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Archivio per la categoria ‘Società’

“…un pezzettino di cielo blu, blu…”

30 Luglio 2014 Nessun commento

Lidia Macchi, studentessa universitaria varesina attiva nei boy scout e militante di Comunione e Liberazione, venne ritrovata uccisa con 29 coltellate il 7 gennaio 1987 in una radura nei pressi dell’ospedale di Cittiglio, Varese, dove era andata a trovare un’amica. Aveva 21 anni. Lo scorso venerdì 25 luglio, dopo 27 anni che il caso giaceva insoluto presso la procura di Varese e avendolo avocato a sé soltanto otto mesi orsono, il sostituto procuratore generale di Milano Carmen Manfredda ha depositato presso la Corte d’Appello del capoluogo lombardo l’avviso della conclusione delle indagini e una richiesta di archiviazione della posizione di un sacerdote che il pm di Varese Agostino Abate non aveva mai ufficialmente espunto dall’albo degli indagati (vedi per esempio la cronaca dell’Ansa).

Qui di seguito riportiamo la lettera in cui Lidia confida a un’amica la circostanza del suo primissimo incontro con don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione. La lettera, risalente agli anni in cui Lidia è già iscritta e frequenta l’Università statale di Milano, proviene dall’archivio personale del direttore di Tempi e all’epoca fu trascritta e fatta circolare dai ciellini in forma di ciclostilato.

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Carissima Mara,

abbiamo appena appeso il telefono ed io mi sono con amarezza resa conto che in fondo ti ho raccontato solo le cose più banali della mia vita di adesso. A me sta capitando una cosa straordinaria e un po’ confusa ma veramente grande; è come se in me adesso ribollissero con chiarezza un sacco di domande e di desideri sulla vita. Il desiderio d’essere felice, d’essere libera, cioè di trattare con libertà, senza essere schiacciata od appesantita da tutte le circostanze della vita, il desiderio di amare con profondità le persone che mi sono care, gli amici; il desiderio di costruire anch’io un pezzetto di storia perché altrimenti la storia ce la fanno gli altri sulla nostra testa e noi viviamo la nostra vita completamente indifferenti a ciò che accade fuori dal nostro cantuccio, che per quanto comodo è pur sempre meschino e determinato da piccole stupidaggini ed angherie quotidiane.

Ecco è come se la mia incoscienza, il fare sempre solo ciò che istintivamente mi salta in mente, mi avesse profondamente annoiato con la sua stupidità e superficialità. Mai come adesso la vita mi sembra profonda e grande e soprattutto misteriosa.

È proprio un mistero grandissimo che io ci sia, esista, che sia un fragile puntolino su questo pianeta che ruota con leggi straordinariamente perfette intorno al sole, ed il sole non è che un microbo nell’immensità spaziale e temporale del cosmo.

Ma cavoli, basta sollevare gli occhi al cielo di notte per intuire che la vita di tutto questo universo è un mistero grandioso e noi che siamo uomini e abbiamo e possiamo avere la coscienza di ciò, sprechiamo il nostro tempo afflitti da piccole banalità e da piccoli dolori, senza chiederci – perché ci fa troppa paura ascoltarci per un attimo, ascoltare quella voce che parla in noi, che grida che la vita non può non avere un senso – senza chiederci perché ci siamo, perché siamo fatti così uno diverso dall’altro, eppure al fondo, tutti con lo stesso desiderio.

Dio mio, ma perché se queste domande e desideri ci sono noi ci rassegniamo, viviamo in fondo disperati cioè non attendendoci niente dal domani, chiudendoci in una gabbia che diventa la nostra tomba al limite concedendoci qualche ricordo nostalgico dei bei tempi? Ma quali tempi! È inutile piagnucolare, siamo noi che per primi abbiamo presuntuosamente rinunciato ad essere seri, a prendere in considerazione tutti i grandi desideri che si agitano in noi, perché ci fa comodo piagnucolare, stare nel nostro brodo, fare dei piccoli e miseri peccatucci per credere che se almeno non siamo santi, beh, un po’ cattivelli però lo siamo; invece i nostri peccati fanno ridere i polli, consistono al massimo nella sensualità, in trasgressioni che in realtà fanno tutti, sono alla portata di tutti, perché in fondo siamo solo dei mediocri. Magari si incontrasse qualche grande peccatore profondamente abbagliato dal male!

