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Archivio Aprile 2017

Meditazione Orientale? No-grazie

27 Aprile 2017 Commenti chiusi

Meditazione Orientale? Il no-grazie di Claudia Koll

(fonte ZENIT)

“Il fascino che lo yoga ha sull’occidente è indiscutibile. Lo yoga è dappertutto, dai corsi nelle palestre agli esercizi pre- parto (vedi Balaskas), sembra che sia la soluzione allo stress del mondo moderno. Ma lo yoga davvero lo conosciamo? Che cos’e’ lo yoga veramente? Invece, lo yoga si muove “su diversi livelli” come dice Ratzinger nell’intervista del 1999 ad Ignazio Artizzu, “30 domande al Cardinal Ratzinger” e ti porta all’esoterismo, all’evocazione delle “potenze” per asservirle allo scopo magico e luciferino di diventare il “dio” di se stessi, come dimostra Rabi Maharaj nel suo bellissimo libro “Morte di un guru”. Ebbene la popolarità dello yoga e di altre filosofie orientali e metodi di meditazione è enormemente cresciuta negli ultimi anni. Permane, tuttavia, l’interrogativo su fino a che punto queste pratiche siano compatibili con il cristianesimo. L’ultimo contributo al dibattito su questo tema è un libro pubblicato da un religioso lasalliano australiano, Max Sculley, intitolato “Yoga, Tai Chi, Reiki: A Guide for Christians” (Connor Court Publishing). Queste tecniche sono ampiamente raccomandate come utili per il fitness e per il relax e a prima vista, pochi avrebbero elementi per giudicarle male, afferma monsignor Julian Porteous, vescovo ausiliario di Sydney, nella prefazione al saggio. Tuttavia, ammonisce il presule, “il mondo in cui viene introdotto il neofita è avverso alla fede cristiana”. Se da un lato le pratiche in questione, ad un approccio superficiale, promettono di essere benefiche, in realtà esse sono “un cavallo di Troia a causa della loro dannosa infiltrazione spirituale”. Fratello Sculley spiega che uno dei principali problemi sta nella promozione di stati di coscienza alterati. Si tratta di una pratica designata a portare le persone a sperimentare un senso di unità con il cosmo e il divino e stimola un sentimento di beatitudine. Assieme a ciò, tuttavia, porta con sé pericoli che vanno dall’instabilità mentale all’influenza demoniaca. Molti cristiani che praticano yoga, tai chi e simili discipline, lo fanno senza alcun desiderio di abbracciare la filosofia ispiratrice o le credenze spirituali, tuttavia, commenta l’autore, le tecniche di alterazione della mente provocano seri rischi spirituali. Nella sezione sullo yoga, Sculley spiega che è esso inestricabilmente connesso con i principi religiosi dell’induismo, che è in contraddizione con il Cristianesimo in vari punti fondamentali. Il panteismo, la dottrina della reincarnazione e l’idea che questa vita mortale non valga la pena di essere vissuta sono solo alcuni degli aspetti anti-cristiani dello yoga. Il Karma, aggiunge fratello Sculley, è un concetto assolutamente anti-cristiano, dal momento che include il concetto di una severa giustizia basata su un dio impersonale, senza alcuno spazio per il perdono o la pietà. “Ciò è in totale contrasto con il Cristianesimo nel quale Gesù Cristo, attraverso la sua sofferenza, morte e resurrezione, ha espiato per i nostri peccati”, commenta l’autore. Inoltre, il principio dello yoga, secondo cui l’unica realtà possibile è l’essenza divina in tutte le cose create e che qualunque cosa sia visibile è solo un miraggio passeggero, è in netto contrasto con il principio cristiano di un cosmo creato da Dio. Fratello Sculley cita uno dei più noti esegeti dello yoga, Deepak Chopra, secondo il quale la pratica regolare di questa disciplina orientale può portare ad un cambiamento nella mente e nelle emozioni. Riguardo al tai chi, l’autore afferma che si tratta di una disciplina troppo spesso considerata come un semplice mezzo di riduzione dello stress o di conseguimento di una buona salute. In comune con ciò che anima lo yoga, comunque, esso include gli stati di coscienza alterata e l’illusione di poter diventare divini. Gli istruttori di tai chi, spiega Sculley, affermano che è basato sulla filosofia del taoismo e non sulla religione. Ciò che non è spiegato, aggiunge lo studioso, è che la filosofia taoista è essa stessa un sistema di principi religiosi che sono in conflitto con i principi del Cristianesimo. Il chi è presentato come una sorta di forza vitale ma, secondo la filosofia che lo anima tutte le cose create sono manifestazioni divine del “chi” e lo scopo ultimo del tai chi è permettere a chi lo pratica di diventare divino. Fratello Sculley aggiunge che il Taoismo cerca di spiegare tutta la realtà in termini di Ying e Yang. Ciò significa che non vi sono assoluti morali, tutto è relativo e le definizioni cristiane di bene e male non trovano posto. “Anche se qualcuno cerca di prendere le distanze dalla filosofia chi, le tecniche incluse in questa meditazione in movimento sono tali da alterare in modo significativo lo stato di coscienza di chi ne fa pratica”, afferma l’autore. Alcuni cristiani, ammette Sculley, non accettano la filosofia ispiratrice né qualsiasi altra tecnica di alterazione della mente. “Qualunque maestro di tai chi deplorerebbe una versione così impoverita dell’arte”, che non sarebbe tai chi ma una sorta di ginnastica ritmica. Il Reiki è un’altra diffusa pratica, presentata come tecnica guaritrice. Il vocabolo si compone di due parole giapponesi che letteralmente significano “energia divina universale”. Esso comprende una credenza panteistica e l’affermazione che tutti gli umani hanno la capacità di diventare divini. Inoltre, il Reiki sostiene la reincarnazione e il concetto di divinità suprema, concetto profondamente diverso dalla fede cristiana. La guarigione cristiana, spiega Fratello Sculley, ha luogo in una atmosfera di fede nel potere guaritore di Cristo ed è accompagnata dalla confessione dei peccati. Nel Reiki non è richiesta alcuna fede e il peccato e il male non esistono. Non per nulla, aggiunge lo studioso, nel 2009 la Conferenza Episcopale degli USA ha pubblicato un documento in cui si spiega che la guarigione Reiki non ha nulla di cristiano e contiene gli elementi di un’altra religione. Il libro di Fratello Sculley stimola una profonda riflessione su cosa vi sia dietro a pratiche che sono ampiamente accettate da molti cristiani, inconsapevoli di ciò che rappresentano.

