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“Le cose che non hai fatto”

1 Dicembre 2017 Commenti chiusi

(Bruno Ferrero, 40 storie nel deserto)

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Una delle più belle poesie d’amore degli ultimi tempi è stata scritta da una ragazza americana al suo ragazzo “…non tornato dal Vietnam
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E’ intitolata: “Le cose che non hai fatto”.

Ricordi il giorno che presi a prestito la tua macchina nuova e l’ammaccai?
Credevo che mi avresti uccisa, ma tu non l’hai fatto.
E ricordi quella volta che ti trascinai alla spiaggia, e tu dicevi che sarebbe piovuto, e piovve?
Credevo che avresti esclamato: “Te l’avevo detto!”. Ma tu non l’hai fatto.
Ricordi quella volta che civettavo con tutti per farti ingelosire, e ti eri ingelosito?
Credevo che mi avresti lasciata, ma tu non l’hai fatto.
Ricordi quella volta che rovesciai la torta di fragole sul tappetino della tua macchina?
Credevo che mi avresti picchiata, ma tu non l’hai fatto.
E ricordi quella volta che dimenticai di dirti che la festa era in abito da sera e ti presentasti in jeans?
Credevo che mi avresti mollata, ma tu non l’hai fatto.
Sì, ci sono tante cose che non hai fatto.
Ma avevi pazienza con me, e mi amavi, e mi proteggevi.
C’erano tante cose che volevo farmi perdonare quando tu saresti tornato dal Vietnam. Ma tu non l’hai fatto.
Ma tu non sei tornato.

Una regola d’oro: passeremo nel mondo una sola volta. Tutto il bene, dunque, che possiamo fare o la gentilezza che possiamo manifestare a qualunque essere umano, facciamoli subito.
Non rimandiamolo a più tardi, né trascuriamolo, poiché non passeremo nel mondo due volte.

………ARTE ????…(o vescovo neanche cristiano??)

23 Novembre 2017 Commenti chiusi

(lanuovabq.it 21 nov.2017)

Dal Belgio veramente le sorprese non hanno fine, e normalmente non sono sorprese gradevoli. Almeno per chi ha amore e rispetto per la Chiesa cattolica. L’ultima notizia che ci è stata data da amici belgi, giustamente, a nostro parere, stupefatti e indignati è questa. Nella chiesa cattolica – non sconsacrata – di Kuttekoven, a Looz (nella diocesi di Limburg) è stata installata un’opera d’arte dell’artista Tom Kerck, dal titolo “La vacca sacra”. Su un grande crocifisso è appesa una mucca; intorno a lei un lago di latte.
Nel pomeriggio di domenica scorsa una quindicina di cristiani cattolici, in seguito a un tam tam avvenuto sui social media, si sono radunati nella chiesa, armati di rosario, per riparare a quella che evidentemente è, al minimo una mancanza di buon gusto clamorosa. Venivano da diverse parti delle Fiandre, e l’azione è stata organizzata dal l’ASB Katholiek Forum.
La chiesa di Kuttekoven è in pessimo stato, come si può vedere dall’immagine, e non viene usata normalmente per scopi liturgici. Ma comunque non è stata ancora sconsacrata; e anche se la sorte di molte chiese in Belgio è soggetta a cambi di destinazione d’uso impressionanti, da supermercato a palestra, il fatto che l’edificio religioso abbia ancora il suo carattere sacro ha esacerbato i sentimenti dei fedeli. Secondo il Katholiek Forum, si tratta di “un’immagine satanica, e di un insulto disgustoso a Dio e al cattolicesimo”.
Il gruppo che si è ritrovato a pregare era munito di rosari, di una croce, e di un cartello, diretto all’autore dell’opera e al vescovo, mons. Patrick Hoogmartens, che riportava questa scritta: “Fermate la blasfemia e l’arte degenerata. Pregate per la riabilitazione”. “Siamo delusi da Patrick Hoohmartens – ha dichiarato Dries Goethals, direttore del Katholiek Forum. “Non ha fatto niente contro questa sedicente opera d’arte perché vuole evitare il conflitto. È terrorizzato dai media. Per questo noi siamo venuti a pregare qui, perché il cattolicesimo è disonorato”. L’autore dell’opera era presente, e ha detto al gruppetto: “Sono contento che voi siate venuti, ciascuno ha il diritto ad avere la sua opinione”. Secondo lui l’opera non vuole essere un insulto al cattolicesimo, ma fa riferimento allo spreco che avviene nella nostra società. Sarà, ma ancora una volta, come in altri, troppi, episodi, è sempre la religione cristiana che offre spunti e materiale per le provocazioni.

Stranamente altre fedi, forse oggetto di fede da persone più suscettibili e, pronte a dimostrare la loro suscettibilità non solo a parole, non ispirano nello stesso modo gli artisti. Misteri della creazione artistica.

Il Katholiek forum conta qualche decina di membri, di cui una cinquantina nelle Fiandre, e gli altri in Olanda

l’eleganza di certe idee

9 Novembre 2017 Commenti chiusi

GAY AGGREDISCE ADINOLFI
La verità non resta in mutande
(da lanuovabq.it 31 ottobre 2017
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Beati i miti perchè erediteranno la terra.
Chi di noi, al posto di Mario Adinolfi, non avrebbe tirato un papagno in faccia all’obeso che si è presentato in mutande e in pose effemminate dietro di lui mentre a Novara l’altra sera presentava il suo libro ?