E quand’anche io sappia tutto, come funziona l’universo intero, e come faccio a respirare, a camminare, a mangiare, chi si sogna per un attimo di ascoltarti quando ti chiedi chi sei, che cosa ci fai sulla faccia di questa terra? Di queste domande hanno tutti paura e nessuno ne parla… Ma perché oggi ci sei, domani muori, e buonanotte…

Buonanotte un corno! Io ci sono, le domande ci sono e voglio sapere, fossi anche l’unica con questo desiderio, in questo mondo superficiale – perché vuole essere tale – urlerò fino a squarciagola, finché morirò, quello che io sento.

Un mese fa mi è capitato, quasi per caso, di andare alla Cattolica con dei miei amici di Varese e di ascoltare uno che si chiama don Giussani, che faceva una lezione di teologia o morale, qualcosa del genere, perché questi esami lì sono obbligatori, e al posto di parlare dei santi e tutto il resto, parlava proprio di queste domande, con un entusiasmo ed una forza che mi hanno molto colpito e spiegava tutti i procedimenti tecnici e pratici che gli uomini escogitano per non starle ad ascoltare, per fare come se non ci fossero o non fossero importanti. Mi sembrava che parlasse proprio di me e ritrovavo tutti i nostri comportamenti abituali spiegati così chiaramente.

Io ero andata lì quasi per caso perché queste persone di Varese e altre di Milano che lo conoscono, mi avevano invitato ed io sono andata lì pensando di ascoltare le solite cose, e invece no.
È strano perché più delle sue parole, mi ha colpito lui, il suo sguardo profondo e attento, qualcosa di inafferrabile, un uomo libero, aperto, non arrabbiato o irato con la vita. Non so dirti niente di più preciso ma è come se custodisse un segreto, una forza non sua.

Io sento che devo parlargli, che lui non ha calpestato le domande che si agitano dentro di me, avrei molte cose da chiedergli, in un modo o nell’altro devo incontrarlo ancora.
Adesso non mi sembra più di essere sola alla ricerca disperata di qualcosa di cui tutti se ne fregano; è come se qualcuno, facendomi sobbalzare, perché è arrivato inaspettatamente, mi avesse detto: “Ehi, sono qui, non urlare e non disperarti, perché seguendo questa strada usciremo dalla foresta”.

E io voglio uscire dalla foresta, perché la vita è mare, cielo, monti e pianure, case, alberi, volti umani, stelle, sole e vento e noi siamo fatti per questo Infinito che c’è; basta solo guardarsi in giro e per questo seguire questo “Qualcuno” che mi è venuto incontro nel groviglio della foresta e che mi dice: “Guarda lassù tra le foglie, vedi, c’è un pezzettino di cielo blu, blu, usciamo a vederlo”.Lidia Macchi
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Ringrazio Luigi Amicone di questa pagina straordinaria
Antonio Socci
(da www.tempi.it)

…ho visto..

