di halloween: attaccati e uccisi da due uomini mascherati da “clown assassini”, che viaggiavano su una moto per le strade di Città del Messico

In mezzo ad un clima di paura causato dal fenomeno di killer mascherati da clown terrificanti, la festa di Halloween è diventata una tragica notte delle streghe a Città del Messico, dove sono state uccise due persone. Inoltre, due persone sono rimaste ferite da colpi di pistola, i cui autori sono stati gli stessi individui mascherati sulle moto.

Fonte http://amqueretaro.com/mexico/2016/11/02/tragedia-en-halloween-mueren-dos-personas-durante-ataques-en-cdmx

L’ultima follia di “halloween” a Roma: pistole a piombini e violenza

L’ultima moda è sparare piombini ad autobus e autisti dell’ATAC. Ancora ignota, per ora, l’identità di chi, nella notte di halloween, si è divertito a lanciare piombini sull’autobus, mandando in frantumi il vetro di una porta e quello appena a lato di un passeggero. E’accaduto in un quartiere a Roma.

Fonte http://www.farodiroma.it/2016/11/01/follie-di-halloween-pistole-a-piombini-e-violenza-danneggiato-mezzo-atac-a-tor-bella-monaca/

Cosenza, GdF sequestra 3,5 mln di articoli di travestimenti per Halloween: seri pericoli per la salute delle persone

Gli articoli sequestrati, destinati perlopiù ai consumatori più giovani, sono risultati potenzialmente pericolosi poiché gli acquirenti, indossandoli per i travestimenti, sarebbero stati esposti al rischio di contrarre infezioni cutanee e/o altre malattie dermatologiche. A conclusione dell’operazione sono stati sequestrati tre milioni e mezzo di maschere e altri accessori per i travestimenti di Halloween e sette persone sono state segnalate alle autorità amministrative competenti per l’accertamento delle violazioni. Una persona è stata denunciata alla locale Procura della Repubblica per il reato di contraffazione.

Fonte http://www.ilvelino.it/it/article/2016/10/31/cosenza-gdf-sequestra-35-mln-di-articoli-contraffatti-per-halloween/111e9f83-11fd-4510-9bb4-28ae80f563cd/

Killer clown, nuovi episodi in Sicilia: due studenti finiscono al pronto soccorso

Secondo un’inchiesta del giornale Die Welt, in Germania, nelle ultime settimane, ci sono stati almeno 30 attacchi, rapine o aggressioni di criminali in costume da clown armati. Simili episodi sono stati registrati in altre parti d’Europa, anche nel Regno Unito. Per evitare possibili derive negative del fenomeno, alcuni bar ed esercizi commerciali inglesi, hanno annunciato di negare l’accesso ai clienti che indossano costumi o maschere di clown ad Halloween. La “clown hysteria” si diffonde sempre di più anche in Sicilia: l’ultima famigerata moda horror viene dagli USA e si espande con “halloween”,(è il clown assassino dei libri horror di Stephen King) con individui vestiti da clown che si divertono a terrorizzare le persone durante la notte, dilaga sempre più. Con l’avvicinarsi della festa di Halloween, la polizia americana ha lanciato l’allarme: “C’è il rischio emulazione”. Come riportato da BlogSicilia, gli ultimi a pagarne le conseguenze sono stati due studenti del liceo di Bagheria, che erano andati a Caccamo per una riunione dell’Uds (sindacato studentesco). Alla fine dell’incontro, i due sono stati bloccati e spaventati da due individui mascherati da clown: di fronte alle loro grida, i pagliacci sono fuggiti.

Le vittime del macabro scherzo sono state portate al P.T.E. territoriale e prese in cura dalle U.O. di competenza. È anche stata presentata una denuncia contro ignoti. Anche a Termini immerese, nella notte del 31 ottobre 2016, due ragazzi sono stati aggrediti da individui vestiti da clown, in piazza San Carlo. Segnalati alcuni casi anche a Palermo.