“O CAPIAMO O MORIAMO”

autore Mario Adinolfi–

Poi, certo, sarebbe passato dalla parte del torto, triturato dal curcuito mediatico. Il video si può vedere qui.
Il mainstream della gaytudine che odia non avrebbe aspettato altro. Infatti Adinolfi lo sapeva e ha mostrato un self control imperturbabile, stoico. Sicuramente lo avrà esercitato in tutti questi anni di attacchi vergognosi da parte dei gaysdaran italiani nei confronti della moglie e delle figlie. Cose irripetibili, che a casa di altri si configurano come reato, ma che per la gaystapo invece sono libere espressioni. E tali restano impunite.
Invece lui è rimasto impassibile perché la verità non ti fa spostare di un millimetro. Guardando la scena viene in mente di non prepararsi alcuna difesa, perché lo Spirito vi dirà di volta in volta le cose da dire. “Io vi darò parola e sapienza, cosicché i vostri avversari non potranno resistere nè controbattere”. Anche il silenzio visto da questa prospettiva dunque è parola e sapienza. E ha svelato con potenza che la Verità veste a nozze, non sta in slip. E che le provocazioni ideologiche e giacobine Lgbt sono uno sbuffo d’aria putrescente nella vastità dell’universo. Un sulfureo meato da cui partono effluvi che lasciano in mutande solo chi li propaga.

Mst – ” ….un vero e proprio boom!…”

24 Ottobre 2017 Commenti chiusi

(da GAZZETTA DI PARMA 20 Ottobre 2017 – News » Italia/Mondo)
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Le malattie legate al sesso, ovvero le cosiddette malattie sessualmente trasmissibili (Mst), per un lungo periodo sembravano non rappresentare ormai un’emergenza, ma non è più così: dalla sifilide alla gonorrea, passando da Aids e altre infezioni, negli ultimi anni si registra un ritorno di tali patologie con un’impennata dei casi che si delinea come un vero e proprio ‘”boom”. Il dato più allarmante è quello legato alla sifilide: in 17 anni si è registrato il 400% in più di casi. L’allarme arriva dal 56mo Congresso dell’Associazione Dermatologi Ospedalieri (Adoi), dal quale gli esperti lanciano un invito alla prevenzione rivolto innanzitutto ai giovani.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ogni anno l’impatto di quattro Mst, tra le più diffuse, corrisponde a 498,9 milioni di nuovi casi. Questo vuol dire che nel mondo oltre un milione e mezzo di persone ogni giorno si ammala per una Mst, mentre la gonorrea ha visto quasi raddoppiare i casi in Europa tra il 2008 al 2013. In Italia, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, negli ultimi anni i casi di Mst sono aumentati, passando dai circa 3500 del 2006 ai circa 6500 del 2013.

Un aumento registrato soprattutto tra i maschi. Ad aumentare sono soprattutto malattie batteriche come le infezioni da Chlamydia e la sifilide, ma anche quelle determinate da virus come i condilomi dovuti ad alcuni tipi di HPV e le epatiti da virus A o C. Per non parlare dell’infezione da HIV, oggi diventata la più importante malattia a trasmissione sessuale per le sue rilevanti implicazioni cliniche e di spesa sanitaria e i cui nuovi casi non accennano a diminuire nel mondo occidentale, con una minore percezione del rischio – e un conseguente picco di infezioni – soprattutto nella popolazione over-50 e anziana.

«In Europa, dalla metà degli anni ’90 alcune Mst hanno trovato “terreno fertile” per espandersi dopo un decennio di declino, soprattutto nelle grandi metropoli e in alcuni gruppi a rischio, come i maschi omosessuali – spiega il presidente del Congresso, Antonio Cristaudo -. Questa crescita è stata amplificata poi dalla facilità degli incontri sessuali occasionali dovuta oggi all’utilizzo di Internet e delle App».

Per questo, avverte Massimo Giuliani dell’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma, «la lotta contro le Mst va fatta aumentando la consapevolezza del rischio infettivo del comportamento sessuale e allargando tra i giovani l’uso routinario del preservativo. Ma anche – sottolinea – migliorando l’accesso alle strutture cliniche delle persone che sospettano un’infezione e andando loro incontro mediante tecniche rapide di diagnosi facilmente eseguibili anche fuori dagli ospedali. Oggi si può infatti diagnosticare una sifilide su una goccia di sangue da un dito o fare nello stesso modo un test HIV a casa. Oppure in ospedale si può ricevere un risultato per un’infezione da Chlamydia o di gonorrea in 2 ore su una piccola quantità di urine».

Singolare, avvertono i dermatologi, è infine il caso del linfogranuloma da chlamydia che da malattia rara è divenuta molto diffusa in un decennio. Prima confinata in India e Sud America, dal 2003 è progressivamente in aumento anche in Europa, inizialmente nella comunità di maschi omosessuali e poi anche tra gli etero. Sino a pochi anni fa l’ente europeo di sorveglianza European Surveillance of Sexually Transmitted Infections la definiva appunto una patologia rara. Oggi la definisce una «vera e propria epidemia».