16 Giugno 2010 Nessun commento

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“Caro Direttore,
sono un avvocato milanese di 42 anni e Vi scrivo per testimoniare la mia recentissima esperienza durante un pellegrinaggio a Medjugorje. Dopo anni di studi in istituti privati religiosi, dai quali non mi è rimasto praticamente nulla a livello «spirituale», ho vissuto tutta la vita da cattolico non praticante: dicevo di credere in Dio solo perché sono nato in Italia, mi hanno battezzato, ho fatto la comunione e la cresima. Nulla di più.
Le parole delle preghiere, della bibbia, dei vangeli sono sempre state per me solo parole, ma non ho mai sentito nulla dentro di me. Anzi, qualcosa sentivo: un grandissimo vuoto, che i beni materiali che il mio lavoro mi ha permesso di avere non hanno mai colmato.
Poi, nell’estate dello scorso anno è stata diagnosticata a mia madre una brutta malattia degenerativa, che ha aumentato ancora di più la mia sofferenza interiore.
Finalmente, a maggio di quest’anno mia madre mi ha casualmente raccontato di avere programmato un pellegrinaggio a Medjugorje (di cui non sapevo assolutamente nulla, se non che era un luogo «tipo Lourdes») e mi ha poi chiesto se «per caso» non avessi il desiderio di andare con lei: credo sia stata una domanda di circostanza, alla quale era convinta io avrei rifiutato. Con sua enorme sorpresa, ho invece accettato, non so nemmeno io perché, so solo che «sentivo» di dover andare.
In seguito, quando sono giunto a Medjugorje, ho sentito dire che è la Madonna a «chiamarti» quando è arrivato il tuo momento: ebbene, credo che nel mio caso sia stato proprio così.
Ogni mattina sveglia all’alba, alle 6 colazione, per poi «partire» secondo un programma di gruppo che mi trovava molto restio ad accettare, essendo io estremamente individualista e convinto di poter fare sempre tutto da solo, senza mai chiedere aiuto a nessuno. Così all’inizio me ne stavo in disparte, a osservare, anche perché dopo tanti anni di istituti religiosi non mi ricordavo più nemmeno le parole del padre nostro o dell’ave maria e mi vergognavo a farlo vedere.
Senza nemmeno accorgermene, a poco a poco mi sono avvicinato sempre di più al gruppo e ho cominciato anch’io a pregare: non a pronunciare le parole delle preghiere, come avevo sempre fatto in modo automatico, senza pensare, in quelle rare occasioni in cui andavo in Chiesa (ad esempio per la Messa di Natale), ma a pregare veramente.
Ho cominciato a sentire come una pietra, o un groviglio di nodi, dentro di me, che a poco a poco si scioglieva. E man mano che si scioglieva, ho incominciato a piangere. E così ho continuato per tutta la durata del soggiorno. Poi… Il primo giugno, il giorno prima di partire, alle ore 7.15 circa passavo insieme a mia madre e una sua amica davanti alla chiesa dove era in corso la messa. Nel piazzale davanti alla chiesa si era riunita una cinquantina di persone e tutti stavano guardando in direzione del sole con espressioni a dir poco stupite. Mosso dalla curiosità, mi sono girato verso il sole e ho assistito ad un fenomeno per me incredibile.
All’inizio sono rimasto abbagliato, poi i miei occhi si sono abituati alla luce e ho potuto fissare il sole per una decina di minuti. Durante questo lasso di tempo, il sole pulsava come un cuore venendo verso di noi e poi ritraendosi, avvicinandosi e poi allontanandosi sempre pulsando. Il sole era accerchiato da un anello luminoso, che girava vorticosamente prima a destra e poi a sinistra e che sembrava cambiare colore, prima di colore rosso fuoco e poi giallo-oro.
Questo fenomeno è durato come ho detto una decina di minuti e mi ha lasciato assolutamente incredulo. Poi mi sono reso conto che anche tutte le altre persone, una cinquantina, che erano sul piazzale della chiesa avevano assistito alla stessa cosa.
Siamo ritornati in albergo sconvolti da quello che non sembrava affatto un fenomeno naturale, o un effetto di luce, come gli scettici certamente vorrebbero giustificare razionalmente quello che è successo. Io personalmente avevo le gambe che mi tremavano.
Arrivati in albergo abbiamo trovato gli ospiti presenti tutti a piano terra, impauriti per avere avvertito una specie di scossa di terremoto, con i muri che tremavano e un forte boato.
Ricostruendo temporalmente i fatti, ci siamo resi conto che questa specie di scossa di terremoto era avvenuta contemporaneamente al fenomeno che aveva riguardato il sole.
A ciò si aggiunga che noi che ci trovavamo a circa 300 metri dall’albergo non ci siamo accorti di nulla, cosa alquanto strana. E i giorni successivi non mi risulta che i quotidiani abbiano riportato di scosse di terremoto nella regione.
Non so se ci sia una spiegazione scientifica per quello che ho descritto, ma so quello che ho visto.
Il razionalismo ci ha liberati in passato dai fanatismi di una religiosità ottusa ed estremista; sono anche appassionato di storia e conosco benissimo i crimini che sono stati commessi in passato in nome della chiesa e di Dio. Ora però siamo arrivati all’estremo opposto: tutti i segnali che ci vengono mandati dal cielo devono a tutti i costi avere una spiegazione razionale e scientifica e tutti coloro che credono in qualcosa di superiore sono retrogradi e contrari al progresso.
Comunque io mi considero fortunato ad avere avuto questa «illuminazione» e credo che, montatura o no, riuscire a vedere con il cuore e non solo con l’intelletto ci renda più completi come esseri umani.”
(A.Bersani IL GIORNALE 16 giugno 2010)<img
Pellegrinaggi Medjugorie