“….Basta poco….”

21 Aprile 2017 Commenti chiusi

I dati sull’eutanasia che non può avere limiti
di Benedetta Frigerio (la nuova bussola quotidiana 21.4.17)
19-04http://anawim.blog.tiscali.it/wp-admin/media-upload.php?post_id=6927&type=image&TB_iframe=1-2017
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E’uno spaccato glaciale quello emerso dagli ultimi dati relativi ai casi di eutanasia nei Paesi Bassi, con numeri che dal 2002 (anno della legalizzazione della morte di Stato) continuano a crescere. Basti pensare che negli ultimi 10 anni l’incremento percentuale è stato del 317 per cento. Ma le cifre sull’anno 2016, riportate settimana scorsa dal Duch News parlano di un incremento in un solo anno del 10 per cento, con 5.561 casi riportati nel 2015 e ben 6.091 nel 2016 (ben il 4 per cento di tutti i casi di morte del paese).

NUMERI NASCOSTI- Ma non è tutto perché, tenuto conto degli episodi non riportati, si potrebbe raggiungere anche una cifra pari circa 7.500 morti. Infatti il Lancet nel 2012 pubblicò uno studio, redatto ogni cinque anni sui casi di eutanasia non inseriti nelle stime ufficiali, da cui emergeva che nel quinquennio analizzato il 23 per cento di tutti le morti procurate nei Paesi Bassi non erano stati riportati: applicando questa percentuale anche al 2016 si arriva a 1.400 casi in più.