18 Ottobre 2017 Commenti chiusi

Roma, 12 ottobre 2017 Comitato Difendiamo i Nostri figli Ufficio Stampa 339 6172330
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“Il drammatico caso di Loris Bertocco, l’uomo di 59 anni di Fiesso d’Artico che ieri si è andato a suicidare in Svizzera, non può essere strumentalizzato per chiedere una legge sull’eutanasia. Non si tratta infatti di un malato in fase terminale o affetto da una malattia non curabile ma di una persona che, malgrado una gravissima disabilità, aveva una vita piena e molto attiva, anche nel campo dell’impegno politico. Il vero calvario di Bertocco, come ammesso da lui stesso nella sua “lettera testamento” di denuncia, è stato l’abbandono della società civile e dello Stato. La sua scelta è legata alla disperazione esistenziale di una persona lasciata sola da tutti. I suoi appelli al diritto di ricevere un’assistenza adeguata sono infatti più volte caduti nel vuoto e lui è rimasto senza più sostegni e soldi per curarsi”, così Massimo Gandolfini presidente del comitato promotore del Family day.
“Se passa il principio che ci sono vite che non sono degne di essere vissute e che le istituzioni non possono farsi carico dell’assistenza ai soggetti più fragili – prosegue Gandolfini – arriverà presto il momento in cui per tagliare pesanti spese sanitarie si comminerà la cosiddetta eutanasia di Stato, cosa che sta già accadendo in Olanda e Belgio”.

“Ci poniamo quindi una domanda: come mai non si trovano fondi sufficienti per il sostegno alla disabilità mentre sono disponibili risorse per la fecondazione artificiale eterologa che è stata inserita nei Lea? La politica è chiamata a delle scelte e quella operata nella fattispecie è sicuramente di natura ideologica”, afferma ancora il presidente del Family day.

“In Italia abbiamo centinaia di migliaia di anziani e disabili a quali attualmente non è garantita un’assistenza dignitosa – continua Gandolfini -, offrire loro la strada del suicidio assistito come soluzione alle sofferenze svela la mentalità tipica della filosofia delle vite indegne di essere vissute e della società dello scarto più volte denunciata da Papa Francesco”.

“I sentimenti di solidarietà e compassione saranno cancellati nel nome del principio dell’autodeterminazione che, in realtà, cela solo il desiderio dello Stato di sottrarsi ai suoi doveri assistenziali verso gli ultimi e più fragili”, conclude Gandolfini.

Roma, 12 ottobre 2017 Comitato Difendiamo i Nostri figli

Ufficio Stampa 339 6172330

RITROVATI !!!

7 Ottobre 2017 Commenti chiusi

LIBIA
2017-10-07
Autorità libiche confermano: ritrovati i corpi dei 21 martiri copti

2017-09-29
Procuratore libico: sappiamo dove sono sepolti i martiri copti sgozzati dai jihadisti
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Sirte (Agenzia Fides) – La Procura generale libica, nella serata di di venerdì 6 ottobre, ha ufficialmente confermato il ritrovamento dei corpi dei 21 cristiani copti egiziani decapitati nel 2015 da jihadisti legati allo Stato Islamico (Daesh) in una zona costiera presso la città di Sirte. Secondo quanto riferito dai canali di comunicazione della procura egiziana, i corpi sono stati ritrovati in un’area costiera alla periferia della città, con le mani legate dietro al schiena e vestiti con le stesse tute color arancione che indossavano nel macabro video filmato dai carnefici al momento della loro decapitazione. Anche le teste dei decapitati sono state ritrovate accanto ai corpi, e sono in corso le procedure per identificare le single vittime della strage della strage attraverso l’analisi del loro DNA.
Alla fine di settembre (vedi Fides 2//2017) il Procuratore generale libico al Sadiq al Sour aveva annunciato l’individuazione del sito in cui erano stati sepolti i resti mortaldei 21 cristiani copti sgozzati da jihadisti del sedicente Stato Islamico (Daesh ). L’identificazione del luogo di sepoltura dei corpi delle vittime era stata collegata dallo stesso Procuratore all’arresto di un uomo accusato di aver preso parte a quella strage, rivendicata dai jihadisti con la diffusione in rete di un macabro video che che ritraeva le fasi della decapitazione collettiva. Il Procuratore al-Sadiq al-Sour aveva anche dato notizia dell’identificazione dell’operatore che aveva filmato le scene della strage confluite nel video. La notizia del possibile ritrovamento dei corpi dei 21 copti era subito rimbalzata in Egitto, suscitando grande emozione soprattutto nelle comunità copte della regione di Minya, da dove provenivano gran parte delle vittime della strage. Ma negli ultimi giorni (vedi Fides 6/10/2017), i familiari dei 21 copti sgozzati in Libia avevano rivolto al ministero degli esteri egiziano la richiesta urgente di avere conferma del ritrovamento dei resti mortali dei propri cari. Nel messaggio, ripreso dall’Agenzia Fides, le famiglie confermavano che la notizia del possibile ritrovamento dei corpi aveva suscitato in loro la speranza e la preghiera che i resti mortali dei martiri potessero presto “tornare in Egitto, alla loro Chiesa, e diventare una benedizione per tutto il Paese”. Ma lamentavano anche che nel passare dei giorni non fosse stata fornito dalle autorità libiche e da quelle egiziane nessun indizio certo del ritrovamento annunciato, mentre sui media dei due Paesi erano iniziate a circolare una girandola di supposizioni e indiscrezioni contraddittorie, comprese alcune che di fatto smentivano il precedente annuncio del Procuratore libico
Il video della decapitazione dei 21 copti egiziani fu diffuso sui website jihadisti nel febbraio 2015. Una settimana dopo la diffusione del filmato, nel quale si vedevano anche i cristiani copti sussurrare il nome di Cristo mentre venivano sgozzati, il Patriarca copto ortodosso Tawadros II decise di iscrivere le 21 vittime della strage nel Synaxarium, il libro dei martiri della Chiesa copta, stabilendo che la loro memoria fosse celebrata il 15 febbraio. (GV) (Agenzia Fides 7/10/2017).

