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Archivio per la categoria ‘Spettacoli’

L’icona del nostro futuro”

12 Agosto 2010 6 commenti

incammino

“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la re­gione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nel la casa di Zaccarìa, salutò E lisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! [...] E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magni fica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva [...]».

L’ Assunzione di Maria al cielo in anima e corpo
è l’icona del nostro futuro, anticipazione di un comune destino:
annuncia che l’anima è santa, ma che il Creatore non spre ca le sue meraviglie: anche il corpo è santo e avrà, trasfigurato, lo stesso destino del l’anima. Perché l’uomo è uno.

I dogmi che riguardano Maria, ben più che un privilegio esclusivo, sono indicazioni esistenziali valide per ogni uomo e ogni donna. Lo indica benissimo la lettura dell’Apocalisse: –vidi una donna vestita di sole, che sta va per partorire, e un drago .

Il segno della donna nel cielo evoca santa Maria, ma anche l’intera umanità, la Chiesa di Dio, ciascuno di noi, anche me, piccolo cuore ancora vestito d’ombre, ma affamato di sole. Contiene la nostra comune vocazione: assorbire luce, far­sene custodi ( vestita di sole ),

essere nella vita datori di vita ( stava per partorire): vestiti di sole, portatori di vita,

capaci di lottare contro il male ( il drago rosso). Indossare la luce, trasmettere vita, non cedere al grande male.

La festa dell’Assunta ci chiama ad aver fede nell’esito buono, positivo della storia: la terra è incinta di vita e non finirà fra le spire della vio­lenza; il futuro è minacciato, ma la bellezza e la vitalità della Donna sono più forti della violenza di qualsiasi drago.

Il Vangelo presenta l’unica pagina in cui sono protagoniste due donne, senza nessun’ altra presenza, che non sia quella del mistero di Dio pulsante nel grembo. Nel Vangelo profetizzano per prime le madri.

« Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo ». Prima parola di Elisabetta, che mantiene e prolunga il giuramento irrevocabile di Dio: Dio li benedisse

(Genesi 1,28), e lo estende da Maria a ogni don­na, a ogni creatura. La pri ma parola, la prima germinazione di pensiero, l’inizio di ogni dialogo fecondo è quando sai dire all’altro: che tu sia benedetto. Poterlo pensare e poi proclamare a chi ci sta vicino, a chi condivide strada e casa, a chi porta un mistero, a chi porta un abbraccio: « Tu sei benedetto

», Dio mi benedice con la tua presenza,
Lui possa benedirti con la mia presenza.

« L’anima mia magnifica il Signore ». Magnificare significa fare grande. Ma come può la piccola creatura fare grande il suo Creatore?
Tu fai grande Dio nella misura in cui gli dài tempo e cuore.
Tu fai piccolo Dio nella misura in cui Lui diminuisce nella tua vita.

Santa Maria ci aiuta a camminare occupati dall’avvenire di cielo che è in noi come un germoglio di luce.
Ad abitare la terra come lei, benedicendo le creature
e facendo “grande” Dio. (P.Ermes Ronchi)

( Letture: Apocalisse 11,19a;12,1-6a.10ab; Salmo 44; 1 Corinzi 15,20-27a; Lu ca 1 ,39 -56)

L’altro

25 Settembre 2009 Nessun commento

ande.gifIl tuo prossimo
è lo sconosciuto che è in te, reso visibile.


Il suo volto si riflette
nelle acque tranquille,
e in quelle acque, se osservi bene,
scorgerai il tuo stesso volto.
Se tenderai l’orecchio nella notte,
è lui che sentirai parlare,
e le sue parole saranno i battiti
del tuo stesso cuore.

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per questo

23 Settembre 2009 2 commenti

“..sempre come fossimo nell’atto di partire..”

22 Settembre 2009 Nessun commento

 

"Ma chi ci ha rigirati così

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se..

22 Settembre 2009 Nessun commento

destino o destinazione?

21 Settembre 2009 Nessun commento

la ricompensa

20 Settembre 2009 Nessun commento

come il sandalo

19 Settembre 2009 Nessun commento

  "L’uomo

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lacrime diverse

18 Settembre 2009 Nessun commento

Questa estate, con un piccolo gruppo di giovani, abbiamo fatto un viaggio "on the road" in Danimarca e Svezia: macchina, tenda, zimmer e ostelli (NB: la vita nei paesi fuori dalla zona Euro è costosissima! Attenzione).
Una domenica era in programma la visita del centro di Copenhagen e la partecipazione alla S. Messa nella Cattedrale cattolica.
La zona pedonale di Copenhagen ci ha accolto invasa da lattine di birra vuote, bottiglie rotte, laghi di vomito; erano tracce degli "after hour" del sabato sera. Passeggiando stupiti abbiamo incontrato, seduti sugli scalini alla base di una serranda metallica "graffittata", tre giovani: uno dormiva, probabilmente ubriaco, mentre una giovane con i capelli lunghi biondi singhiozzava, abbracciata dall’amica seduta al suo fianco nel tentativo di consolarla. Una scena triste, probabilmente frequente anche in Italia, nelle nostre città; ubriacarsi il venerdì o il sabato sera è quasi una moda, per molti giovani un’abitudine.
Un catechismo di alcuni anni fa diceva che il cammino di Fede spesso inizia con le domande di senso: chi sono? Da dove vengo? Dove vado; oggi preferirei rivolgere ad un giovane abituato allo sballo una domanda più legata al presente "sei felice vivendo così?".
Negli ultimi mesi si è parlato molto di provvedimenti restrittivi circa l’uso dell’alcool ed ogni fine settimana preghiamo per decine di ragazzi morti spesso a causa di guida in stato di ebrezza. I "rave party" estivi anche quest’anno ci hanno fatto piangere; la morte di Nunzio a Segrate e di altri giovani in Molise e a Lecce ci hanno svuotato.
Un aspetto di cui si parla poco a proposito dell’alcool è quello dei danni permanenti. Se i ragazzi sapessero che certe sostanze rendono la persona, in modo permanente, un po’ più lenta, meno brillante, forse qualcuno ci penserebbe due volte ad abbracciare un certo stile di vita.
Durante una discussione in classe sulla questione giovani ed alcool, un mio alunno mi fece notare, in modo chiaramente provocatorio, che lui, pur ubriacandosi e fumando "cannabis" aveva la sufficienza in tutte le materie ed anche qualche 7 e 8; risposi che, probabilmente, se avesse fatto a meno di certe sostanze i 6 sarebbero stati dei 7 e gli 8 sarebbero diventati dei 9.
Dio Padre, come ogni papà, ha in mente un sogno di felicità per tutti i suoi figli, una vita bella e santa. Dio è giusto, e quindi deve essere possibile per tutti, in qualunque situazione si trovi, vivere una vita bella e santa.
Per ogni giovane, credente o no, c’è un modo di vivere bello, ispirato al dono, alla gratuità, all’amore, al servizio.

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“Juve gianduiotti e fede..”

18 Settembre 2009 1 commento

«Quella volta che mi disse: Juve, giandujotti e fede sono le tre cose che abbiamo in comune». Il direttore di Rete Quattro racconta il volto tv che ha conquistato una nazione con la sua autenticità

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