“STO BENE MA UCCIDETEMI” – Fra tutti crescono le concessioni di eutanasia per problemi psicologici e con un 32 per cento di omicidi richiesti in seguito a diagnosi di demenza (141 casi, 32 in più del 2015). In un caso addirittura a una donna è stata concessa la morte di Stato perché il marito era morto e lei sentiva che la vita non aveva senso, sebbene “non fosse depressa. Mangiava, beveva e dormiva bene. Seguiva le notizie e svolgeva attività”. Un’altra donna invece è stata uccisa perché voleva morire in seguito a violenze sessuali subite da bambina ed è stata accolta anche la richiesta di un alcolizzato. Ovviamente questa prassi legale e diffusa non ha potuto che avere effetti su una mentalità individualista e feroce per cui è diventato normale, negli ospedali, hospice o case di riposo, sedare o sospendere i trattamenti a persone anziane o prive di coscienza anche quando non richiedono di essere uccise.

ARGINI INCONSISTENTI – Eppure, si legge sul Duch News, la normativa dei Paesi Bassi varata nel 2002 era molto restrittiva permettendo l’eutanasia solo in alcuni casi estremi. E’ evidente, invece, come dimostrano i numeri, che una legge che pone come principio una menzogna non può avere limiti: una volta che si sancisce l’autodeterminazione, come se la persona potesse vivere a prescindere dalle norme naturali (date all’uomo come aiuto necessario per vivere bene) e dalle relazioni di dipendenza reciproca, non c’è più limite. Come giustificare, ad esempio, l’omicidio di un malato di cancro e non quella di un depresso se entrambi decidono che non vogliono più vivere? Se il criterio è l’autodeterminazione non si può. Non a caso, nel 2016 i Paesi Bassi hanno legalizzato l’eutanasia anche anche nell’ambito della demenza.

BASTA POCO – E’ così che un paese si trasforma in una società di morte, dove anche chi vorrebbe vorrebbe vivere si sente quasi spinto a uccidersi dalle leggi e da una mentalità che fa sentire di peso chi non è più “utile” o “produttivo”. Proprio come dice la normativa quando ammette l’eutanasia “nel caso di mancanza di terapie alternative” che guariscano il malato. Basta poco.

“…mi piacerebbe..”