“dallo champagne ai Salmi”

25 Settembre 2009 1 commento

gioia in gola

2 Luglio 2007 Nessun commento

La bambina che va sotto gli alberi / non ha che il peso della treccia / un fil di canto in gola. / Canta sola / e salta per la strada: ché non sa / che mai bene più grande non avrà / di quel po’ d’oro vivo per le spalle, / di quella gioia in gola.
Leggete con calma questi versi durante la quiete del sabato estivo. Provate a immaginare la scena: sotto l’ombra degli alberi una bambina canta e balla lievemente, mentre sulle sue spalle ondeggia la treccia d’oro dei suoi capelli biondi. È un’immagine di bellezza, di dolcezza, di innocenza, capace di purificare il nostro sguardo sporcato da tante figure truci, oscene, cupe che ci imbandisce costantemente il televisore. A “dipingere” poeticamente questa scena è un nostro finissimo poeta, il ligure Camillo Sbarbaro (1888-1967). È curioso ricordare che egli era un erborista di fama internazionale, grande esperto in licheni, e quindi proteso a esaltare il mistero e l’armonia della natura, anche nei suoi segni minimi.
Io, però, vorrei sottolineare di quei versi solo la finale: in essa si dichiara quale sia la vera felicità. Basta soltanto possedere e godere un po’ di bellezza semplice e naturale come lo è la capigliatura bionda di quella piccina e soprattutto avere «un fil di canto» e di «gioia in gola». Noi, invece, cerchiamo la felicità nell’eccesso, nella moltiplicazione del godimento e del possesso, mentre essa è celata come una perla in una modesta custodia, ossia nella semplicità e nella purezza di cuore. Aveva ragione un importante autore francese, François-René de Chateaubriand, quando affermava che «la vera felicità costa poco; se è cara, non è di buona qualità». Ritroviamo anche noi la limpidità, la lievità interiore, la luminosità serena e gusteremo la vera gioia.