conosci Romena?

3 Ottobre 2017 Commenti chiusi

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“Semplicemente Vivere”: ritornano le veglie-incontri con don Luigi Verdi

SAN BENEDETTO DEL TRONTO merc. 18 ottobre 2017

Chiesa SS. Annunziata – Porto d’Ascoli-ore 21.00

2 PESARO giov. 19 ottobre 2017

Parr. SS. Terenzio e Marina-via Dora, 2 ore-21.00

3 S. ANGELO IN VADO ven. 20 ottobre 2017

Monastero Serve di Maria – ore 21.00

4 VARESE merc. 25 ottobre 2017

Frati Cappuccini-Viale Borri 109-ore 21.00

5 BERGAMO giov. 26 ottobre 2017

Chiesa dei Frati Cappuccini – via dei Cappuccini 8-ore 21.00

6 BIELLA mart. 07 novembre 2017

Parr. San Defendente-Ronco di Cossato-Via Montegrappa,1-ore 21.00

7 CASTIGLIONE TINELLA-CN- merc. 08 novembre 2017

Parr.Sant’Andrea-p.zza XX Settembre- ore 21.00

8 CHIAVARI gio. 09 novembre 2017

Chiesa di S. Giuseppe di Ri-Via Piacenza 285-ore 21.00

9 TRIESTE merc.22 novembre 2017

Parr. SS. Pietro e Paolo-via Cologna n°59 -ore 21.00

10 UDINE giov.23 novembre 2017

Parrocchia di S. Giorgio in Pagnacco – ore 21.00

11 PORDENONE merc. 29 novembre 2017

Parrocchia San Lorenzo – Rorai Grande-ore 21.00

12 TREVISO giov. 30 novembre 2017

Chiesa Votiva-Parr.Santa Maria Ausiliatrice-Via A. Scarpa, 2 ore 21.00

13 PRATO merc. 06 dicembre 2017

Parr. San Bartolomeo – P.zza Mercatale-ore 21.00

14 REGGELLO Giov. 07 dicembre 2017

Pieve di Cascia- ore 21.00

15 BOLOGNA merc. 13 dicembre 2017

Parr. Madonna del Lavoro-Via Ghirardini, 15-ore 21.00

16 MODENA giov. 14 dicembre 2017

Chiesa di Sant’Antonio-Piazza della Cittadella, 24-ore 21.00

17 VIADANA-MN-merc. 10 gennaio 2018

Chiesa di Castello- piazza Parazzi-ore 21.00

18 PIACENZA giov. 11 gennaio 2018

Parr. Santa Franca-P.zza Paolo VI, 1-ore 21.00

19 AREZZO merc. 17 gennaio 2018

Parr.San Marco alla Sella-Via Romana,45-ore 21.00

20 SIENA giov. 18 gennaio 2018

Parr.San Francesco all’Alberino-Via del Vecchietta 30-Ravacciano-ore 21.00

21 BRESCIA merc. 24 gennaio 2018

Centro Mater Divinae Gratiae – via Sant’Emiliano, 30-ore 21.00

22 PALERMO lun. 29 gennaio 2018

Centro Aggregativo Diurno per Anziani (Ex Mulino del sale)