17 Aprile 2017 Commenti chiusi

(Riccardo Ruggeri, 2017-04-16 10:05:05 AM)
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Cari amici del Blog, per un pò vado a bighellonare per la Svizzera interna, mi svago per prepararmi a presentare America Un romanzo gotico nei luoghi scelti da chi mi invita. Per qualche tempo il Cameo sarà più raro, tanti auguri di tutto cuore di Buona Pasqua.
Nella settimana di Pasqua della mia giovinezza la mamma ed io (rimasti soli troppo presto) facevamo diligentemente le “pulizie pasquali”, un rito che aveva due momenti topici: a) le pulizie vere e proprie, stante i pochi metri quadri dell’alloggio e l’assenza di angoli e di tappeti erano rapide; b) le pulizie dello spirito, con visita del parroco per la benedizione e relative riflessioni morali; la mamma era anarchica e mangiapreti, ma aveva voluto che venissi allevato nella religione cattolica: a me toccava una benedizione doppia.
Da allora, a Pasqua faccio una “pulizia” preventiva dei miei pensieri laici, con gli interlocutori della mia vita sociale del tempo. Ora, fuori dai giochi della routine, vivo sereno nei miei amati interstizi, interloquisco con il pensiero, e per puro divertissement, con i personaggi della mia attività giornalistica.
Pur non conoscendoli di persona, sono ormai entrati emotivamente nella mia vita a pieno titolo, vorrei mandar loro una cartolina di auguri pasquali e un piccolo cadeaux: a ciascuno un pensierino personalizzato, con la lingua non biforcuta dell’adolescenza.
Mi piacerebbe che Papa Bergoglio, al compimento del prossimo quinto anno di pontificato, valutasse anche lui se dimettersi, come fece Papa Ratzinger, quando capì che il mitico discorso di Ratisbona non era stato apprezzato dai suoi nemici, laici e religiosi. Gli stessi che curiosamente hanno dato a Bergoglio, attraverso i loro immensi arsenali mediatici, un’incredibile popolarità. Chissà se, nella sua stanzetta di Santa Marta, avrà usato una delle sue locuzioni preferite: “A me, tutto questo spuzza”?
Mi piacerebbe che Matteo Renzi vincesse le primarie del Pd, consumando la vendetta alla quale tanto anela, uscirà così dalla depressione e potrà ritirarsi con dignità a vita privata, come aveva ipotizzato proprio un anno fa, toccando il massimo della sua popolarità. Come politico il suo ciclo si è concluso il 4 dicembre scorso, perché in un mondo che corre (lui ce lo ha insegnato), dove tutto è focalizzato sul cittadino-consumatore, gli ex premier sono come gli yogurt, una volta scaduti si buttano nell’umido, semplicemente.
Mi piacerebbe che Silvio Berlusconi ritornasse alle olgiettine, seppur da voyeur, come le impone l’età. Scimmiottare i vegani, i crudisti, i fruttariani, dare il biberon agli agnellini, non è da lui. Possibile che non l’abbia capito che ormai è un simpatico nonno 1.0?
Mi piacerebbe che Matteo Salvini abbandonasse l’idea di diventare premier, è una persona perbene, pieno di buon senso, cittadino esemplare, non ha nulla in comune con personaggi opachi dominanti, come Donald Trump, come Angela Merkel, come Marine Le Pen, come Emmanuel Macron.
Mi piacerebbe che Luigi Di Maio prendesse atto della fine del suo ruolo di “sherpa cinquestelle candidato premier”: la scalata finale a Palazzo Chigi toccherà a una giovane donna, Chiara Appendino, stessa sua preparazione di base, ma dal più gradevole congiuntivo.
Mi piacerebbe infine, è quello che più mi sta a cuore, che i magistrati si rendessero finalmente conto che per i politici e per le élite la locuzione “lasciamo lavorare i magistrati” è ipocrisia allo stato puro. Lor signori, e l’apparato mediatico che li protegge, si sentono diversi da noi, non amano essere inquisiti, figuriamoci condannati, il loro mondo era quello rarefatto del porto delle nebbie della vecchia procura di Roma. Per quieto vivere si faccia finta che siano tutti devoti al bene comune, e chiudetela lì.
Festeggiamo in serenità la Pasqua, tanto, tranquilli, per la resurrezione c’è tempo.
Riccardo Ruggeri
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(L’articolo Buona Pasqua a Bergoglio, Renzi, Berlusconi, Salvini, Di Maio, e pure ai magistrati sembra essere il primo su Riccardo Ruggeri.)

“colonizzazione ideologica”

8 Aprile 2017 Nessun commento


Cari amici di Generazione Famiglia,
ecco di seguito alcuni aggiornamenti sulle nostre attività:

SCANDALO “UNAR”
Ricorderete sicuramente lo scandalo che qualche settimana fa ha travolto l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali e che ha portato alle dimissioni del suo ultimo direttore, Francesco Spano, dopo la scoperta che quest’ultimo era affiliato a un’associazione LGBT a cui lo stesso Ufficio aveva riconosciuto uno stanziamento di 50.000 euro in fondi pubblici.

Purtroppo negli ultimi 4 anni l’UNAR – benché dovrebbe occuparsi esclusivamente di questioni legate al razzismo – è stato del tutto colonizzato da associazioni LGBT, ed ha agito come braccio operativo in Italia della “colonizzazione ideologica” del Gender denunciata da Papa Francesco.