Gianfranco Ravasi

cantieri attendono

2 Luglio 2007 Nessun commento


La proposta: ?Volontariato giovanile estate?, cioé un impegno ?a tempo
determinato? nei progetti di solidarietà attivati nella diocesi di Milano. È
possibile fare volontariato come singoli o in piccoli gruppi. Queste le formule
?su misura?: a) una settimana intera; b) un giorno la settimana per due mesi;
c) vacanze di 7-15 giorni con enti in località di villeggiatura.
Istruzioni per l?uso
Età: 18-30 anni (alcune proposte aperte anche ai 17enni) possibilmente per
residenti nella Diocesi di Milano.
Info & iscrizioni: Caritas ambrosiana, Sportello volontariato giovani – tel. 02
58391386 – e-mail: giovani.ambrosiana@caritas.it – www.caritas.it/3
Luglio-agosto, Bulgaria, Moldavia, Montenegro, Romania, Turchia,
Giordania, Palestina, India, Etiopia, Bolivia
La proposta: ?Cantieri della solidarietà? all?estero, cioé autentici campi di
lavoro: animazione, visite alle famiglie, lavoro manuale, scambio culturale e
religioso… Turni di 2-3 settimane.
Istruzioni per l?uso
Età: 18-30 anni.
Info & iscrizioni: i campi prevedono un test di selezione e un ?percorso
formativo? (prima giornata sabato 9 giugno, seconda giornata dipende dai
luoghi di destinazione – Caritas ambrosiana, Sportello volontariato giovani,
tel. 02 58391386 – e-mail: g i o v a n i . a m b r o s i a n a @ c a r i t a s . i t -
www.caritas.it/9/cantieri.asp
La Caritas ambrosiana è stata istituita nel 1974 per
promuovere e coordinare la solidarietà dell?Arcidiocesi di Milano.www.caritas.it
CENTRO AGAPE: PENSARE GLOBALE & LOCALE
14-21 luglio, Prali (To)
La proposta: ?Scripta volant ? La Scrittura liberata: campo sulla
comunicazione. Agape si trasforma in laboratorio multimediale.
28 luglio-4 agosto, Prali (To)
La proposta: ?Donne di frontiera: dalla distanza allo scambio interculturale:
?campo donne?.
12-19 agosto, Prali (To)
La proposta: ?Leggiamo la Bibbia insieme?: campo teologico internazionale.
?Vogliamo provare a incontrarci utilizzando la Bibbia come il nostro terreno
comune?.
5-12 agosto, Prali (To)
La proposta: ?Ecologia e politica: esperienze locali e globalizzazione. Come
non tagliare il ramo sul quale siamop seduti? Campo politico internazionale
sugli effetti della globalizzazione sul lavoro.
19-25 agosto, Prali (To)
La proposta: ?Dall?individuale al collettivo: tra pratiche e politica verso la
decrescita ed un?altra economia. Campo sul consumo critico organizzato in
collaborazione con Libera.
Istruzioni per l?uso
Quota: varia da campo a campo, ma soprattutto a seconda del reddito
(autodichiarato!).
Info & iscrizioni: segreteria Agape – tel. 0121 807514 – e-mail:
ufficio@agapecentroecumenico.org
?Centro ecumenico? in un senso
molto ampio, il Centro Agape di Prali (Torino) è promosso dalla Chiesa Valdese. È un punto di incontro per i
credenti di diverse fedi, non credenti e agnostici interessati a un dialogo laico, impegnativo (e maturo) ?in cui
ognuno lasci cadere la presunzione di possedere la verità?. www.agapecentroecumenico.org

quand’ero…

29 Giugno 2007 Nessun commento


Quand’ero piccolo desideravo essere come i grandi.
Adesso che sono grande vorrei tanto essere come i piccoli.

Leone Tolstoi

per consolarla

29 Giugno 2007 Nessun commento


La piccola Brigitta rientra in casa. “Dove sei stata piccina mia? -le chiede la mamma -Ti cercavo” e la prende in braccio perchè la vede piuttosto seria..
–Sono stata qui dalla signora Wanda, sai, quella che gli è morta la bambina giorni fa..- “E che cosa sei stata a fare?” le chiede quasi in un sussurro avvicinandola alla guancia.-
–Sono stata a consolarla..-
“A consolarla? Brava!… E che cosa le hai detto per consolarla?..”
-Niente..sono salita sulle sue ginocchia e ho pianto con lei..

Che meraviglia! Senza certo saperlo Brigitta ha fatto come dice san Paolo:-
–Gioite con chi gioisce..piangete con chi piange..–
(qumran2.net)

c’è anche tutto il mondo!!

29 Giugno 2007 Nessun commento


ASSOCIAZIONE SARAJ ? UOMINI E CULTURE NEL MONDO
1-21 agosto, Chiapas
La proposta: un viaggio alle origini della resistenza globale, là dove è nata e
si è sviluppata l’idea di una nuova globalizzazione capace di tutelare i più
deboli, di dare voce ai senza voce. Dalla Realidad delle comunità indigene,
un modo nuovo di intendere la politica, per un “mondo che contenga più
mondi”.
16-27 agosto, Sarajevo ? Srebrenica
La proposta: cosa è successo nella guerra della ex jugoslavia? Vuoi andare
alla fonte dei problemi? L?esperienza proposta offre un contatto diretto con
chi ha vissuto questa guerra e si batte per la convivenza tra le diversità.
Istruzioni per l?uso
Info & iscrizioni: info@saraj.org
Saraj, parola con origini nel turco antico, significa “posto tappa”.
Era il luogo dove le rotte carovaniere si incrociavano, un luogo di
incontro e di scambio. L?associazione si propone quale luogo di
incontro tra persone e tra culture, di relazioni e di scoperta
dell’altro. Scambio di conoscenze e di esperienze, luogo dove
arrivare e arricchirsi dal rapporto con l’altro. www.saraj.org