Via San Ciro,6 (Brancaccio)- ore 19.00

23 RAGUSA mart. 30 gennaio 2018

Parr. S. Pietro Ap.-Via Lazio 89-zona Beddio-ore 19.30

24 CATANIA merc. 31 gennaio 2018

Parrocchia SS. Pietro e Paolo – via Siena-ore 20.30

25 MESSINA giov. 1° febbraio 2018

Parr. S. Giacomo Maggiore Ap.- v. Buganza, Isolato 54-ore 20.00

26 GENOVA merc. 07 febbraio 2018

Parr.S. Maria Assunta -Via della Chiesa-GE-Rivarolo-21.00

27 SAVONA giov. 08 febbraio

Chiesa di S. Paolo Apostolo-Via Giusti 2 ore-21.00

28 LE PIAGGE (FI) merc. 14 febbraio 2018

Comunità delle Piagge-Via Lombardia, 1- ore 21.00

29 PADOVA merc. 21 febbraio 2018

Parrocchia S.Bartolomeo – via Montà 208-ore 21.00

30 ROVERETO giov. 22 febbraio 2018

Assoc. Filarmonica Rovereto-Via A. Rosmini, 78 -ore 20.45

31 RAVENNA merc. 28 febbraio 2018

Fraternità S. Damiano-Via G. Oberdan, 6-ore 21.00

32 SAVIGNANO SUL RUBICONE-FC-giov. 1° marzo 2018

Cinema Teatro Moderno- Corso Perticari 5-ore 21.00

33 SORRENTO merc. 07 marzo 2018

Parr. N.S. di Lourdes-Via B. Capasso 2/d-ore 20.30

34 NAPOLI giov. 08 marzo 2018

Parr. S. Gennaro al Vomero- Via Bernini 55-ore 21.00

35 CAMPOBASSO merc. 14 marzo 2018

Parr. S.Emidio v.m.- C.so d.A. Jovich-Monteverde di Bojano (CB)-ore 21.00

36 FONDI (LT) giov.15 marzo 2018

Monastero San Magno – Fondi-ore 21.00

37 CONCESIO-BS-merc. 21 marzo 2018

Sala teatro oratorio S. Vigilio di Concesio-Via Rizzardi,1 ore-21.00

38 MILANO giov. 22 marzo 2018

Parr. Beata Vergine Immacolata – Lavanderie di Segrate-ore 21.00

39 TIRIOLO (Cz)lun. 09 aprile 2018

Parr.B.V.della Neve e delle Grazie- P.zza Italia-ore 19.00

40 COSENZA mart. 10 aprile 2018

Parr. S. Aniello-via Panebianco 514-ore 20.30

41 CORIGLIANO CALABRO-CS- merc. 11 aprile 2018

Parr. Maria Santissima Immacolata-P.zza dell Immacolata-ore 21.00

42 VILLAPIANA-CS-giov. 12 aprile 2018

Centro polivalente Villapiana scalo-ore 18.30

43 GALATONE (LE) lun. 16 aprile 2018

Parr. San Francesco d’Assisi-via Metello-ore 21.00

44 OSTUNI (BR) mart. 17 aprile 2018

Parr. San Luigi, via G. Di Vittorio 18-ore 20.00

45 ALTAMURA merc.18 aprile 2018

Foyer de Charité- Contrada Fornello ore 20.30

46 BARI giov. 19 aprile 2018

Parrocchia Preziosissimo Sangue-Via S. Visconti 57-ore 20.00

47 FOGGIA ven. 20 aprile 2018

Cattedrale B.M.V Assunta in Cielo-Piazza Duomo-ore 20.00

48 SALERNO merc.02 maggio 2018

Parrocchia Gesù Redentore-Via P. De Ciccio, 1- ore 20.30
49 ROMA giov. 3 maggio 2018

Parrocchia San Frumenzio – via Cavriglia 8 ore 21.00

50 S.G IOVANNI VALDARNO-AR-merc. 16 maggio 2018
Parr. Ss.Pietro e Paolo al Bani-Via 1° maggio 15-ore 21.00

51 PERUGIA giov. 17 maggio 2018

Chiesa di Santo Spirito – via Parione,17-ore 21.00

52 NOCERA INFERIORE merc. 23 maggio 2018

Parr. S.Maria del Presepe-P.zza Amendola , ore 20.00

53 VILLA LITERNO-CE- giov.24 maggio 2018

Fraternità San Sossio-loc.tà Pantano- ore 21.00

54 GROSSETO mart. 29 maggio 2018

Parr. Del Cottolengo-Via Scanzanese 67- ore 21.00

55 LIVORNO merc. 30 maggio 2018

Parr. Ss. Annunziata dei Greci-via Olanda 44 (Scopaia)-ore 21.00

56 VIAREGGIO-LOC.TA’BICCHIO giov. 31 maggio 2018

Parr. Natività di Maria-Via Aurelia sud 478-ore 21.00

57 MILANO merc. 06 giugno 2018

Parr.SS.Redentore- via G.P. Da Palestrina 5/7-ore 21.00

58 ISOLA DEL PIANO-PU-merc.13 giugno 2018

Monastero di Montebello-Strada delle Valli, 22-ore 21.00

59 IMOLA giov. 14 giugno 2018

Chiesa Santa Maria dei Servi-Piazza Mirri, 2-ore 21.00
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Romena organizza alcuni grandi incontri ogni anno invitando testimoni del nostro tempo per ascoltare il loro percorso di vita e condividere le loro intuizioni sul nostro tempo, sul cammino dell’uomo, sulla ricerca di un senso per vivere. Vai alla pagina Convegni.
CONVEGNI 2017
? 20-21 Maggio ? 14-16 Luglio ?15-17 Settembre

Riviviamo il convegno “Tenerezza” – Romena 20-21 Maggio 2017
Tutti i video degli interventi

Riviviamo il convegno “Perdono” – Loppiano (FI) 25 Febbraio 2017
Tutti i video degli interventi

Riviviamo il convegno “Libertà” di Settembre 2016
Tutti i video degli interventi

il bus della libertà

2 Ottobre 2017 Commenti chiusi

Marco Tosatti la stampa

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Nonostante la vergognosa decisione dell’ultima ora del sindaco di Napoli, e dell’amministrazione ostaggio delle organizzazioni più estremiste, il Bus della Libertà è sfilato a Napoli, ed ha sostato in piazza Trento e Trieste. La sosta sarebbe dovuta durare due ore, dalle 12 alle 14, ma su consiglio della Digos è stata abbreviata; infatti stavano arrivando gli squadristi dei centri sociali, che, a quanto risultava alle forze dell’ordine, avrebbero avuto intenzione di creare disordini.