Pertanto, nelle ultime settimane Generazione Famiglia ha duramente protestato contro questa conduzione dell’UNAR presso il Dipartimento di Pari Opportunità, da cui l’ufficio dipende, e il Sottosegretariato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ne ha la responsabilità politica. Attualmente, il Sottosegretario è l’ex Ministro Maria Elena Boschi del Partito Democratico.

Stiamo chiedendo che l’UNAR sia bonificato dalla presenza invadente delle associazioni LGBT, e che torni a occuparsi, in modo serio e oculato, del monitoraggio degli effettivi fenomeni di discriminazione razziale che si verifichino in Italia. Stiamo chiedendo inoltre che l’UNAR non metta più piede con nessuna delle sue attività nelle scuole dei nostri figli e nipoti senza aver prima presentato i propri programmi a un tavolo di associazioni familiari appositamente costituito.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi di questo lavoro, che stiamo conducendo con altre associazioni di genitori.

CIRCOLI TERRITORIALI
I circoli territoriali di Generazione Famiglia stanno continuando a organizzare convegni e occasioni di informazione su tutto il territorio contro la colonizzazione dell’ideologia Gender e per aiutare i genitori a tornare protagonisti nelle scuole dei loro figli. Recentemente abbiamo scritto e pubblicato un apposito manuale, che potete scaricare gratuitamente qui, e la risposta delle famiglie è stata davvero entusiasta!

Inoltre a breve avvieremo un nuovo tour dei nostri incontri rivolto in particolare alle Parrocchie che volessero organizzare occasioni di informazione per le famiglie della loro zona. Non esitate a contattarci per organizzare un evento informativo nelle vostre Parrocchie! Potete scaricare qui la lettera da inviare al vostro Parroco, affinché conosca la nostra attività e, se vorrà, ci contatti per accordarci.

Avvisiamo infine che a seguito di dure proteste da parte di alcune famiglie di Pescara per la scelta di alcuni licei della città di affidare ad associazioni LGBT l’educazione sessuale e affettiva degli studenti, proprio a Pescara è in fase di costituzione l’ultimo circolo territoriale di Generazione Famiglia. Stiamo cercando di essere presenti ovunque ci sia da difendere la libertà educativa delle famiglie… anche se con disponibilità economiche molto ridotte.

CRESCE LA BIBLIOTECA
Come sapete, sul nostro sito (www.generazionefamiglia.it) avete gratuitamente a disposizione una serie di opuscoli su alcuni temi “scottanti” su cui è bene farsi trovare preparati nel caso si dovesse intervenire in dibattiti delicati tra amici, parenti o colleghi di lavoro: ideologia Gender, famiglia, filiazione, etc. Siamo contenti di annunciarvi che stiamo lavorando su altri due opuscoli: uno contro l’utero in affitto e uno sul perché ogni bambino ha bisogno di crescere con una mamma e un papà, anche dal punto di vista psicopedagogico. Vi informeremo con un’apposita e-mail non appena saranno disponibili.

GENERAZIONE FAMIGLIA & CITIZEN GO
Negli ultimi mesi si è stretto un legame di forte collaborazione tra Generazione Famiglia e l’organizzazione non governativa internazionale CitizenGO, di cui forse molti di voi conoscono l’attività per aver firmato qualche petizione online. Nelle prossime settimane Generazione Famiglia e CitizenGO porteranno in giro per l’Italia…. una sorpresa, che farà sicuramente molto discutere! Seguiteci sui nostri profili Facebook e Twitter per scoprire di che si tratta!

Ci sono tante altre novità di cui vi faremo sapere prossimamente.
Grazie per la fiducia che ci dimostrate in tante parti d’Italia

“…avvolsero la stessa Persona”

3 Aprile 2017 Nessun commento

SINDONE E SUDARIO DI OVIEDO AVVOLSERO LA STESSA PERSONA.
STUDIO DELL’UCAM CONFERMA IL VANGELO DI GIOVANNI.