proposte importanti

29 Giugno 2007 Nessun commento


AGIMI: PER UNA (SPARTANA) FRATERNITÀ UNIVERSALE
Tutta l?estate, Maglie (Le)
La proposta: una o due settimane di condivisione, servizio e formazione per
gruppi o singoli nel Centro Agimi-Eurogiovani. NB: ?La nostra ospitalità è
giovanile e spartana. Se è possibile, portare le lenzuola e la biancheria
personale, ci darete un grande aiuto?. Al Centro c?è un eremo nel quale chi
vuole può trascorrere anche una giornata intera di silenzio, digiuno e
preghiera.
Istruzioni per l?uso
Info & iscrizioni: don Giuseppe Colavero – tel. 0836 586079 – cell. 368
3865055 – e-mail: info@agimi.org
L?Agimi, in albanese ?alba?, è un’associazione senza scopo di lucro che si
occupa di scambi interculturali e di progetti di solidarietà fra l’Italia e l’Albania. È nata nel
1991 nella diocesi di Otranto.
In rete: www.agimi.org
ASSOCIAZIONE PAPA GIOVANNI XXIII: CORAGGIO?PRENDI IL
LARGO!
Mesi estivi, in varie regioni italiane e all?estero
La proposta: ?Campi di condivisione? con persone in situazione di handicap,
?Campi di lavoro e condivisione? con persone in difficoltà, ?Campi
fuorilemur@? con persone in realtà di grave emarginazione sociale,
?Proposte di condivisione all?estero? e ?Condivisione nonviolenta?, ?Campi
adolescenti?. Il tema dell?estate 2007: immagina la tua vita come una antica
barca, al posto della vela il tuo cuore, al posto dell’albero la Croce di Cristo e
poi lo Spirito che soffia con forza gonfiando la vela e il tuo cuore.
Immagina poi di avere un coraggio imbattibile, come le funi che legano la vela
alla nave e con tutto questo… coraggio… prendi il largo!
Istruzioni per l?uso
Età: giovani
Info & iscrizioni: Associazione Papa Giovanni 23°, Rimini – Marinella – tel.
0541 732694 – cell. 348 24881103 – e-mail: maribalda@libero.it -
info@apg23.org
29-30 settembre, Piacenza
La proposta: ?Congrosso?, weekend di festa dopo i campi.
Da oltre 30 anni l?Associazione Papa Giovanni 23°, fondata da don Oreste Benzi e
con sede a Rimini, opera in Italia e all’estero contro l?esclusione e per l?accoglienza
di persone in difficoltà. I suoi membri si impegnano a condividire direttamente la vita
degli ?ultimi?. www.apg23.org

"osare l’amore"

27 Giugno 2007 Nessun commento


22-28 luglio
La proposta: settimana aperta ai giovani ?in ricerca?
Il mistero della vita: bellezza da ri-cercare e da ri-scoprire.
Benedetto XVI invita i giovani a: «??osare l?amore?, a non desiderare, cioè,
niente di meno per la vita che un amore forte e bello, capace di rendere
l?esistenza intera una gioiosa realizzazione del dono di voi stessi a Dio e ai
f r a t e l l i » ( M e s s a g g i o p e r l a GMG 2 0 0 7 ) .
Per questo vivremo insieme un itinerario di scoperta del dono della vita, della
vocazione dell?uomo e della donna, per intravedere la gioia di un amore che è
per sempre, nel matrimonio e nella vita consacrata.
Istruzioni per l?uso
Età dai 20 ai 35 anni
Relatori: fraternità Tenda di Dio, Gaia don Gigi
5-11 agosto
La proposta: Festival giovani: ?Cercasi apprendisti testimoni giovani,
intraprendenti, entusiasti, creativi, audaci e combattenti?. Un?occasione da
non perdere, una novità, come ogni anno, da non lasciarsi sfuggire. Sarai
protagonista, attirato dalla forza della testimonianza di altri amici,
nell?affascinante competizione dell?Amore?e ci sarà grande Festa!
Istruzioni per l?uso
Età dai 18 ai 30 anni
Relatori: fraternità Tenda di Dio, comunità Shalom, Spezia padre Lino,
Sportelli don Samuele.