L’Aquila, bussa alla porta per Halloween: bimba di 6 anni azzannata alle gambe da un rottweiler, gravissime lesioni

Sangue sul pianerottolo e ciocche di capelli sparsi un po’ ovunque, a terra un rottweiler moribondo accoltellato per evitare una strage.
Si è trasformata nel peggiore dei modi, la falsa festività “halloween” che viene celebrata il 31 ottobre con bambini che girano di casa in casa recitando la formula ricattatoria del Trick-or-treat, (Dolcetto o scherzetto in Italia). Una bambina di 6 anni col fratellino di 7 giravano mascherati da streghe per bussare alle case: la bimba ed un uomo 66enne (il nonno), intervenuto per salvarla, sono stati quasi sbranati dall’attacco del cane molosso, forse spaventato dal “travestimento stregonesco”… Entrambi la bimba ed il nonno ricoverati urgentemente in ospedale con gravi lesioni alle gambe.

Fonte:http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/cane_attacca_bambina_6_anni_rottweiler-2056629.html

17enne accoltellato nella notte di Halloween:
Tragedia sfiorata nella notte di Halloween a Squillace Lido, nel Catanzarese. Uno studente è finito in ospedale al termine di una lite scoppiata all’esterno di una discoteca.

Fonte http://www.zoom24.it/2016/11/02/catanzaro-squillace-lido-accoltellamento-festa-halloween-34565/

Tragedia ad Halloween, muore 17enne investito fuori dalla discoteca

CASORIA (Napoli)- Si chiude in tragedia la notte di Halloween di Alfonso Pernasilio, 17enne di Casoria, travolto da un’auto alle 4 del mattino, all’esterno di un locale in via Ripuaria, a Varcaturo. Era uscito con gli amici per trascorrere la notte in discoteca.

Fonte http://www.marigliano.net/_articolo.php?id_rubrica=48&id_articolo=48025

Halloween, vandali colpiscono la chiesa di Santa Maria in Colle (Treviso)

MONTEBELLUNA – Vandali in azione la notte di Halloween alla chiesa di Santa Maria in Colle a Mercato Vecchio. Il piazzale di una delle chiese simbolo di Montebelluna è stato deturpato con scritte fatte con le bombolette spray ed immondizia lasciata ovunque. C’erano scritte senza senso, fatte giusto per il gusto di “divertirsi”, bottiglie di birra vuote, cicche di sigarette e persino cartoni della pizza gettati ovunque. Il gesto ha scatenato indignazione sul web. La speranza dei cittadini e dell’amministrazione comunale è che ora i responsabili possano essere individuati e sanzionati grazie ai filmati dell’impianto di videosorveglianza.

Fonte http://www.oggitreviso.it/halloween-vandali-colpiscono-santa-maria-colle-148211

Blitz di satanisti al cimitero, il giorno prima di halloween: bestemmie e inni a Satana tra i loculi

AURONZO (Belluno)31 ottobre 2016- «666 Satana è risorto» e poi bestemmie vergate a colpi di spray sulle pareti di alcune tombe di famiglia al cimitero di Auronzo. Scritte inequivocabili che inneggiano al culto del maligno e all’ignoranza di chi gioca con la fede degli altri. Seguaci di satana o “ragazzate” che violentano nel profondo la sensibilità di chi chiede rispetto per i propri affetti, specialmente in prossimità del 2 novembre in cui tanti si recano a visitare le tombe dei propri defunti. Il parroco di Auronzo parla di «ignoranza e di pericolosità della falsa festa di halloween». Le foto sono state scattate da un cittadino e quindi girate all’assessore comunale Lorenzo De Martin che ha voluto subito renderle pubbliche per denunciare la gravità del fatto: «Atto criminale, altro che vandali. Servono le telecamere». E partono le denunce.

Fonte:http://www.ilgazzettino.it/nordest/belluno/cimitero_profanato_bestemmie_satana_auronzo-2054972.html

Trafugate le reliquie di San Don Bosco e di Santa Teresa di Lisieux nella chiesa di S. Francesco a Garbatola, (frazione di Nerviano): Sfregio satanista e furto su commissione per mercato nero di occultisti.

Questo furto sacrilego è avvenuto agli inizi del mese di ottobre 2016, ma si sa che per tutto il mese satanisti/occultisti si preparano alla notte di “halloween”, 31 ottobre il capodanno satanico, in cui vengono oltraggiati simboli di fede cristiana. Nella zona di Legnano erano già state prese di mira alcune chiese, profanando le Ostie consacrate, sporcando con escrementi…Raid vandalici di stampo satanista. Una situazione che costrinse la diocesi milanese a intervenire con la chiusura di una chiesa, che di solito era aperta ogni giorno…

Fonte http://www.ilgiorno.it/cronaca/reliquie-don-bosco-1.2567668

BELLUNO – MASCHERATI DA STREGHE E MOSTRI, ASSALTANO LA CASA DI UNA SIGNORA ULTRAOTTENTENNE, A RISCHIO INFARTO.