Con grande senso di responsabilità, per non mettere in pericolo i numerosi cittadini napoletani che si erano recati all’appuntamento con il Bus della Libertà, gli organizzatori del tour hanno deciso di abbreviare la sosta.

Una piccola nota off topic: ma perché la sinistra invece di inseguire i fantasmi del fascismo di settant’anni fa non si occupa in maniera concreta di quei covi di squadrismo e di violenza che sono i centri sociali e le aggregazioni consimili #Fiano? Forse perché sono funzionali, come gente di mano, al loro progetto di regime?

Come sapete il Bus della Libertà reca la scritta rivoluzionaria e provocatoria: “I bambini sono maschi. Le bambine sono femmine. La natura non si sceglie”. Per contrastare l’immissione dell’ideologia “gender” a scuola. Affermava nella diretta dal bus Jacopo Coghe che bisogna battersi contro il disegno di legge che vorrebbe istituire un “ora d’amore” obbligatoria a scuola a settimana. Un’idea degna dei peggiori regimi. “Ci siamo già dentro. Non si è capita la gravità della situazione. Riceviamo segnalazioni di bambini che tornano da scuola traumatizzati da comunicazioni non scientifiche e ideologiche”.

Coghe ricorda che il Papa, proprio a Napoli, ha usato parole durissime contro l’ideologia Gender: “uno sbaglio della mente umana che crea confusione e frustrazione”. Non appare molto evidente che alla Conferenza Episcopale, e in particolare alla Segreteria, siano state recepite. Sono troppo impegnati a occuparsi di migranti per accorgersi della violenza antropologica che i loro referenti politici privilegiati, cioè il PD (vedi Cirinnà e Fedeli) stanno cercando di far passare nel Paese.

Vi offriamo qui un messaggio (datato) dal Bus della Libertà, ricordando che domani a Roma, ci sarà l’ultima tappa, alle 15, a piazza Bocca della Verità.

#BusDellaLiberta : anche #Bologna è stata espugnata!

Gli insulti e le intimidazioni di uno sparuto gruppetto di contestatori non ci hanno minimamente sfiorati. Volevamo entrare a Bologna e ci siamo riusciti. Non esistono zone franche: il diritto di priorità educativa della famiglia si rafforza in tutta Italia.

Ci vediamo domani a Bari (sosteremo dalle 12 alle 14 in piazza della Prefettura), venerdì a Napoli (a piazza Trieste e Trento dalle ore 12 – 14) e concluderemo questo giro a Roma, sabato 30 settembre alle ore 15 a piazza Bocca della Verità!

#Coraggio : le foglie sono verdi in estate!

Chi vuole può collegarsi su Facebook alla pagina di Generazione Famiglia e guardare il video della traversata di Napoli.

Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”. Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.
———————–http://www.lastampa.it/Blogs/san-pietro-e-dintorni

loro “ci hanno ripensato” e sono passati avanti

30 Settembre 2017 Commenti chiusi

(da Il Sussidiario, 30 settembre 2017)