(MARCO TOSATTI La Stampa “San Pietro e dintorni 1.4.17)
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Un nuovo studio, compiuto in Spagna dall’Università Cattolica di Murcia (UCAM) ha confermato che la Sindone di Torino e il Santo Sudario, conservato a Oviedo hanno avvolto la stessa persona. Non solo: gli esami scientifici hanno rivelato che questa persona “soffrì una ferita” di tipo penetrante nel suo costato dopo che era già spirata. La concordanza con quanto raccontano i Vangeli, e in particolare quello attribuito a San Giovanni, che si pensa fosse presente nelle ultime ore di Cristo sul Golgota balza subito agli occhi.

Un gruppo di studio di medicina legale guidato da Alfonso Sánchez Hermosilla, medico legale dell’Istituto di Medicina Legale di Murcia, direttore della Squadra di Ricerca del Centro Spagnolo di Sindonologia e consulente scientifico del Centro Internazionale di Sindonologia di Torino.

Per arrivare a questa conclusione sono stati realizzati “Studi antropometrici criminalistici, anatomici e anatomo-patologici della Sindone e del Sudario”. “I suoi risultati portano a nuovi progressi della squadra di ricerca della UCAM che sta studiando il Sudario di Oviedo e che già in precedenza ha riscontrato altri elementi di evidenza per cui entrambi gli indumenti avvolsero la stessa persona”.

L’UCAM ha reso noto che sono stati compiuti “Studi sul sangue, sulla presenza di pollini, sulal conservazione del materiale tessile (lino) e sulla presenza di contaminanti organici e inorganici”.

“Le macchie di sangue sulle quali abbiamo lavorato sono sempre state qui, però nessuno le aveva studiate, e sono le uniche con queste caratteristiche. Fino ad oggi erano state attribuite a segni causati dalle ferite della flagellazione”, ha detto Sánchez Hermosilla. L’università ha spiegato che “Le macchie rilevate dai ricercatori e su cui si incentra lo studio hanno caratteristiche comuni e sono molto diverse dal resto, sia per la loro morfologia e complessità dopo l’analisi macroscopica, con un’alta concentrazione ematica e nel centro un cerchio più chiaro e ben delineato”.

“Questa macchia d’altronde diventa invisibile se la si osserva con un filtro infrarosso, come è normale per le macchie causate da sangue cadaverico, al contrario di quello che accade con il sangue vitale (…) Nel Sudario c’è solo una macchia con caratteristiche simili, denominata ‘macchia a fisarmonica’, attribuita alla stessa origine macchiante e conseguenza della piegatura del tessuto varie volte in forma di ‘presilla’ (sopraffilo) che sta sopra il rovescio della grande macchia centrale”.

L’UCAM informa che lo studio ha descritto in dettaglio “i tessuti e gli organi attraversati dall’oggetto puntuto nella sua ipotetica traiettoria”, e dà sostegno all’ipotesi secondo cui “Chi amministrò questo colpo di grazia aveva esperienza, dunque collocando la lama dell’arma in posizione orizzontale si poteva evitare facilmente le costole, per non dover provare più volte, qualcosa che apparentemente non avvenne, perché non appaiono quelli che in Medicina Legale si chiamano ‘lesioni di sondaggio’”.

L’università ricorda che “prima di questa nuova scoperta, e nel corso di questa ricerca, è stato scoperto nel Sudario di Oviedo un grano di polline di una pianta che secondo la palinologa del EDICES, Marzia Boi, è compatibile con la specie botanica Helicrysum Sp., identificata anche sulla Sindone”.

E non si è trattato di una contaminazione posteriore, “Perché si trova incollato al sangue; cioè giunse alla reliquia allo stesso tempo del sangue, non in un modo aleatorio”.