Casa imbrattata con lancio di uova e altro. E calci e pugni alla porta: l’anziana si sente male. Altro che «dolcetto o scherzetto»: la serata di Halloween si trasforma in un incubo per un’ultraottantenne di Castion. Perché i ragazzi vestiti in maschera che lunedì sera hanno suonato alla sua porta non si sono accontentati di trovare chiuso. E probabilmente poco importava loro dei dolcetti, visto che si sono divertiti a prendere a calci e pugni la soglia. Poi, sono andati oltre. Sono arrivati fino alle minacce. Tanto da provocare un malore all’anziana. «Si è davvero passato il limite – racconta Iole De Biasi, la figlia della signora che si è sentita male -. Mia mamma ha temuto che quei ragazzi le entrassero in casa. E ha avuto un malore per la paura. Ho fatto una denuncia contro ignoti, perché così è davvero troppo».

Fonte:http://www.ilgazzettino.it/nordest/belluno/halloween_choc_bulli_assaltano_la_casa_dell_anziana_belluno_colta_da_malore-2058173.html

RITUALI SATANICI HALLOWEEN: MACABRO RITROVAMENTO DI GATTI MORTI E ORNATI DI CORONE DI TRIFOGLI- UN CANE UCCISO ALL’INTERNO DI UN CERCHIO MAGICO

Cinque gatti morti e ornati di corone di trifoglio sono stati trovati la mattina del 1° novembre 2016 in uno stabile in V.le Europa al rione Bozzano(Brindisi). Stando a quanto ha fatto sapere l’associazione Aidaa sarebbero stati uccisi la notte del 31 ottobre durante i festeggiamenti di Halloween. “Le circostanze fanno pensare a un atto macabro e di estrema crudeltà” dicono da Aidaa perché gli animali sono stati rinvenuti a pochi metri di distanza l’uno dall’altro, ornati da corone di trifoglio, e con vicino dei pezzi di wurstel. Uno dei gatti era infilato alla base della radice di un albero, in una nicchia, sempre con del trifoglio accanto. La segnalazione è giunta da una abitante del condominio che ha allertato gli organi di polizia municipale.

All’indomani di Halloween, in provincia di Benevento, è stato ritrovato un povero cane, ormai morto, all’interno di un cerchio magico tracciato a terra.

L’immagine del cane, condivisa sui social, ha sollevato l’indignazione tanto più che il cane era vicino all’abitazione dei suoi proprietari, dove viveva in un giardino con un altro esemplare e un cucciolo, che sono stati risparmiati.

Fonte http://www.amoreaquattrozampe.it/2016/11/02/animali-vittime-di-rituali-nella-notte-di-halloween/

Fonte http://www.brindisitime.it/notte-di-halloween-macabro-ritrovamento-di-gatti-morti-e-ornati-di-corone-di-trifogli-foto/

Rubano calici e Ostie consacrate dalla chiesa per fare messe nere a Halloween. Corriere del Veneto (Padova e Rovigo)25 Ott 2016

Mancano solo sette giorni alla notte di Halloween e c’è qualcuno che si sta preparando a passare la festa più paurosa dell’anno celebrando messe nere e riti pagani con oggetti rubati nelle chiese. Si spiega così l’incursione notturna nella chiesa di Busa di Vigonza dove i ladri l’altra notte sono riusciti a entrare forzando la porta. Rubati i soldi che si trovavano nella cassetta delle offerte, ma anche cinque calici e sei contenitori di S. Ostie Consacrate che erano ben chiusi in sacrestia. A fare la denuncia è stato il parroco, sul furto stanno indagando i carabinieri di Pionca.

https://www.pressreader.com/italy/corriere-del-veneto-padova-e-rovigo/20161025/281749858895387

Riti satanici nei parchi di Roma la notte di Halloween

Guardie zoofile hanno trovato nel Parco di Villa Gordiani, al Prenestino, i segni inequivocabili di riti satanici con la scoperta di un altare e le scritte 666 (il numero della Bestia e del Diavolo) su alberi e rocce http://www.romatoday.it/cronaca/riti-satanici-halloween-2016.html