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Mise sotto-sopra il mondo con un pugno di storie: quasi banali, quotidiane, alla portata dei cervelli che, nel suo peregrinare, Gli chiedevano lumi sul Cielo e sui suoi misteriosi intrecci. Quanti – tra tutti coloro che ebbero grazia di udirle in diretta – di diedero retta, ebbero chiara la percezione che quell’Uomo Nazareno aveva raccontato delle storie perchè, tenendole cucite assieme, apparisse loro quale fisionomia avesse il Regno dei Cieli. Altri non vollero capirle, affari-loro: non fu per difetto d’udito bensì per coraggio difettoso, cioè per paura. La paura più arcana, quella che atterrisce gli umani, pancia a terra: dover ammettere che quelle storielle narrano di me, dicono dell’uomo. Storie odiosissime per Satana perchè mortali per lui: «Incomincio a capire che vi possa essere gente cui torni piacevole che Gesù sia un fantasma (…) Per un segreto inconfessato desiderio di non ritrovarselo vicino, neanche sulla strada del passato» (P. Mazzolari).
Le storie di Cristo, per accendersi, hanno sempre bisogno di un padre. Per svilupparsi, poi, hanno urgenza che questo padre abbia almeno-almeno messo al mondo due figli. Nei Vangeli non ci può essere gioia se non c’è alternanza: possibilità d’andare, di restare, di rincasare. Figli allevati alla stessa scuola, che nell’età adulta, imboccano strade in-opposizione. E’ l’età nella quale papà pare essere un padre-padrone. Dio-padrone: «Figlio, oggi và a lavorare nella vigna». Che vada in-malora il mondo: di un padre così «non ne ho voglia». Tutt’al più, il trucco per farlo stare buono esiste. Un padre amico-del-figlio è sempre garanzia di comodità: «”Sì, signore”. Ma non vi andò». Capita che il primo – mascalzone, maledetto, buffone, disobbediente – poi ci ripensi: «Si pentì e vi andò». L’altro, il bambino tutto educato, mica si pente: è ancora convinto che basti aver tirato su la facciata per avere l’abitabilità della sua casa. Della sua fede. I suoi fans mica capiscono che, tolti i peccatori-disobbedienti, i Vangeli si sbriciolano, son carta-straccia, un pugno di sabbia. Sempre così, come nei film d’interpretazione: per riuscire ad interpretare in maniera sublime un grande santo, occorre la coscienza d’esser stati altrettanto grandi-peccatori. Mai-arresi. E’ la più bella eresia di chi dà retta al Cristo: ogni tanto occorre sbatterGli la porta in faccia per ritrovare la magia della sua affettuosa presenza: “Non ci vado: non m’interessi più”. Conta fino a tre, tanto poi: “Scusa, papà, ci ho ripensato. Vado”. E’ un gran narratore Cristo: siccome conosce a menadito l’uomo – per trent’anni ha fatto pure Lui il figlio, s’è vestito da garzone di bottega, ha discusso seduto a tavola, ha chiesto lumi sulla sorte del mondo -, allora spiazza il lettore. A fine parabola – «Chi dei due ha compiuto la volontà del Padre?» – confonde le carte in tavola, prendendo per il bavero il cuore e mettendo cuore-lettore spalle al muro: “Parlo di me e di te da soli, hai capito?” Pazzesco: non c’erano due figli nella storia, c’erano i miei due modi di rispondere a Papà. Ero sempre io, lo stesso soggetto: nelle stagioni in cui a casa si sta bene, nelle sere in cui a casa il clima con papà sembra essere diventato irrespirabile. Un solo Padre, tanti modi d’essergli figlio.
Con Dio, due cuori e una capanna. In uno dei due, quello mio, stanno in affitto altri due cuori: «Io ritengo che ciascuno di noi abbia in sé un non credente e un credente, che si parlano dentro, si interrogano a vicenda, si rimandano continuamente interrogazioni pungenti e inquietanti l’uno all’altro». Dico-sì tanto poi non vado. Dico-no però poi ci ripenso, io ci vado a lavorare con papà: «Il non credente che è in me inquieta il credente che è in me e viceversa» (C. M. Martini). Così vanno sempre a finire le storie inventate di sana-pianta da Cristo, traendo ispirazione dagli sguardi che Lo incrociano: «I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio». La prima fila sbattuta in ultima, l’ultima portata sul palco. E’ promemoria di come ragioni Dio: tanto per non confondersi.

(da Il Sussidiario, 30 settembre 2017)