La persona che è stata avvolta sia nella Sindone che nel Sudario “era in posizione verticale quando subì una ferita penetrante che attraversò l’emitorace destro, con entrata per il quinto spazio intercostale e uscita per il quarto, vicina alla colonna vertebrale e alla scapola destra, lasciando macchie di coagulo di sangue e di liquido pleuro-pericardico su entrambi gli indumenti”.

Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”. Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

dire fare lettera testamento

1 Aprile 2017 Nessun commento

(—-dal blog Berlicche il cielo visto dal basso)

“Non è chiaro se la proposta di legge sul testamento biologico, che sta per giungere nelle aule parlamentari con le usuali forzature radicaleggianti dei finti democratici, sia in realtà un mezzo per cercare di eutanasizzare – se mi passate l’orrido neologismo – il governo o ricompattarlo. Perché se da un lato il tema dell’eutanasia, di cui questa proposta è chiaramente anticipatrice ed esplicito grimaldello, è un tema per così dire “caro” ad una sinistra mortifera, dall’altra è senza’altro possibile che si tenterà di sfruttare i prevedibili malumori per mollare una stoccata all’esecutivo. Un casus belli per apparire puliti.

Le unioni civili, quella indiscussa porcata di legge che è l’unico lascito degno di nota del fu governo Renzi, furono utilizzate per ricompattare un partito mugugnante contro il “nemico comune”. Quale nemico? quel cattolicesimo che ha costruito e costituito la civiltà occidentale. Se si vuole sostituirlo con una nuova ideologia è indispensabile liberarsi del suo retaggio.

Per tornare al paganesimo che fu, e anche più in giù.

Che poi anche alcuni esponenti formalmente cattolici si siano accodati dietro congruo compenso alla “nuova” morale progressiva la dice lunga sui danni che può fare la politica quando è staccata da un ideale da raggiungere.

I pochissimi civiluniti certificano l’ampiezza della menzogna sull’urgenza di quel provvedimento e il favore popolare pressoché nullo; i successivi pronunciamenti, ampiamente previsti, di giudici compiacenti, ridicolizzano gli sbandierati risultati della finta opposizione. Ma temo che da ciò non si sia imparato niente.

Possiamo sgolarci affermando che il caso di quel poveretto che è andato in Svizzera ad ammazzarsi non c’entra niente con quanto si vuole passare in aula: quello è stato puro suicidio. Non servirà, ma almeno serve a chiarire cosa si vuole ottenere in realtà, al di là di tutte le parole false che ci riversano addosso.

Avremo un bel dire che, una volta aperta la porta alla morte, sarà difficile richiuderla. Non ci saranno molti che presteranno orecchio a quanto accaduto in altri stati, dove si è partiti come qui con parole di dolce morte e si è finiti a trattenere con la forza vecchietti che cercavano di resistere a chi li sopprimeva. O a far fuori bambini, malati mentali, persone non autosufficienti, senza più neanche addurre scuse. Nel silenzio complice, persino nell’indifferenza.

Un poco di orrore da queste parti ancora quelle pratiche le suscitano. Quella parte politica che adesso spinge il provvedimento è, nominalmente, la stessa che esecrava la barbarie nazista, non così differente quanto a volontà di eliminare ciò che riteneva improduttivo. Almeno senza l’ipocrisia di dire che lo faceva per il loro stesso bene.

Perché quanto il padrone decide che è ora di sopprimere i pesi morti o tu hai una ragione per dirgli di no, per dire che quello non è una zavorra ma un essere umano vivo, oppure obbedisci. Anzi, porti avanti quella battaglia per la morte come se ne andasse della tua vita.
Attento, servitore del nulla. Cosa ti accadrà quando al tuo padrone non servirai più?

E noi, che pensiamo la vita sia sacra e non oggetto di mercato, che dobbiamo dire? Che dobbiamo fare? Dobbiamo farci sentire perché il nostro modo di vedere il mondo non divenga lettera morta. Non è ancora venuto il momento di scrivere il testamento biologico della fede.