ROVINATA LA CHIESA DEL CRISTO, IN PIENO CENTRO STORICO A BRINDISI nei pressi di Porta Lecce, ASSALITA DAI VANDALI DI HALLOWEEN, CHE L’HANNO COMPLETAMENTE IMBRATTATA…il Comune non interviene. Fonte http://www.brindisitime.it/ancora-vandali-alla-chiesa-del-cristo-e-nessuno-si-preoccupa-di-intervenire-dossier-fotografico/

Vandali in azione a Settimo: ragazzi devastano il centro storico.

Vandali in azione, la notte di Halloween, nel centro storico di Settimo Torinese appena risistemato con un’ingente spesa di 800mila euro. Un gruppo di ragazzi mascherati ha devastato gli arredi di alcune vie del paese dell’hinterland torinese. In particolare sono stati incendiati alcuni cassonetti dei rifiuti, divelto cestini dei rifiuti e panchine, danneggiato auto in sosta. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Chivasso, che però non sono riusciti ad intercettare i giovani, che nel frattempo si erano dati alla fuga. La speranza è che le immagini delle telecamere del Comune riescano a fornire informazioni utili per identificare i vandali. Sarà difficile identificarli, se avevano il volto coperto dalle maschere di “halloween”…

Fonte http://www.ansa.it/piemonte/notizie/2016/11/01/vandali-devastano-centro-di-settimo_03e066fb-94b9-45d5-97e6-565dd4daeaf8.html

Tragica notte di Halloween, due morti e due feriti gravi nello schianto a Longare(Vicenza). Maurizio e Luigi, 31 e 27 anni, giovani vite spezzate: stavano tornando a casa da una festa a tema “halloween”…

Fonte:http://www.ilgazzettino.it/vicenza_bassano/vicenza/longare_riviera_berica_schianto_due_morti_di_barbarano_due_feriti-2056536.ht

Senigallia: tragedia nella notte di Halloween, giovane anconetano falciato da un’auto, mentre andava ad una festa in discoteca

Fonte http://www.vivereancona.it/2016/11/02/senigallia-tragedia-nella-notte-di-halloween-giovane-anconetano-falciato-da-unauto/613404

Halloween, notte di vandalismi. Nonostante lo spiegamento di forze predisposto dal comando della polizia locale, a Bergamo l’hanno fatta da padrone le scorribande di giovani, che hanno devastato luoghi pubblici e case private

Fonte http://www.ogliopo.laprovinciacr.it/news/ogliopo/153082/halloween-notte-di-vandalismi.html

Bari, 85 autobus dell’Amtab assaliti nella notte: il “buon halloween” dei vandali
Fonte http://bari.ilquotidianoitaliano.com/cronaca/2016/11/news/bari-85-autobus-imbrattati-nella-notte-buon-halloween-ai-vandali-134303.html/

Lo ‘scherzetto’ di Halloween a Bari: vandali al San Paolo, bidoni rovesciati e uova lanciate contro case

Fonte http://www.baritoday.it/cronaca/halloween-vandali-bidoni-rovesciati-san-paolo-quartieri.html

Isola Vicentina, Halloween “vandalico”: i ragazzi, scoperti, sono stati costretti dal sindaco a ripulire. Risse e vandalismi, il bilancio della notte horror.

Un gruppo di ragazzi ha passato il 1° novembre ripulendo piazza San Vitale a Castelnovo, dove i festeggiamenti per Halloween erano degenerati in lancio di uova, farina ed altri atti vandalici.“http://www.vicenzatoday.it/cronaca/isola-vicentina-halloween-vandalico-i-ragazzi-ripuliscono.html

Halloween, il sabba dei vandali a Rossano, celati da una maschera che serviva anche per non farsi riconoscere.
Fonte http://lapiazzaweb.com/halloween-il-sabba-dei-vandali/

Halloween notte di vandali a Ragusa: adolescenti mascherati prendono di mira un salone parrocchiale e distruggono vetrate

Fonte http://ragusatelegraph.it/2016/11/notte-halloween-notte-vandali/

Lo schianto in scooter e la morte: halloween, una notte di angoscia a Pistoia

E’ morto sotto gli occhi degli amici, Antonio Minichello, 16 anni, residente a Quarrata. I ragazzi tornavano dopo la festa mascherata per “halloween” a Poggio a Caiano.