un Trump pro life

23 Settembre 2017 Commenti chiusi

(da “Benedetta Frigerio——www.lanuovabq.it –19.9.17“)
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Si presenta come un pro life. Ma se è un buon pro life dovrebbe capire che la famiglia è la culla della vita. Perciò dovrebbe difendere la sua unità”. Sono le parole di papa Francesco di ritorno dal recente viaggio in Colombia circa l’operato del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Parole che hanno innescato una serie di reazioni. Ma come mai? Innanzitutto perché non erano rivolte alle politiche pro family, anti gender e anti abortiste messe in atto dal presidente degli Stati uniti, ma a quelle sociali. Il riferimento del pontefice, infatti, era alla decisione di Trump di limitare il Daca, il programma che permetteva ai figli degli immigrati illegali, giunti illegalmente sul suolo americano, di rimanere in Usa.
A prendere le difese del presidente è stato per primo il fondatore e presidente del Lepanto Insititute Michael Hichborn, secondo cui Trump sta facendo quello che nessuno ha avuto o avrebbe il coraggio di fare oggi, dopo l’occupazione di ogni luogo di potere governativo, giuridico, ma sopratutto mediatico, da parte del radicalismo di sinistra che ha provato a cancellare definitivamente la libertà di opinione e di vita di chi crede in visioni opposte alla sua, cercando di eleggere Hillary Clinton contraria all’obiezione di coscienza in materia di aborto o di matrimonio. Un potere che si è fatto fortissimo e che in pochi anni si è diffuso nelle università e nei circoli dell’intellighenzia del paese, per cui solo ammettere pubblicamente di credere in visioni opposte al radicalismo, può costare se non la carriera e la perdita della reputazione, persino la potestà dei figli.
Trump, infatti, oltre a difendere i suoi confini, come dovrebbe fare per prima cosa qualsiasi statista minacciato dal terrorismo o a cui forze straniere hanno dichiarato guerra (seppur non convenzionale ma trasversale, come quella ingaggiata dall’Isis contro l’Occidente), ha deciso di valorizzare la famiglia americana in un momento in cui non c’è nulla di più politicamente scorretto e pericoloso. Innanzitutto ha voluto che il suo vice fosse Mike Pence, uno dei leader politici più vicini e più attivi nel movimento pro life. Nel novembre del 2016, poi, subito dopo la sua elezione, il presidente ha nominato come ambasciatore Usa all’Onu un pro life dichiarato come Nikki Haley, in seguito ha nominato Ben Carson, noto conservatore, come segretario del dipartimento dello Sviluppo Urbano.
A gennaio, come primo fra i suoi atti presidenziali, ha vietato il finanziamento internazionale all’aborto in modo ancora più stringente rispetto ai suoi predecessori repubblicani. Ai Servizi Sociali ha quindi chiamato Teresa Manning, una nota intellettuale e giurista pro life. Il 25 gennaio, per la prima volta nella storia, la Marcia per la Vita veniva nominata dal presidente degli Stati Uniti, che ha accusato pubblicamente i media di non parlare di un evento numerosissimo e del popolo presente alla marcia. Nel febbraio 2017, invece, parlando al National Prayer Breakfast, Trump ha chiarito la necessità di tornare alla fede in Dio e di voler proteggere “la libertà religiosa”, senza cui l’America non avrebbe “potuto prosperare”.
Dopodiché ha rovesciato la decisone di Obama di imporre a tutti i luoghi pubblici (comprese le scuole) i bagni misti per assecondare l’ideologia transessuale. Non solo, perché sua moglie Melania, prima di un discorso che Trump avrebbe dovuto tenere di fronte al suo elettorato ha deciso di cominciare facendo pregare a tutti il “Padre Nostro”. E, in maniera opposta ad Obama e alla Clinton, il presidente ha scelto accanto a sé uomini che hanno dichiarato alla stampa che la Casa Bianca lavorerà “cercando di fare la volontà di Dio” pregandoLo di benedire la nuova presidenza.
Non contento di quanto già fatto, ad aprile, Trump ha dato un altro colpo pesante al colosso degli aborti americano Planned Parenthood, deliberando che gli Stati avrebbero potuto decidere di eliminare i finanziamenti statali alle cliniche della morte. Nello stesso mese ha voluto rovesciare, tramite l’“Educational Federalism Executive Order” le politiche stataliste della sinistra, ritornando a dare alle autorità locali la facoltà di decidere autonomamente le proprie politiche scolastiche ed educative in un’ottica sussidiaria. Grazie a Trump è stato anche abolito il “Mese dell’orgoglio Lgbt” assegnato da Obama a quello di giungo. Inoltre, data la mancanza di protezioni legali per la libertà religiosa nella legge obamiana sul cosiddetto “matrimonio” fra persone dello stesso sesso (motivo per cui Kim Davis, amministratrice comunale che si era rifiutata di apporre la propria firma su un documento che le attestava, era stata arrestata) nel maggio scorso il presidente Usa ha firmato un ordine esecutivo che ora la protegge.
Per quanto riguarda la decisione di Trump di impedire temporaneamente l’accesso in Usa a cittadini di Stati da cui provengono i terroristi, in un momento di pericolo per l’Occidente (in ogni guerra è sempre accaduto, senza scandali ma come regola basilare, che uno statista difendesse i propri confini contro lo Stato o l’ideologia nemica, basti pensare al divieto di ingresso dei Comunisti in Usa durante la Guerra Fredda), bisogna aggiungere che ciò ha coinciso con un incremento dei rifugiati cristiani in Usa maggiore di quelli islamici, al contrario di quanto avvenuto durante la presidenza di Obama. Inoltre, se in pochi anni Obama era riuscito ad indebolire l’esercito, oltre che diminuendo la spesa pubblica destinata alle Forze Armate, anche ammettendo persone sedicenti transessuali, Trump ha deciso di vietare il loro reclutamento a causa del “tremendo costo medico e della distruzione che causa” alla difesa americana. Ovviamente a ciò è seguita una campagna mediatica violentissima che ha gettato fango sul presidente.
Non solo, di fronte alle parole della Clinton, convinta che l’omicidio dei bambini debba essere praticato fino all’ultima settimana di gravidanza, e che ha recentemente chiamato l’aborto un “principio non negoziabile” della sinistra, Trump ha parlato di pratica “disumana”, incrementando l’astio di Holliwood e delle star femministe che ormai si rivolgono a lui con un odio e una volgarità indicibili. Inoltre, ad una delegazione di associazioni pro family e operative nel campo delle adozioni, Trump ha spiegato che “questa amministrazione sta spingendo per una politica di tassazione sui figli che sia la più agevolata di sempre” anche con “un rimborso delle tasse salariali, cosicché anche le famiglie a basso reddito possano beneficiarne”.
E’ per questo che il mondo pro life americano non ha compreso le parole del pontefice e che Deal Wyatt Hudson, presidente del Morley Institute for Church and culture si è detto “triste”, mentre Austin Ruse, presidente del Center for Family and Human Rights, ha risposto ricordando la nomina pro life di Neil Gorsuch alla Corte Suprema, per cui ancora una volta Trump si era messo contro tutti i poteri forti e il potere mediatico americano.
Così il presidente, che in campagna elettorale promise ai cristiani la difesa della loro libertà, contro la minaccia della Clinton che voleva imporre anche ai sacerdoti di celebrare le cosiddette “nozze” Lgbt, ha mantenuto fede alle sue promesse. Dimostrando non solo una lealtà sincera e una convinzione dell’importanza delle radici cristiane per la prosperità del suo paese, ma un profondo credo personale. Altrimenti non si spiegherebbe un mano così ferma di fronte ad una sinistra che non vive se non per gettare fango ed alimentare odio non solo verso di lui ma verso tutta la sua famiglia. Motivo per cui in un’intervista rilasciata in gennaio a Fox News, uno dei più grandi leader della chiesa evangelica americana, Franklin Graham, ha ripetuto che “credo che sia la risposta di Dio (la vittoria di Trump, ndr) alle centinaia di migliaia di preghiere per un presidente che si batterà contro l’agenda umanista e ateista di Washington” .

Benedetta Frigerio