Fonte http://www.lanazione.it/pistoia/cronaca/schianto-scooter-minichello-1.2644542

LA TRAGEDIA DI HALLOWEEN NELL’ARENA DI MADRID, DOPO 4 ANNI:

Nella sentenza in tribunale, i giudici hanno stabilito che la morte di cinque giovani e le gravi lesioni ad altri 29 giovani, che si erano accalcati nell’Arena di Madrid nel 2012 per l’”evento party di halloween” si sono verificate a seguito del mancato controllo del sovraccarico di persone, essendo entrate nell’arena circa 16.600 persone. Il Tribunale Provinciale di Madrid ha recentemente imposto a Miguel Angel Flores, organizzatore dell’evento, una condanna a quattro anni di carcere, per avere cercato solo il proprio beneficio economico, senza tenere conto della sicurezza delle persone.

Fonte http://irispress.es/2016/11/01/madrid-arena-halloween/

HALLOWEEN sempre più VIOLENTO: Picco di omicidi, anche di bambini, 9 furti e rapine a mano armata in sole 24 ore a New Orleans durante i “festeggiamenti di halloween”

Fonte http://www.wwltv.com/news/crime/violent-halloween-9-armed-robberies-2-carjackings-1-homicide/345757856

Igor, rifiutato dalla mamma naturale e anche dalla famiglia adottiva. Ma …

1 Novembre 2016 Nessun commento

Rifiutato.
Questa è la parola che credo si addica di più a come mi sento, alla mia storia.
Sono stato rifiutato dalla mia mamma naturale quando avevo tre anni e vivevo ancora in Russia e lei, tenendomi per mano, mi ha accompagnato in un orfanatrofio. Diceva che sarebbe tornata a prendermi, ma io non l’ho più rivista.
Dopo qualche anno mi sono sentito rifiutato anche dalla famiglia che mi ha adottato in Italia.
Tutto è cominciato nella stanza di quel medico, con quella diagnosi: ADHD e disturbo oppositivo/provocatorio.

Io li ho visti gli sguardi dei miei genitori adottivi in quel momento, ho visto come il mondo è sembrato crollare loro addosso.
Non ero più il bambino perfetto che pensavano di aver accolto.
Io invece mi ero quasi sentito rincuorato perché il medico mi aveva spiegato che era anche a causa di quelle quattro lettere, Adhd, che facevo così fatica a stare fermo e a concentrarmi, che mi muovevo con goffaggine tra i preziosi mobili della mia nuova casa, che diventavo irascibile e aggressivo quando qualcuno provava a contraddirmi.
Poi la serie di rifiuti è continuata con le comunità. Ne ho passate quattro. All’inizio tutto va bene e sembra funzionare, poi viene fuori quella parte oscura di me, quella che mi fa sentire un piccolo Hulk, quella piena di rabbia e di paura, una pentola a pressione pronta ad esplodere nei momenti più inaspettati. E comincio a distruggere tutto e tutti. Non guardo in faccia nessuno.
E allora gli altri mi rifiutano.
Adesso sono in una comunità per ragazzi con problemi psicologici e psichiatrici. E la mia paura più grande è che anche Caterina mi rifiuti.
Io sono innamorato di lei, voglio sposarla, avere dei figli. Anche lei come me è in comunità e prende delle medicine per stare meglio.
Solo che litighiamo in continuazione, una volta ho alzato anche le mani su di lei perché avevo paura che mi stesse lasciando e ho cominciato a stringerle fortissimo i polsi…però non volevo farle del male.
Quando non litighiamo è bellissimo.
Da qualche tempo ho ricominciato a sentire al telefono anche i miei genitori adottivi, li chiamo una volta a settimana.
C’è un educatore di cui penso di potermi fidare, o almeno lo spero: ha sopportato tutte le mie crisi, ha tollerato la mia disperazione e il mio dolore, la mia tendenza a distruggere ogni cosa.
A volte penso che ci sono persone destinate a cercare disperatamente amore senza riceverne. In cerca di una casa, di qualcuno da chiamare famiglia.
Chissà se anche per me arriverà un giorno in cui potermi, finalmente, sentire amato e non più respinto.